Testimonianza diretta di un disagio ospedaliero

Riceviamo e con piacere pubblichiamo, da una nostra amica di Alagna Valsesia, questo disagio da lei vissuto.

In seguito ad esami del sangue fuori posto gravemente il mio medico curante reputa di richiedermi una visita specialistica nefrologica con codice d’urgenza “B” (massimo 15gg per la visita). Il 20.10 telefono al servizio di prenotazione telefonica del C.U.P. di Borgosesia (abitando ad Alagna andare allo sportello quando non si sta bene è piuttosto problematico), leggo l’impegnativa e mi sento Scortesemente rispondere “signora non siamo qui a perdere tempo, alla sua età (39anni) non può avere un’urgenza nefrologica di questo genere. se è vero venga a dimostrarcelo allo sportello” … ero allibita, ma ho cercato di spiegarle la situazione e difficoltà a muovermi e mi sono sentita dire che non è un suo problema.
Al che ho provato a contattare l’ analogo servizio di Novara (prima di recarmi a intasare il pronto soccorso) dove mi hanno accolta fissandomi la visita per il 26.10 senza batter ciglio. Andata alla visita nefrologica è stato chiesto subito il ricovero in day-hospital per una cura d’emergenza che mi permettesse di trascorrere una notte a casa, e rivolgermi successivamente all’a.s.l. di competenza. Mi è stata rilasciata una richiesta di presa in carico al reparto di medicina dell’ospedale di Borgosesia per competenza territoriale.
Recatami a Borgosesia il 27.10 sono stata rifiutata, nonostante la documentazione perchè il reparto non lo reputava di sua competenza e quindi rimandabile in nefrologia, e fin qui nulla da dire se non si sono presi il carico provenendo da un altro reparto, ma … non potevano trasferirmi direttamente.
Al che mi sono rivolta al pronto soccorso che ha contattato immediatamente prima il reparto di medicina di Borgosesia,  poi la nefrologia del Sant’Andrea di Vercelli predisponendo l’immediato ricovero. Peccato che l’attesa di un’ambulanza sia stata di 4 ore in sala d’attesa pubblica, con il via vai di gente e corrente d’aria e …. senza una cura, mentre stavo decisamente poco bene.

Sono poi stata dimessa il 31.10 da Vercelli dove posso dire un “GRAZIE SIETE STRAORDINARI” a tutto il personale del reparto di nefrologia. 
Però le parole dei medici sulla gravità della situazione, proprio per la giovane età mi ha fatta riflettere sull’incompetenza e maleducazione di alcuni dipendenti e mi chiedo “può un’impiegata rifiutare così un codice B? ha la competenza per farlo?” … “quando si sta male, bisogna rivolgersi al pronto soccorso, intasandolo per cose risolvibili con un corretto iter? o ancor peggio chiamare il 118 occupando un’ambulanza per risolvere in tempi adeguati?” e … è possibile che una persona con carta di ricovero debba attendere in sala d’attesa pubblica (senza ricevere cure) e non in un ambulatorio o in uno spazio più adeguato a chi sta male?

Questo è l’accaduto … rimango a disposizione per rispondere ad eventuali domande
Buona giornata
Gabriella Berlanda

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