Trova una cerva ferita e l’accudisce per quasi tre ore

PIEVE DI CADORE. Trova una cerva ferita nel bosco e l’assiste veduta pieve di cadoreper circa tre ore, fino all’arrivo dei soccorsi. È successo a Luigina De Lorenzo, che lunedì mattina ha trovato una cerva ferita in mezzo al bosco delle Cusinette, appena sopra l’abitato di Nebbiù . «Erano circa le undici», racconta, «e dopo il temporale sono salita verso la strada delle Costede alla ricerca di funghi, quando ho sentito un lamento ripetuto. Pensando ci fosse una persona infortunata, ho cercato il mezzo all’erba alta, fino a quando, sdraiata vicino ad un albero, ho visto una cerva chiaramente in difficoltà. Mi sono avvicinata e lei non si è mossa, ha solo cercato di sollevare la testa, leccandomi le mani con le quali cercavo di accarezzarla. Non si muoveva ed aveva una zampa di traverso, forse rotta». Luigina ha chiamato il 118 spiegando cosa era successo, ripetendo il racconto anche alla guardia provinciale Mirco Piccin che l’aveva chiamata al cellulare.
«Mentre attendevo ho girato un tratto di bosco», continua, «e ho capito cosa era successo: un po’ più in alto per circa 50 metri, l’erba era piegata come quando ci passa sopra tanta acqua. L’erba schiacciata terminava proprio dove era sdraiata la cerva. Era evidente che l’animale era stato travolto dall’acqua che aveva formato un torrentello molto violento. Evidentemente aveva trascinato verso valle il corpo dell’animale, che si era fermato solo in quel posto che è meno ripido».
Passata mezzora e è arrivato l’agente della polizia provinciale che ha girato il corpo dell’animale e la diagnosi è stata impietosa: la schiena era rotta e non c’era nulla da fare se non trasportarla da un’altra parte.

«Così», conclude la De Lorenzi, «Mirco ha trascinato sulla strada la cerva e poi l’ha caricata sul suo furgone ed è partito verso il paese. Pochi minuti dopo, anche se non ho visto nulla, ho sentito un colpo di arma da fuoco e ho capito che la cerva aveva finito di soffrire». (v.d.)

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