Verso la piatta sommità del Monte La Mula

 

15-05-2011
LA MULA, con il CAI – Gruppo di Verbicaro
Mi hanno detto della Mula(1935 metri slm), come di una delle mete più belle da raggiungere, perché ricca di praterie e pascoli. Prima di questa volta con il CAI non c’ero mai stato: è stato fantastico!
Per la partenza è previsto il raduno dei soci del CAI – Gruppo di Verbicaro presso il paese di Grisolia. Da Grisolia scendiamo fino ad un bivio con una fontanella, e da li con i fuoristrada percorriamo la strada che passa da Pantanelli, fino ad arrivare al Varco del Palombaro, 1002 metri slm.: è da qui che inizia la nostra escursione. Sono le ore 9:00, il tempo è buono, la giornata promette bene, il cielo è azzurro.
Impegniamo subito un sentiero che sale nel bosco di faggi, è un po’ ripido, ma senza particolari difficoltà riusciamo a percorrerlo. Dopo alcuni minuti di cammino sbuchiamo su un fianco della montagna privo di vegetazione, così riusciamo a vedere quella che in molti definiscono la montagna più affascinante dei Monti dell’Orsomarso: La Montea! Io la guardo con orgoglio, perché non molto tempo fa, nell’Aprile del 2011 l’ho conquistata grazie ad un’escursione organizzata da Nicola Zaccato, di cui avrete senz’altro sentito parlare per le imprese svolte sia nella scalata delle 10 vette del Pollino in un giorno, sia nella scalata delle 10 vette dell’Orsomarso in un giorno (e non solo queste due imprese…), e da Mario dell’associazione Amici della Montagna di Belvedere Marittimo, l’associazione che ha provveduto a costruire il Rifugio Belvedere, a Serra La Croce, alle pendici del Monte La Caccia(1744 metri slm), un bel rifugio attrezzato per ogni evenienza.
Ma ritorniamo alla nostra escursione, dopo aver scattato un paio di foto alla Montea, riprendiamo il cammino, ed ad un certo punto giungiamo ad una fonte, con delle vasche, chiamata Acqua Pedarrone: la giornata è calda, anche se con un po’ di vento, ma quest’acqua fresca ci voleva proprio! Ora percorriamo sempre sul fianco della montagna tenendo sempre sulla nostra destra La Montea ed il Monte Petricelle, finchè rientriamo nel bosco di faggi, percorrendo un sentiero più o meno evidente, che ci porta ad un’altra fonte, Acqua Pice. L’acqua è gelata!
Gli altri escursionisti dicono che manca poco per raggiungere Il Campo, un altopiano stupendo posto tra La Mula e la Muletta (1717 metri slm). Infatti, dopo qualche minuto di cammino raggiungiamo questo posto incantevole che sembra uscito da un libro di favole: praterie verdi immense, faggi stupendi, panorama sulla Montea ed il Petricelle, con La Muletta di fronte, e stupendi esemplari di cavalli che accompagnano la nostra escursione. Soffia un forte vento nel Campo, perciò ci incamminiamo subito per continuare l’escursione, e ci dirigiamo nel bosco di faggi sulla nostra sinistra (sulla nostra destra c’è La Muletta). Questo è uno dei tratti più ripidi, ma non è molto lungo e quindi tra una sosta e l’altra, giungiamo ad un punto in cui è tracciata una evidente strada a fondo naturale, sgombra di vegetazione, che offre un panorama stupendo sul Campo (sotto di noi) sulla Muletta (di fronte) e già sul Mar Ionio! Da questo punto in poi continuiamo il cammino seguendo l’evidente strada (sarebbe troppo dura risalire per il sentiero che attraversa il bosco). E così, dopo 5 ore dalla partenza, giungiamo finalmente in vetta. Qui la vista è spettacolare!
A nord abbiamo il Sirino, i Monti La Spina e Zaccana, il Monte Alpi sullo sfondo e più vicini Il Cozzo del Pellegrino ed il Monte Palanuda. Se lo sguardo invece si concentra verso nord est riusciamo a scorgere il Monte Pollino, e Serra Dolcedorme. Ancora più ad est troviamo il Mar Ionio, il lago di Tarsia e se continuiamo a girare lo sguardo, verso sud troviamo La Montea ed il Petricelle. Ancora più ad ovest troviamo invece il Mar Tirreno, con l’Isola di Cirella. Insomma lo spettacolo a 360 gradi è unico! (vi consiglio pertanto di vedere il video, che riesce a spiegare meglio delle parole!!!)
Il vento è sempre forte, quindi per il pranzo ci spostiamo verso una della tante doline presenti sulla piatta sommità della Mula, in questo modo siamo riparati dal vento. Finito di pranzare (e a dir la verità, anche questo è stato uno spettacolo: prosciutti, salcicce, soppressate, pancetta, capicollo, formaggi, buon vino locale, frittate e frittelle…conviene venire con noi!!!) scendiamo di nuovo a valle, stavolta passando per il piano Sette Frati (sette fratelli), così chiamato perché nel pianoro sono presenti 7 faggi quasi identici tra loro.
Continuando a scendere ritorniamo al Varco del Palombaro, e rincasiamo, rimeditando ai momenti più belli di un’escursione favolosa!

Francesco Spingola 

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