Tre scialpinisti travolti da una valanga

E’ accaduto ieri a Punta Penia, sopra il passo Fedaia. I turisti trasportati per 300 metri ma per fortuna c’era poca neve.

ROCCA PIETORE. Li ha trascinati per trecento metri e le conseguenze sono una gamba rotta, traumi al bacino e varie botte.

«Ma ci è andata veramente bene» commenta uno dei travolti dalla prima valanga della stagione che ha scelto la Marmolada per il debutto.

Un fronte di 400 metri si è staccato dalla base della ferrata che porta a punta Penia, sopra il Passo Fedaia e ha portato i tre scialpinisti bresciani trecento metri più a valle. Nella sfortuna sono stati fortunati: c’era poca neve e quindi non sono stati travolti.

L’allarme è stato dato alle 12.18 da un altro gruppo di escursionisti.

Fra loro c’era anche un membro del soccorso alpino dell’Alto Adige che ha assistito, da una certa distanza, alla scena e ha saputo chiamare i soccorritori dando coordinate e indicazioni precise.

Il tempo tecnico (18 minuti per la precisione) e sulla Marmolada i due elicotteri di Trentino Emergenza hanno lasciato le squadre del soccorso dell’Alta Fassa per il recupero.

Andrea Guerra, 31 anni di Vestone, è stato portato subito al Santa Chiara con una sospetta frattura alla gamba.

Lo zio, Alessandro Sforza 52 anni è stato trasferito a Cavalese e quindi a Trento per una serie di traumi al bacino assieme al figlio Stefano Sforza, 25 anni che è uscito illeso (a parte una botta alla gamba e uno strappo nei pantaloni).

I tre erano partiti ieri mattina da Vestone alle 5 per un’escursione sulla neve della Marmolada.

Il giorno prima aveva nevicato. Una spruzzata di neve, non più di cinque centimetri, che però non si erano legati bene con lo strato sottostante ghiacciato. Alle 9 i tre hanno iniziato la loro salita con sci e pelli ai piedi. A mezzogiorno erano arrivati a 3.100 metri. Erano alla base della ferrata che, superata, li avrebbe portati a punta Penia. E in questo punto che si raggiunge la massima pendenza.

Davanti c’era Andrea Guerra seguito da Stefano Sforza e a chiudere il padre Alessandro.

Improvvisamente la neve si è mossa, e a nulla sono serviti i ramponi che nel frattempo i tre si erano messi. La massa di neve li ha fatti rotolare e scivolare e li ha portati trecento metri più a valle.

Tutto è successo molto velocemente, impossibile fermare la valanga, impossibile tirarsene fuori. I tre non sono stati travolti, troppo poca la neve, ma sono stati sbattuti più volte sul fondo ghiacciato e questo spiega i politraumi. In pochi minuti i soccorsi erano sul posto. Tutti e tre erano coscienti ma spaventati per quello che era appena successo.

Quindi in ospedale sono stati sottoposti a tutti gli accertamenti del caso che dovranno chiarire quali saranno le conseguenze di questo incidente. In quota ieri era anche molto freddo con folate di foehn che sferzavano l’aria decisamente frizzante visto che si era a meno 20 gradi.

E’ il primo incidente dell’inverno, che finora è stato particolarmente parco di neve e che ha registrato invece il fenome della inversione termica, per cui le temperature sono rimaste per molti giorni più alte in quota e più basse nel fondovalle. Il bollettino delle valanghe, emesso qualche giorno fa dall’Arpav, centro di Arabba, indicava in due, (moderato) su una scala di 5, il grado di pericolo.

Mara Deimichei

di corrierealpi.gelocal.it

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