Usl 1, mancano pediatri ma anche medici di base

Articolo di corrierealpi.gelocal.it

Le carenze maggiori in alto Agordino e nel Comelico ma anche in Valbelluna Intanto la Regione elimina il ticket sulla lettura del referto della prima visita

BELLUNO. Mancano pediatri e medici di medicina generale nel territorio dell’Usl n. 1. A dirlo è la stessa azienda sanitaria che sta cercando disperatamente due pediatri da inserire nei comuni del Comelico (Santo Stefano, Sappada, San Pietro, Comelico superiore, Danta e San Nicolò) e dell’alto Agordino (Alleghe, Colle Santa Lucia, Livinallongo, Selva e Rocca Pietore).

«L’alto Agordino è sempre stato scoperto sui pediatri tanto che andiamo avanti con incarichi straordinari. L’ultimo è partito il primo ottobre scorso, per la durata di 60 giorni, e sicuramente dovremo farne un altro per altri 60 giorni. Il problema è che non ci sono pediatri sul mercato nè per l’ospedale nè per il territorio e la nostra provincia non è appetibile. Quindi possiamo dire che in queste zone l’assistenza pediatrica non è garantita per carenza di professionisti», commenta il direttore sanitario dell’Usl n. 1, Lucio Di Silvio.

Problemi anche per i medici di famiglia sia nelle aree dell’alto Agordino ma anche nei comuni di Belluno, Limana, Ponte nelle Alpi e Soverzene. «Per i medici di base la situazione è meno pesante, perchè ce ne sono di più», precisa Di Silvio che aggiunge: «Anche in questo caso, però, ai nostri appelli solitamente non risponde nessuno perchè quelli che già operano sul territorio si sono così distribuiti i pazienti che per un medico nuovo è difficile recuperare utenti. Comunque di questi bandi ne facciamo periodicamente nella speranza che prima o poi qualcuno risponda».

E sul fronte dei medici di base è in arrivo la medicina di gruppo integrata istituita dalla giunta veneta e che prevede la riunione di almeno 15-20 medici di famiglia per distretto che dovrebbero garantire l’assistenza territoriale 24 ore su 24 e sette giorni su sette, in collaborazione con le guardie mediche.

Il nuovo sistema entrerà a pieno regime nel 2014, ma dal 2012 la Regione costituirà un fondo per finanziare il passaggio dei medici di assistenza primaria nella medicina di gruppo integrata pari a 20.705.427 euro ripartiti negli anni. Queste strutture dovranno anche soppiantare le vecchie Utap. Plaude alla novità il fiduciario dei medici di medicina generale, Fabio Bortot. «E’ una rivoluzione, il problema però è organizzativo: 15 medici insieme dove li mettiamo? E poi ci vuole personale infermieristico, e un finanziamento adeguato. Questo sicuramente servirà per evitare gli accessi impropri al pronto soccorso, e per dare risposte anche specialistiche ai cittadini».

Intanto ieri, la Regione Veneto ha deciso di eliminare il ticket di 3 euro sulla lettura dei referti per la prima visita, dopo aver trovato l’accordo coi sindacati dei medici. Quindi, la prestazione sarà gratuita

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