Progetto contemporaneo in zona alpina a Sappada

Articolo di Professionearchitetto.it

 

Alessandro Tessari e Matteo Bandiera, titolari appena trentenni dello studio ETB, sono i vincitori del concorso internazionale promosso dalla Provincia di Belluno, il Comune di Sappada e la Fondazione Architettura Belluno Dolomiti per la realizzazione del nuovo centro polifunzionale di Sappada (BL).

Un’architettura contemporanea che sa diventare parte del paesaggio, dare continuità allo sfondo teatrale dei monti, caratterizza il progetto.

Una vallata in pieno paesaggio alpino, una borgata con la sua tradizionale architettura in legno e le logge aperte al sole; spazi urbani semplici che richiamano le azioni antiche della vita cittadina: piccoli luoghi di ritrovo, le fontane e le chiese. È la contrada Bach nel Comune di Sappada(Belluno), un borgo alpino e contesto difficile in cui inserire un’architettura di segno contemporaneo che risponda alle moderne esigenze funzionali ma senza primeggiare, che sappia inserirsi silenziosamente nel contesto rinunciando ad ogni forma di mimetismo.

E invece il progetto per il nuovo centro polifunzionale di etb studio centra pienamente questi obiettivi, aggiudicandosi il primo posto al concorso bandito dal Comune di Sappada per la costruzione di una struttura tesa ad accogliere diverse funzioni: una scuola per l’infanzia, un centro diurno per anziani, locali per l’amministrazione comunale e un’autorimessa interrata per i mezzi di soccorso del 118.

L’edificio si inserisce al margine orientale della borgata Bach, una delle 15 del comune, ne definisce il limite oltre il quale si apre il grande salto di quota verso Cima Sappada. Da un lato quindi il rapporto con la scala misurata del borgo, dall’altro la relazione con la valle e con le catene montuose che fanno da scenario poderoso all’intervento. Il nuovo complesso è un sistema formato da tre architetture simili generate dalla stessa tipologia, dallo stesso modulo, tre architetture contemporanee e silenziose, adagiate sul declivio in maniera naturale.

Il progetto ed il suo inserimento nel contesto

Gli edifici sono compatti in modo da dare continuità al tipico tessuto, una lirica semplice ed austera, fatta di corpi di fabbrica ben proporzionati e relazionati. Un piccolo borgo nel borgo che assorbe e ripete quel fascino della migliore tradizione costruttiva alpina, fatto di sapienza e misura, di continuità e silenzio. Il progetto trova in queste suggestioni la sua massima espressione: un’architettura contemporanea che sa diventare parte del paesaggio, dare continuità allo sfondo teatrale dei monti, diventare una pre-esistenza familiare per la borgata.

Le facciate, il rivestimento, le relazioni

Gli edifici hanno struttura portante e rivestimento in legno, che, sui fianchi corti a est ed ovest è interrotto solamente da grandi aperture che servono le funzioni semi incassate nel terreno. I fronti lunghi nord e sud sono definiti da un cambio di dettaglio significativo. Ogni padiglione presenta una tipologia a falda unica per garantire la massima esposizione delle logge a sud. Questi spazi, presenti su tutti i piani sono il vero cuore del progetto, ambienti esterni coperti, protetti dalla scansione verticale dei montanti in legno, ma al contempo, spazi interni passanti aperti a sud alle montagne e a nord al grande giardino.

La tipologia a padiglione con loggia permette di moltiplicare le relazioni spaziali e visive all’interno del complesso polifunzionale. Le facciate mettono in comunicazione visiva le diverse funzioni: dalla sala polifunzionale del centro diurno si abbraccia con un solo sguardo la piazzetta di ingresso, il giardino interno e lo skyline delle montagne a sud. Le logge delle camere del centro civico guardano il paesaggio e la nuova piazzetta di borgata, allo stesso tempo Il corridoio di distribuzione delle camere apre a nord con un serramento continuo affacciato al giardino interno della scuola.

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