Risoluzione del Parlamento europeo dell’11 maggio 2011

 

                                               Preparare le foreste ai cambiamenti climatici”
Risoluzione del Parlamento europeo dell’11 maggio 2011 sul Libro verde della
Commissione “La protezione e l’informazione sulle foreste nell’UE: preparare le  foreste ai cambiamenti climatici”(2010/2106(INI))

Il Parlamento europeo,
– visto il Libro verde della Commissione “La protezione e l’informazione sulle foreste
nell’UE: preparare le foreste ai cambiamenti climatici” (COM(2010)0066),
– viste le conclusioni del Consiglio dell’11 giugno 2010 sulla preparazione delle foreste ai
cambiamenti climatici,
– viste le conclusioni del Consiglio del 15 marzo 2010 sulla biodiversità dopo il 2010,
– visti il Libro bianco della Commissione “L’adattamento ai cambiamenti climatici: verso un
quadro d’azione europeo” (COM(2009)0147) e la sua risoluzione del 6 maggio 2010
in
materia,
– viste la conferenza ministeriale per la protezione delle foreste in Europa (MCPFE) –
FOREST EUROPE, le sue varie risoluzioni e le attività specialistiche da essa svolte per
fornire orientamenti, criteri e indicatori per la gestione sostenibile delle foreste,
– viste la risoluzione del Consiglio del 26 febbraio 1999 su una strategia forestale dell’UE
2
e
la relazione della Commissione sulla sua attuazione (COM(2005)0084),
– visti il piano d’azione dell’UE per le foreste 2006-2011 (PAF) (COM(2006)0302) e la
valutazione intermedia esterna della sua attuazione
3
,
– viste la direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre
2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici
4
, la relazione globale sullo stato
di conservazione di tipi di habitat e specie richiesta a norma dell’articolo 17 della direttiva
sugli habitat (COM(2009)0358) e le sue risoluzioni del 21 settembre 2010 sull’applicazione
della normativa UE per la conservazione della biodiversità
5
e del 3 febbraio 2009 sulle aree
naturali in Europa
6
,
– visti le conclusioni della 10
a
Conferenza delle parti (COP10) alla Convenzione sulla
diversità biologica, tenutasi a Nagoya nell’ottobre 2010, e gli obiettivi di Aichi per la
biodiversità, in particolare l’impegno a proteggere il 17% delle aree terrestri e delle acque
interne attraverso efficaci misure di conservazione, integrate nei paesaggi circostanti,

1
GU C 81 E del 15.3.2011, pag. 115.
2
GU C 56 del 26.2.1999, pag. 1.
3
Contratto di prestazione di servizi n. 30-CE-0227729/00-59.
4
GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7.
5
Testi approvati, P7_TA(2010)0325.
6
GU C 67 E del 18.3.2010, pag. 1. – visto lo studio dal titolo “Concezione della comunicazione sulle foreste nell’Unione
europea: le percezioni del pubblico sulle foreste e la silvicoltura”
1
,
– visti la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), il
protocollo di Kyoto e la relazione del gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici
(IPCC) dal titolo “Orientamenti sulle buone prassi per l’uso del suolo, i cambiamenti di uso
del suolo e la silvicoltura (LULUCF)”,
– visto il piano d’azione per la biomassa dell’UE (COM(2005)0628),
– visti la direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009,
sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva
abrogazione delle direttive 2001/77/CE d 2003/30/CE (direttiva sull’energia rinnovabile)
2
,
la direttiva 2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, che
modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario
per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (direttiva ETS)
3
, la decisione n.
406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, concernente gli
sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere
agli impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra
entro il 2020 (decisione sulla condivisione degli sforzi)
4
, la relazione della Commissione sui
criteri di sostenibilità relativamente all’uso di fonti da biomassa solida e gassosa per
l’elettricità, il riscaldamento e il raffreddamento (COM(2010)0011), il capitolo 9 sulla
silvicoltura del 4° rapporto di valutazione dell’IPPC e i risultati della consultazione pubblica
sulla preparazione di una relazione sul regime di sostenibilità per gli usi energetici della
biomassa,
– visti il programma europeo per i cambiamenti climatici e il lavoro svolto dal gruppo di
esperti per la politica climatica relativamente all’uso del suolo, ai cambiamenti di uso del
suolo e alla silvicoltura
5
,
– visti gli studi di suddetto gruppo, tra cui lo studio n. 449.292 contenente la valutazione del
Libro verde sulla protezione e l’informazione sulle foreste nell’UE, n. 440.329 sulla
silvicoltura e il sistema di scambio di emissioni dell’UE, n. 449.237 sulla strategia europea
per la prevenzione degli incendi boschivi e la lotta contro tale fenomeno nonché le
conclusioni dell’incontro del 13 luglio 2010 a Bruxelles del sottogruppo “Foreste”
dell’intergruppo “Cambiamenti climatici, biodiversità e sviluppo sostenibile”,
– vista la convenzione europea sul paesaggio del 2000 (convenzione di Firenze),
– viste la direttiva 1999/105/CE del Consiglio relativa alla commercializzazione dei materiali
forestali di moltiplicazione
6
e la revisione del regime fitosanitario dell’UE,

1
Gara n. AGRI-2008-EVAL-10 // Contratto quadro n. 30-CE-0101908/00-50.
2
GU L 140 del 5.6.2009, pag. 16.
3
GU L 140 del 5. 6.2009, pag. 63.
4
GU L 140 del 5.6.2009, pag. 136.
5
Relazione del 16 settembre 2010.
6
GU L 11 del 15.1.2000, pag. 17. – visti la relazione di sintesi del TEEB (L’economia degli ecosistemi e della biodiversità) dal
titolo “Mainstreaming the Economics of Nature” e l’aggiornamento sulle questioni
climatiche del TEEB,
– viste le conclusioni del Consiglio del 26 aprile 2010 sulla prevenzione degli incendi
boschivi nell’UE,
– viste le conclusioni del Consiglio dell’8 e 9 novembre 2010 sulle soluzioni innovative
concernenti il finanziamento delle azioni in materia di prevenzione delle catastrofi,
– vista la direttiva 2008/99/CE del Parlamento e del Consiglio, del 19 novembre 2008, sulla
tutela penale dell’ambiente
1
,
– vista la relazione sull’attuazione finale del regolamento Forest Focus (COM(2010)0430),
– vista la relazione tecnica dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) n. 9/2006 relativa ai tipi
di foreste europee: categorie e tipologie utili per le politiche e le comunicazioni relative alla
gestione sostenibile delle foreste,
– vista la relazione alla DG agricoltura e sviluppo rurale della Commissione dal titolo
“Impatti dei cambiamenti climatici sulle foreste europee e opzioni di adattamento”
2
,
– vista la relazione del 2009 alla DG ambiente della Commissione dal titolo “Scelte politiche
dell’UE per la protezione delle foreste europee contro impatti nocivi”
3
,
– vista la relazione speciale n. 9/2004 della Corte dei conti europea sulle misure forestali
nell’ambito della politica di sviluppo rurale (accompagnata dalle risposte della
Commissione),
– visto il regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20
ottobre 2010 che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e
prodotti da esso derivati
4
,
– viste le raccomandazioni del gruppo di esperti della FAO/UNECE/ILO sull’attuazione della
gestione sostenibile delle foreste,
– vista la risoluzione H1 dell’MCPFE di Helsinki che definisce la gestione sostenibile delle
foreste come la gestione e l’uso delle foreste e dei terreni boschivi secondo modalità e tassi
in grado di mantenerne la biodiversità, la produttività, la capacità di rigenerazione, la
vitalità e le potenzialità di svolgere, nel presente e in futuro, le rispettive funzioni
ecologiche, economiche e sociali a livello locale, nazionale e mondiale, senza danneggiare
altri ecosistemi,
– visto l’articolo 48 del suo regolamento,

1
GU L 328 del 6.12.2008, pag. 28.
2
AGRI-2007-G4-06.
3
ENV.B.1/ETU/2008/0049.
4
GU L 295 del 12.11.2010, pag. 23. – visti la relazione della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza
alimentare e i pareri della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale e della
commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (A7-0113/2011),
A. considerando che le foreste e i terreni boschivi coprono oltre il 42% della superficie
dell’UE e che le imprese del settore forestale, con un fatturato superiore ai 300 miliardi di
EUR, forniscono circa 2 milioni di posti di lavoro, soprattutto nelle comunità rurali,
contribuendo alla crescita economica, alla creazione di posti di lavoro e alla prosperità
mediante la fornitura del legname e le opportunità nel settore del turismo,
B. considerando che le foreste dell’UE costituiscono intere biosfere poiché non comprendono
semplicemente gli alberi ma forniscono servizi ecosistemici inestimabili, tra cui lo
stoccaggio di carbonio, la regolarizzazione della portata dei corsi d’acqua, la tutela del
paesaggio, il mantenimento della fertilità del suolo, la protezione del suolo dall’erosione e
dalla desertificazione e la protezione dalle catastrofi naturali, tutti elementi che rivestono
una grande importanza per l’agricoltura, lo sviluppo rurale e la qualità della vita dei
cittadini europei,
C. considerando che circa il 40% delle foreste dell’UE è di proprietà pubblica mentre il
restante 60% appartiene a più di 10 milioni di proprietari privati di foreste, e che
conseguentemente sia le parti interessate pubbliche che private hanno una responsabilità
in termini di protezione e uso sostenibile delle foreste mediante l’attuazione di una
gestione sostenibile delle foreste sul terreno,
D. considerando che, nonostante i tassi di deforestazione allarmanti in varie parti del mondo,
la tendenza all’aumento nel lungo termine della copertura forestale nell’UE è stabile e che
il carbonio contenuto nella biomassa legnosa è stimato in aumento; che, nonostante la
tendenza generale positiva, lo stoccaggio di carbonio nelle foreste in tutta l’Europa
continua ad essere notevolmente inferiore rispetto alle capacità naturali e che le foreste
potrebbero al contrario divenire una fonte di carbonio, poiché aumentano le pressioni per
incrementare i livelli di raccolta e ogni anno circa 500 000 ettari di foresta nell’UE
spariscono a causa degli incendi boschivi e del disboscamento illegale,
E. considerando che il 30% dei siti NATURA 2000 sono costituiti da foreste e da altri
habitat boschivi che svolgono un ruolo importante in qualità di legame nella rete dei
biotipi e che il 66% dei tipi di habitat forestali di interesse comunitario si trova in uno
scadente stato di conservazione,
F. considerando che le foreste di montagna costituiscono un terzo della superficie boschiva
totale dell’UE e rappresentano un elemento fondamentale del paesaggio naturale in quanto
contribuiscono alla tutela del suolo e alla regolazione dell’approvvigionamento di acqua;
che queste foreste svolgono un ruolo fondamentale nelle attività economiche locali,
G. considerando che la protezione delle ultime aree naturali rimaste può contribuire ad
arrestare la perdita di biodiversità e la degradazione dei servizi ecosistemici nell’UE entro
il 2020,
H. considerando che, secondo le previsioni, la generazione di energia da biomassa solida e
da rifiuti biologici raggiungerà il 58% delle energie rinnovabili dell’UE entro il 2020 e
che, mentre la quota di biomassa forestale è prevista in diminuzione in termini relativi, la
domanda di legname come fonte di energia è in costante aumento; che è pertanto necessaria una vigilanza per prevenire il disboscamento illegale e l’intensificazione delle
pratiche silvicole che potrebbero provocare un aumento superiore al 100% del rapporto
tra abbattimento e incremento in alcuni Stati membri, contrastando il conseguimento degli
obiettivi in materia di cambiamenti climatici e di biodiversità; che l’energia da biomassa
dovrebbe essere meno dipendente dalla biomassa forestale,
I. considerando che la protezione delle foreste e delle loro funzioni dovrebbe essere
integrata in tutte le politiche dell’UE che incidono sulle foreste,
J. considerando che le foreste costituiscono ecosistemi viventi e in evoluzione che spesso
travalicano i confini nazionali e possono essere classificati in modi diversi, ad esempio in
base alle zone bioclimatiche o al tipo di foresta, e che, per guidare le decisioni politiche
dell’UE, l’AEA ha elaborato una nomenclatura forestale specifica; che gli ultimi studi
scientifici in tutti i settori, quali il “gap continentale”, dovrebbero essere presi in
considerazione nelle politiche dell’UE che incidono sulle foreste, e che dette politiche
dovrebbero evitare il rischio di essere eccessivamente ampie per risultare utili,
K. considerando che i diversi tipi di foresta e il settore forestale sono esposti a rischi biotici e
abiotici differenti e imprevedibili dovuti ai cambiamenti climatici, quali infestazioni di
parassiti, tempeste, siccità e incendi, e che pertanto la resilienza delle foreste diviene
l’elemento fondamentale della loro protezione,
L. considerando che informazioni fondate e comparabili sullo stato delle foreste nell’UE e
sulle conseguenze dei cambiamenti climatici e dei modelli di produzione nelle foreste
rappresentano un importante prerequisito per la definizione di politiche e la
pianificazione, comprese le informazioni sul contributo delle foreste alla mitigazione dei
cambiamenti climatici e all’adattamento ad essi,
M. considerando che gli incendi naturali e dolosi, spesso compiuti per secondi fini,
distruggono più di 400 000 ettari di foreste ogni anno, in particolare, ma non soltanto,
nella regione mediterranea, con ingenti perdite in termini di vite umane, beni,
occupazione, biodiversità e funzioni protettive delle foreste; che la rigenerazione dopo gli
incendi è particolarmente difficile per tutte le foreste e, nel caso della rete NATURA
2000, ostacola il raggiungimento degli obiettivi della rete,
N. considerando che il summenzionato Libro bianco sull’adattamento ai cambiamenti
climatici include le foreste fra i settori chiave di intervento, mettendo in evidenza che la
strategia forestale dell’UE dovrebbe essere aggiornata in modo tale da includervi gli
aspetti connessi con i cambiamenti climatici,
O. considerando che solamente il 5% delle aree boschive europee è costituito da foreste
antiche, primarie e non interessate da attività umane; che la ridotta percentuale di foreste
di questo tipo, unitamente all’aumentata frammentazione delle zone rimanenti di tutti i tipi
di foresta, aumenta la vulnerabilità delle foreste alle minacce climatiche e spiega in parte
il persistente stato di scadente conservazione di molte specie forestali di interesse
europeo,
P. considerando che il rafforzamento delle funzioni protettive delle foreste deve essere
incluso nelle strategie di protezione civile dell’UE e degli Stati membri, in particolare di
fronte a fenomeni estremi legati al clima, come incendi e alluvioni, Q. considerando che la relazione del TEEB ha presentato un’analisi costi-benefici
convincente per gli investimenti pubblici in approcci ecosistemici per la mitigazione e
l’adattamento ai cambiamenti climatici, con particolare riguardo alle infrastrutture verdi,
quali il ripristino e la conservazione delle foreste,
R. considerando che i diversi sistemi di gestione delle foreste nazionali, regionali e locali
devono essere rispettati e sostenuti al fine di rafforzarne la capacità di adattamento,
S. considerando che la capacità delle foreste europee di fungere da efficaci serbatoi di CO2,
NH3 e NOX non è ancora pienamente sfruttata e che il legno proveniente da foreste
gestite in maniera sostenibile può apportare benefici prolungati in termini di mitigazione,
agendo in qualità di sostituto riciclabile e ricco di carbonio per i materiali ad alta intensità
energetica, come le leghe metalliche, la plastica e il calcestruzzo che sono ampiamente
utilizzati nella costruzione e in altri settori industriali,
T. considerando che, secondo i dati raccolti dalla Commissione, il surriscaldamento estivo
nell’Europa meridionale sarà due volte più rapido che nel resto d’Europa e che le
precipitazioni estive nel sud diminuiranno del 5% ogni dieci anni,
U. considerando che il piano d’azione dell’UE per le foreste si prefigge quattro obiettivi:
migliorare la competitività a lungo termine, proteggere l’ambiente, contribuire alla qualità
della vita e favorire il coordinamento; che, inoltre, sono stati compiuti progressi
significativi soprattutto nel raggiungimento del primo obiettivo,
V. considerando che il processo Forest Europe ha ottenuto un consenso europeo su base
volontaria in merito alla gestione sostenibile delle foreste ma che l’attuale contesto per la
gestione sostenibile delle foreste manca di pieno riconoscimento e di coerente attuazione,
W. considerando che nel processo Forest Europe sono stati condotti lavori preliminari
completi per i negoziati su uno strumento vincolante e che si attendono decisioni a tale
riguardo durante la prossima conferenza di Oslo nel giugno 2011,
X. considerando che i regolamenti sulla prevenzione degli incendi boschivi
1
e sul
monitoraggio delle foreste e delle interazioni ambientali
2
sono scaduti, risolvendosi in
fondi insufficienti e nella necessità di segnalazioni ad hoc,
Y. considerando che la selezione genetica dovrebbe mirare all’adattabilità dell’ecosistema
forestale ed essere rivolta al miglioramento di quest’ultima,
Z. considerando che sono necessarie maggiori informazioni relative all’influenza delle
foreste sui modelli meteorologici a livello europeo,
AA. considerando che la summenzionata relazione del 2009 intitolata ”Scelte politiche dell’UE
per la protezione delle foreste europee contro impatti nocivi”, destinata alla Commissione,
ha identificato e studiato quattro scelte politiche, riguardanti la continuazione

1
Regolamento (CEE) n. 2158/92 del Consiglio, del 23 luglio 1992, relativo alla protezione delle foreste
nella Comunità contro gli incendi, (GU L 217 del 31.07.1992, pag. 3).
2
Regolamento (CE) n. 2152/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 novembre 2003,
relativo al monitoraggio delle foreste e delle interazioni ambientali nella Comunità (Forest Focus), (GU
L 324 dell’11.12.2003, pag. 1). dell’approccio attuale, il metodo aperto di coordinamento, un rafforzato monitoraggio e
l’introduzione di una direttiva quadro sulle foreste,
1. accoglie con favore il Libro verde della Commissione “La protezione e l’informazione
sulle foreste nell’UE: preparare le foreste ai cambiamenti climatici”; ritiene che la
strategia dell’UE sulle foreste vada rafforzata con l’obiettivo di migliorare la gestione e la
conservazione sostenibili, secondo i principi di sussidiarietà e proporzionalità;
2. sottolinea, tuttavia, che secondo l’articolo 5 del trattato sull’Unione europea, l’UE potrà
intervenire negli ambiti in cui venga dimostrato che gli obiettivi dell’azione intrapresa non
possano essere sufficientemente raggiunti dagli Stati membri;
3. accoglie con favore il punto di vista della Commissione secondo cui le foreste dovrebbero
essere considerate un fattore cruciale nella risoluzione della crisi del clima; sottolinea che
la gestione sostenibile delle foreste è fondamentale nell’UE per il raggiungimento degli
obiettivi sul clima e per la fornitura, da parte di quest’ultima, dei servizi ecosistemici
necessari come la biodiversità, la protezione dalle catastrofi naturali e la cattura del
biossido di carbonio (CO2) nell’atmosfera;
4. ricorda che le foreste costituiscono biosfere che comprendono molti altri elementi oltre
agli alberi e che la loro resilienza dipende quindi dalla diversità biologica non solo degli
alberi ma di ogni organismo della foresta, in particolare gli animali selvatici che vi
abitano, e che le foreste sono essenziali per l’adattamento delle società europee ai
cambiamenti climatici;
5. ricorda che le foreste costituiscono il principale serbatoio di assorbimento del carbonio,
svolgendo un ruolo cruciale nella lotta ai cambiamenti climatici; ribadisce quindi
l’assoluta importanza che l’UE rafforzi la propria strategia di lotta contro i fenomeni che
deteriorano la superficie forestale come gli incendi e l’inquinamento atmosferico;
6. è convinto che la sostenibilità ecologica sia una condizione essenziale per la
continuazione delle funzioni economiche e sociali delle foreste dell’UE;
7. sottolinea il ruolo svolto dalla biodiversità delle foreste nell’adattamento ai cambiamenti
climatici e la necessità di migliorare le conoscenze sugli indicatori della biodiversità delle
foreste, inclusa in modo particolare la capacità genetica delle foreste, nell’interesse di un
migliore adattamento;
8. si congratula con la Commissione per l’analisi esaustiva delle minacce biotiche e
abiotiche realizzata nel quadro del Libro verde, e richiama l’attenzione sulla necessità di
esaminare anche altri fattori direttamente connessi all’impatto dei cambiamenti climatici
sui boschi, come il fenomeno della defogliazione, che ha comportato un raddoppiamento
della superficie defogliata delle chiome degli alberi delle foreste dell’Europa meridionale
negli ultimi 20 anni, producendo, in termini di conseguenze dirette, la riduzione della
capacità e dell’efficienza dei processi di fissazione del carbonio e la riduzione dell’effetto
mitigatore delle foreste nei periodi di siccità o nei picchi di calore, a causa della perdita
prematura del fogliame;
9. riconosce il contributo importante che gli attuali sistemi di certificazione globale, come il
consiglio per la gestione forestale (FSC, Forest Stewardship Council) e il programma per l’approvazione della certificazione delle foreste (PEFC, Programme for the Endorsement
of Forest Certification Schemes), apportano alla sostenibilità della silvicoltura;
Strategia forestale e piano d’azione per le foreste dell’UE
10. sottolinea che la strategia forestale e il piano d’azione per le foreste dell’UE di cui sopra
devono essere aggiornati per includere la dimensione dei cambiamenti climatici e aspetti
più ampi della protezione delle foreste; ribadisce che qualsiasi aggiornamento deve essere
preceduto da un dibattito sulla politica forestale di ampia portata con gli Stati membri e
con tutte le parti interessate dall’attuazione delle misure proposte;
11. plaude al successo degli sforzi dell’UE per conseguire una competitività a livello
mondiale delle industrie della filiera silvicola dell’Unione europea;
12. invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi volti a conseguire gli
obiettivi ambientali e di qualità della vita del piano d’azione UE per le foreste, la cui
attuazione è al momento in ritardo;
13. invita la Commissione a svolgere un’analisi delle politiche dell’UE aventi ripercussioni
sulle foreste dell’UE, così da valutare se sono coerenti e se garantiscono la protezione
delle foreste;
14. invita la Commissione a effettuare un’analisi dei fondi attualmente disponibili per le
foreste e la silvicoltura e a riassegnare i fondi esistenti che incidono negativamente sulla
biodiversità delle foreste, in linea con le summenzionate conclusioni del Consiglio del
marzo 2010;
15. invita la Commissione e gli Stati membri a velocizzare l’attuazione delle azioni previste
dalla comunicazione della Commissione del 27 febbraio 2008 sulle industrie forestali
innovative e sostenibili nell’UE (COM(2008)0113), ricordando che una regolamentazione
eccessiva può rendere i prodotti del legname meno competitivi rispetto ai materiali non
rinnovabili e ad alta intensità energetica;
16. sottolinea che gli interventi per la protezione delle foreste devono riflettere la natura
transfrontaliera dei rischi biotici e abiotici in base al tipo, alla zona bioclimatica e alle
condizioni regionali; sottolinea, inoltre, che occorre agire per sostenere, coordinare e
completare le iniziative politiche adottate dagli Stati membri e dalle regioni quando l’UE
presenta un valore aggiunto, conformemente alla nomenclatura forestale elaborata
dall’AEA;
17. sottolinea che la protezione delle foreste dipende da un impegno a lungo termine da parte
degli Stati membri, delle regioni, delle industrie della filiera silvicola e dei proprietari
pubblici e privati delle foreste;
18. è del parere che le foreste boreali settentrionali (taiga) e le foreste del Mediterraneo
rivestano un valore immenso in termini di biodiversità europea, anche come serbatoi di
carbonio atmosferico, e che dovrebbero beneficiare di una maggiore protezione;
19. ritiene che la pianificazione forestale a lungo termine dovrebbe essere partecipativa e
flessibile e dimostrare capacità di adattamento, tenendo conto di tutti i possibili scenari,
prevedendo la disamina di opzioni multiple per lo sviluppo futuro e fornendo una base realistica e affidabile per il sostegno alle decisioni di gestione; ritiene, inoltre, che ciò si
dovrebbe tradurre a livello europeo in un “forum sulle foreste” permanente volto a
garantire la protezione a lungo termine delle foreste;
Gestione sostenibile delle foreste
20. plaude al successo di Forest Europe nel rafforzare la gestione sostenibile delle foreste e
nel raggiungere un consenso europeo sugli orientamenti, i criteri e gli indicatori per tale
gestione; osserva tuttavia che il contesto esistente per la gestione sostenibile delle foreste
manca di coerente attuazione;
21. ricorda che la gestione sostenibile delle foreste mira a conciliare gli aspetti relativi alla
produzione e con quelli della protezione delle foreste, garantendo la continuità delle loro
funzioni economiche, sociali e ambientali secondo le priorità nazionali, regionali e locali;
osserva con preoccupazione che la tendenza crescente a considerare le foreste solo in una
prospettiva economica, trascurando le loro implicazioni ambientali e sociali, non è
compatibile con i principi della gestione sostenibile delle foreste;
22. invita la Commissione a presentare proposte che integrino il summenzionato
regolamento (UE) n. 995/2010 sul legno, così da garantire che tutto il legno e tutti i
prodotti da esso derivanti immessi sul mercato dell’UE provengano da foreste gestite in
maniera sostenibile;
23. incoraggia gli Stati membri e la Commissione a portare avanti la lotta contro il
disboscamento illegale e il commercio del legname così ottenuto, contribuendo in tal
modo alla lotta contro la deforestazione, il degrado dei boschi e la perdita di biodiversità;
24. chiede che sia rafforzato il nesso tra i programmi forestali nazionali e il piano d’azione
sulle foreste dell’UE attraverso una rendicontazione strutturata al comitato forestale
permanente;
25. ritiene che la gestione sostenibile delle foreste sia essenziale per preservare la capacità
delle foreste dell’UE di assolvere a funzioni economiche, ecologiche e sociali; invita la
Commissione e gli Stati membri a dimostrare il loro sostegno al processo di Forest
Europe rendendo obbligatoria l’attuazione della gestione sostenibile delle foreste nell’UE;
reputa inoltre che tale impregno contribuirebbe ad assimilare i principi di sostenibilità
nella silvicoltura e costituirebbe il miglior sostegno possibile per il processo di Forest
Europe e per gli accordi giuridicamente vincolanti attualmente al vaglio di Forest Europe
e del forum delle Nazioni Unite sulle foreste;
26. sostiene la piena attuazione di un’attiva gestione sostenibile delle foreste nel contesto di
piani forestali nazionali a lungo termine, includendovi le priorità nazionali e regionali,
obiettivi misurabili e criteri di valutazione e tenendo conto delle crescenti minacce che i
cambiamenti climatici rappresentano per le foreste;
27. sottolinea che i piani di sviluppo rurale e i programmi operativi non dovrebbero essere
considerati equivalenti ai programmi forestali nazionali; invita la Commissione e gli Stati
membri a garantire che i piani forestali nazionali tengano conto delle conclusioni e delle
raccomandazioni contenute negli studi sull’impatto dei cambiamenti climatici sulle risorse
idriche, sugli ecosistemi e sulla biodiversità e che le strategie e i programmi di sviluppo rurale siano coerenti con i programmi forestali, le strategie per la biodiversità e i piani
d’azione per le energie rinnovabili;
28. rileva che la diversità genetica, la rigenerazione naturale e la diversità della struttura e
della consociazione di tutte le specie di organismi che vivono nella foresta sono elementi
comuni delle opzioni di adattamento delle foreste, riguardando tutte le zone
bioclimatiche, i sistemi di gestione sostenibile e i tipi di foresta; osserva inoltre che la
gestione sostenibile delle foreste garantisce la redditività economica delle foreste
commerciali ma non la impone per le foreste con funzioni primarie diverse della
produzione di legname;
29. ritiene che la protezione a lungo termine delle foreste dipenda dalla creazione o
promozione di ecosistemi forestali caratterizzati da alberi estremamente diversificati in
termini di composizione, età e struttura;
30. invita la Commissione a presentare raccomandazioni su come adattare i sistemi di
protezione civile nazionali affinché possano far fronte alle conseguenze dei cambiamenti
climatici sulle foreste; esorta in particolare la Commissione ad adoperarsi per ampliare la
riserva tattica antincendio dell’UE in termini di risorse e capacità;
31. mette in guardia contro lo sfruttamento commerciale illimitato delle risorse forestali che,
soprattutto nel caso delle foreste naturali, troppo spesso conduce alla loro distruzione
irreversibile;
32. ritiene che, vista l’importanza degli arboreti agricoli per la cattura di CO2, essi dovrebbero
essere valutati allo stesso modo dei boschi tradizionali non produttivi, in relazione alla
lotta contro il cambiamento climatico;
Proposte generali
33. invita la Commissione a procedere con l’elaborazione di un Libro bianco sulla protezione
delle foreste nell’UE, tenendo conto dei risultati della consultazione pubblica sul Libro
verde, della necessità diffusamente sentita di preparazione ai cambiamenti climatici, dello
studio sulle opzioni politiche e dello studio sulle opzioni di adattamento; ritiene che il
Libro bianco, oltre a confermare il contributo delle foreste all’economia tramite i prodotti
e i servizi forestali legnosi e non legnosi, dovrebbe concentrarsi sul mantenimento e
l’incremento delle foreste europee, dato il contributo che forniscono alle società europee
nella mitigazione dei cambiamenti climatici e nell’adattamento al loro impatto; ritiene
inoltre che debba essere garantito un livello più elevato di protezione per gli habitat di alta
qualità e per le foreste che svolgono funzioni protettive ostacolando inondazioni,
smottamenti, incendi, desertificazione, perdita di biodiversità e catastrofi atmosferiche
estreme; ritiene che risorse finanziarie adeguate, scambi di conoscenze e la promozione
della ricerca e dell’informazione costituiscano aspetti indispensabili delle proposte della
Commissione;
34. ribadisce la sua posizione sulla necessità di maggiori livelli di finanziamento per le
misure dell’UE a favore della tutela delle foreste, a titolo del pilastro sullo sviluppo rurale
della Politica agricola comune (PAC); sottolinea che le nuove sfide dei cambiamenti
climatici dimostrano che la protezione delle foreste richiede maggiori finanziamenti e che
possono rivelarsi necessari nuovi strumenti di sostegno; 35. esorta la Commissione a esaminare con attenzione le alternative di pagamento per i
servizi ecosistemici che riconoscono il loro valore economico e premiano la
conservazione della biodiversità e il ripristino degli ecosistemi forestali, e a riferire in
merito al Parlamento e al Consiglio; sottolinea l’importanza che il mondo degli affari
riconosca i vantaggi in termini di credibilità, pubblicità e di benefici finanziari provenienti
dal suo impegno a favore della conservazione della biodiversità e della protezione delle
foreste;
36. esorta la Commissione a presentare una proposta legislativa per la prevenzione degli
incendi boschivi che comprenda il finanziamento di piani di prevenzione e della
valutazione del rischio, il sistema europeo d’informazione sugli incendi forestali (EFFIS),
l’individuazione degli incendi, le infrastrutture, la formazione e l’educazione nonché il
recupero delle foreste dopo gli incendi, prendendo in considerazione anche la possibilità
che i terreni su cui si è sviluppato un incendio siano soggetti a un divieto edilizio per
almeno 30 anni;
37. esorta la Commissione a presentare una proposta legislativa che ponga un vincolo di
inedificabilità sui terreni devastati da incendi di cui sia stata accertata la natura dolosa;
38. esorta al superamento degli ostacoli giuridici alla gestione sostenibile;
39. richiama l’attenzione sulla necessità di definire un adeguato quadro finanziario volto a
intensificare la lotta agli incendi boschivi e chiede al contempo di introdurre maggiore
flessibilità nella mobilizzazione del Fondo di solidarietà;
40. esorta la Commissione a presentare una proposta legislativa concernente l’informazione
sulle foreste che prenda in considerazione le minacce climatiche e l’esigenza di
raccogliere e diffondere dati pertinenti, armonizzati e comparabili sulla copertura
forestale, la biodiversità, i rischi biotici e abiotici e l’uso del suolo nel contesto
dell’UNFCCC, della CBD e dei conti ambientali; invita inoltre la Commissione a stabilire
e a monitorare degli indicatori relativi alle funzioni protettive delle foreste quali la
capacità di assorbimento del suolo;
41. esorta la Commissione a sostenere la ricerca sull’influenza delle foreste sui modelli
climatici regionali nell’UE, in modo da ragguagliare le strategie di gestione delle foreste
circa i cambiamenti in termini di dimensioni, di composizione e di ubicazione delle
foreste nonché circa l’impatto di tali cambiamenti;
42. invita la Commissione e gli Stati membri ad elaborare e diffondere orientamenti in
materia di buone pratiche basati sui principi della gestione sostenibile per rispondere alle
esigenze dei proprietari pubblici e privati di foreste e delle comunità locali, onde garantire
la resilienza ai cambiamenti climatici; fa altresì presente l’importanza di uno scambio
delle migliori pratiche in relazione alla maniera in cui le aziende e i settori industriali
possano contribuire al conseguimento degli obiettivi della biodiversità e promuovere una
riflessione sul ciclo di vita e alla maniera in cui possano conciliare conservazione della
biodiversità e creazione di reddito; sottolinea la necessità di rafforzare la politica di
comunicazione e di informazione al fine di assicurare una gestione sostenibile delle
foreste, informare il pubblico e incoraggiare l’uso di legno sostenibile;
43. sottolinea la necessità di incrementare gli sforzi di coordinamento e di informazione per la
protezione delle foreste; è del parere che siano necessari sforzi maggiori per garantire che le misure interne dell’UE siano coerenti con le prese di posizione esterne concernenti le
foreste (cooperazione, sviluppo, commercio del legname tropicale ecc.);
44. ritiene che le foreste formino parte del patrimonio culturale e ambientale collettivo
dell’umanità e che gli alberi imponenti dovrebbero essere protetti sia quando sono ubicati
nelle foreste che al loro esterno; invita a tal proposito la Commissione e gli Stati membri
a elaborare strategie adeguate per la loro protezione, compresa la possibilità di creare
“osservatori del patrimonio forestale”; incoraggia inoltre gli Stati membri, nel contesto
delle loro politiche nazionali, a promuovere un accesso equo e pubblico alle foreste e alle
zone naturali, riconoscendo che il diritto all’accesso pubblico alle foreste e alle zone
naturali (allemansrätten) praticato in alcuni Stati membri porta molti vantaggi in termini
di accesso democratico a scopi ricreativi, di valorizzazione degli ecosistemi e di rispetto
del patrimonio naturale;
45. chiede a ciascuno Stato membro o regione di elaborare una strategia forestale che includa
il rimboschimento delle sponde fluviali, la cattura delle acque meteoriche, le attività
agricole e i risultati delle ricerche finalizzate a selezionare le varietà e le specie
tradizionali di piante e alberi che meglio si adattano alla siccità, al fine di conseguire gli
obiettivi della strategia UE 2020 relativi ai piani di azione nazionali per le foreste;
Ricerca sulle foreste
46. sottolinea che, sebbene l’Europa possieda un incontestabile savoir-faire in materia
forestale che è il frutto di pratiche forestali di lunga tradizione, occorre aumentare le
risorse finanziarie destinate alla ricerca in materia di impatto dei cambiamenti climatici
sulle foreste; è del parere che, in considerazione dell’incertezza scientifica circa i tempi e
la portata delle minacce per le foreste nelle varie aree, è necessario assegnare fondi alla
ricerca sul clima secondo necessità e soluzioni specifiche applicabili a zone bioclimatiche
diverse, onde migliorare la pertinente base di conoscenze;
47. chiede agli Stati membri di istituire programmi di ricerca congiunti a lungo termine
finalizzati a migliorare la comprensione degli effetti e della vulnerabilità, nonché a
sostenere misure di adeguamento nel settore forestale; esorta la Commissione a
promuovere l’inclusione nel quadro pluriennale per la ricerca e lo sviluppo tecnologico di
progetti in materia di conoscenza degli ecosistemi forestali e della loro capacità di
adeguamento alle conseguenze dei cambiamenti climatici;
48. invita la Commissione a elaborare un piano d’azione per la protezione delle foreste
dell’Unione europea al fine di prevenire l’impatto negativo della proliferazione di insetti e
malattie causata dai cambiamenti climatici;
49. esorta gli Stati membri a proseguire le ricerche in materia di cambiamenti climatici e di
ripercussioni sulle foreste, a incoraggiare una maggiore consapevolezza dei molteplici
ruoli significativi delle foreste e dell’importanza della loro gestione sostenibile, a
sostenere la formazione iniziale e l’aggiornamento dei lavoratori impegnati nella
silvicoltura, ponendo particolare attenzione sulle competenze che, secondo le attese,
diverranno necessarie per via dei cambiamenti climatici (promozione della
diversificazione, prevenzione dei danni e recupero) nonché a incoraggiare le scambio di
conoscenze ed esperienze; 50. ritiene che, data la necessità di un’efficace ricerca sul “potenziale di difesa” degli
ecosistemi forestali, di una ricerca prognostica e di una ricerca sulle strategie per mitigare
gli effetti dei cambiamenti climatici nell’intero settore forestale e silvicolo, sia necessario
un coordinamento e un finanziamento a livello di Unione europea;
Secondo pilastro della PAC
51. sottolinea che le discussioni sul futuro della PAC dopo il 2013 dovrebbero tenere in
considerazione il fatto che le foreste svolgono funzioni ambientali fondamentali e
contribuiscono al conseguimento degli obiettivi sociali ed economici dello sviluppo rurale
e delle economie nazionali; esorta pertanto gli Stati membri e le regioni a collaborare
pienamente con gli organismi forestali e il pubblico nell’elaborazione di programmi di
sviluppo rurale per garantire la coerenza tra le politiche dell’UE, tenendo conto del fatto
che la silvicoltura può, in alcuni casi, essere un settore indipendente dell’economia rurale;
52. ribadisce che le foreste svolgono un ruolo fondamentale nell’ambito della fornitura di beni
pubblici socio-economici e ambientali, per il benessere della società e lo sviluppo, in
particolare nelle zone rurali; invita la Commissione ad elaborare un approccio politico che
riconosca detto ruolo, rispettando al contempo i diritti di proprietà dei titolari;
53. accoglie con favore l’importanza riconosciuta nell’ultima comunicazione della
Commissione sulla riforma della PAC
1
ai ruoli dell’agricoltore come attore
imprescindibile nella prevenzione degli incendi boschivi, come gestore degli ecosistemi
forestali e della loro protezione dalle minacce alla biodiversità – quali i parassiti – e,
soprattutto, come attore strutturale sul territorio in quanto la sua attività è la migliore
garanzia contro il rischio di spopolamento;
54. ritiene che i produttori rurali, i gruppi di produttori e gli enti pubblici debbano essere resi
ammissibili alle misure silvicole nell’ambito del secondo pilastro della PAC; ritiene che
l’Unione europea debba continuare a fornire aiuti per l’afforestamento nell’ambito dei
programmi nazionali di sviluppo rurale, assicurando che tali iniziative non interferiscano
con il mercato e che le misure di afforestamento facciano ricorso a materiale locale,
resistente ai parassiti e agli incendi, e contribuiscano alla conservazione della
biodiversità; sottolinea inoltre che gli sforzi di afforestamento devono dare priorità alle
specie arboree che migliorano considerevolmente la qualità del suolo e la biodiversità,
rispettando al contempo le caratteristiche dell’ambiente di piantumazione, delle specie
autoctone e della necessità di foreste miste;
55. avverte, al pari del Consiglio nelle sue conclusioni dell’11 giugno 2010, che lo stato di
abbandono delle foreste può avere gravi conseguenze sulle garanzie che esse continuino a
svolgere le loro funzioni;
56. ritiene necessario incoraggiare e sostenere l’istituzione di associazioni di produttori e di
enti di gestione forestale che applicano la gestione sostenibile delle foreste, in particolare
nelle zone caratterizzate da piccoli boschi, poiché tali associazioni contribuiranno ad
equilibrare l’approvvigionamento dei numerosi beni e servizi che le foreste possono
fornire; ritiene che tali associazioni e organismi rafforzerebbero il potere di contrattazione
dei proprietari nella catena del commercio del legname, aiutando a creare condizioni di

1
Comunicazione della Commissione del 18 novembre 2010 “La PAC verso il 2020: rispondere alle
future sfide dell’alimentazione, delle risorse naturali e del territorio” (COM(2010)0672). parità e contribuendo nel contempo a far fronte ai problemi della crisi economica, della
concorrenza internazionale, dei cambiamenti climatici e della lotta contro il
disboscamento illegale;
57. ritiene che l’assistenza a favore degli attori pubblici e privati che proteggono la
biodiversità delle specie, degli habitat e dei servizi ecosistemici delle foreste debba essere
incrementata e includere metodi di protezione su base volontaria e le zone che collegano i
siti Natura 2000, dato che la biodiversità è fondamentale ai fini della conservazione, dello
sviluppo e dell’adattamento dell’agricoltura;
58. chiede che il sistema di retribuzione basato sulla fatturazione sia sostituito da un sistema
di costi standard o zonali;
59. esorta a sviluppare uno standard di buone pratiche silvicole da utilizzare come base di
sostegno nell’ambito della totalità delle misure silvicole;
60. invita a includere obbligatoriamente le misure in materia di ambiente silvicolo e di Natura
2000 nei programmi di sviluppo rurale nonché a garantire un sostegno in base alla zona
per la rete Natura 2000 nell’ambito dei pagamenti diretti;
61. invita ad includere una nuova misura della PAC per la “conservazione in situ ed ex situ
del materiale genetico forestale identificato alla fonte”;
62. respinge con forza l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale sulle risorse genetiche
forestali;
63. esorta la Commissione e gli Stati membri a garantire le prospettive a lungo termine del
settore silvicolo e dei progetti di protezione delle foreste in ogni finanziamento dell’UE;
Protezione civile e prevenzione degli incendi
64. ritiene che la prevenzione degli incendi boschivi sia molto più vantaggiosa in termini di
costi rispetto alla lotta contro tale fenomeno;
65. sottolinea la necessità e l’urgenza di attuare le raccomandazioni in materia di prevenzione
delle calamità naturali e di origine umana che ha recentemente approvato
1
, in particolare
quelle riguardanti il sostegno a progetti di imboschimento e rimboschimento, che
prediligono le specie autoctone e le foreste miste, al fine di promuovere la biodiversità e
una maggiore resistenza agli incendi, alle tempeste e alle malattie; richiama altresì
l’attenzione sulle difficoltà aggiuntive affrontate da isole e regioni ultraperiferiche nella
gestione degli incendi; chiede un trattamento specifico per queste regioni mediante i vari
strumenti finanziari disponibili, compreso il Fondo di solidarietà;
66. ritiene che la prevenzione degli incendi boschivi mediante la pianificazione del
paesaggio, l’interconnessione, le infrastrutture e la formazione debba essere parte
integrante delle politiche dell’UE in materia di tutela delle foreste, di adeguamento e di
protezione civile;

1
Risoluzione del Parlamento europeo del 21 settembre 2010 sulla comunicazione della Commissione
“Un approccio comunitario alla prevenzione delle catastrofi naturali e di origine umana”
(P7_TA(2010)0326). 67. fa presente che nelle zone aride e nelle regioni a rischio di desertificazione è necessario
aumentare la riforestazione con specie produttive, il che andrà a vantaggio della
popolazione e la renderà partecipe alle attività di conservazione e di lotta agli incendi;
68. sottolinea l’importanza indiscutibile, ai fini della sicurezza pubblica, delle aree forestali
che proteggono gli habitat umani dall’impatto negativo dei fenomeni naturali;
Comunicazione e contabilità delle emissioni
69. ritiene che il sistema di scambio di emissioni (ETS) dell’UE, nella sua forma attuale, sia
incompatibile con la contabilità del LULUCF, principalmente a causa della differenza tra
i requisiti di conformità annuali per gli impianti industriali nel quadro dell’ETS e la
tempistica più lunga necessaria affinché i cambiamenti degli stock di carbonio si
verifichino e siano osservabili nelle proprietà fondiarie; ritiene pertanto che non si debba
fare alcuna connessione; invita a tal proposito la Commissione a riesaminare le modalità
per ottimizzare la fornitura di finanziamenti per i risparmi di carbonio nelle attività
LULUCF;
70. riconosce le sfide legate a un’eventuale inclusione del settore LULUCF tra gli obiettivi
degli Stati membri nell’ambito della decisione sulla condivisione degli sforzi; manifesta in
particolare preoccupazione per il fatto che le differenze in termini di precisione della
contabilità e di ampia variazione naturale potrebbero compromettere il regime di
conformità nel quadro della decisione; invita pertanto a mantenere obiettivi separati per il
settore LULUCF;
71. dichiara di impegnarsi a favore del conseguimento degli obiettivi della strategia UE2020
relativi alle energie rinnovabili e ai 2 gradi Celsius per i cambiamenti climatici; esprime
tuttavia preoccupazione poiché i brevi lassi di tempo utilizzati nell’attuale metodologia
per il calcolo delle emissioni dei gas a effetto serra e l’ipotesi che ne deriva, secondo cui
la biomassa legnosa non provoca un aumento delle emissioni, potrebbero pregiudicare il
conseguimento di suddetti obiettivi; invita la Commissione a consultare l’IPCC e a creare
una nuova metodologia per il calcolo delle emissioni dei gas a effetto serra che permetta
controlli su lassi temporali più lunghi e verifichi le emissioni da biomasse derivanti
dall’uso del suolo, dai cambiamenti di uso del suolo e dalla gestione delle foreste,
valutando il flusso di carbonio a livello nazionale e integrando le diverse fasi della
silvicoltura (piantumazione, diradamento e raccolta);
72. afferma che gli attuali criteri sui biocarburanti elaborati dalla Commissione non sono
adeguati nel caso della biomassa ed chiede la creazione di nuovi criteri di sostenibilità
giuridicamente vincolanti per la biomassa a fini energetici; sostiene che la Commissione
dovrebbe consultare le attività e le risultanze di Forest Europe per elaborare criteri che
tengano conto dei possibili rischi di distorsione nel mercato delle energie rinnovabili, non
si basino sull’ipotesi del mancato aumento delle emissioni di gas a effetto serra, trattino le
emissioni indirette e non pregiudichino il conseguimento degli obiettivi della strategia
UE2020 relativi alle energie rinnovabili e alla biodiversità; osserva che l’attuazione
dettagliata dei criteri dovrebbe essere lasciata a livello locale, tenendo in considerazione
le condizioni specifiche del sito;
73. invita a utilizzare definizioni di “foresta” sulla base di una classificazione ecologica delle
foreste quale quella proposta nel 2007 dall’AEA, in modo da riuscire a differenziare le
foreste più vecchie con elevate emissioni di carbonio, le monocolture intensive e altre tipologie di foreste, compresa la macchia mediterranea, in base al bioma e alle fasi di
successione;
74. sottolinea che all’interno dell’UE è importante proteggere la diversità delle foreste in tutte
le fasi di successione al fine di garantire la biodiversità delle foreste e al loro interno, in
quanto ogni fase di successione crea le condizioni per la fase successiva e in quanto in
assenza di una protezione concertata durante tutte le diverse fasi, la successione nelle
ultime fasi sarà seriamente compromessa;
Dimensione esterna
75. esorta la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi a livello internazionale al fine di
adottare una nuova definizione delle Nazioni Unite di foresta che chiarisca le definizioni
di foresta naturale in base al bioma e che operi una distinzione tra le foreste native e le
foreste dominate da monoculture di alberi e da specie non autoctone; osserva a tal
proposito che una tale definizione promuoverebbe enormemente la coerenza politica e il
rapporto costi-benefici, dato che l’UE è il maggior donatore di aiuti pubblici ai paesi in
via di sviluppo (nel 2003 il settore forestale ha ricevuto più di 600 milioni di EUR); si
rammarica del fatto che il Libro verde non contempli la necessità di coordinare le azioni
dell’UE all’interno e all’esterno dell’Unione e di raggiungere un accordo globale
giuridicamente vincolante nel quadro del Forum delle Nazioni Unite sulle foreste;
76. osserva l’importanza della cooperazione globale, sia a livello amministrativo che di
ricerca, per quanto riguarda la fissazione delle norme, le migliori prassi e i trasferimenti
di tecnologia e conoscenze scientifiche, soprattutto nel contesto del sistema REDD
(riduzione delle emissioni prodotte dalla deforestazione e dal degrado delle foreste);
rileva altresì che non è possibile conseguire una ripartizione equa dei benefici del sistema
REDD senza una cooperazione attiva e lo scambio delle migliori prassi; sottolinea
l’importanza del programma GMES (monitoraggio globale per l’ambiente e la sicurezza)
per la mappatura, la sorveglianza e il censimento delle zone boschive a livello europeo e
internazionale ed evidenzia il contributo che le informazioni così raccolte possono
apportare ai negoziati delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici;
o
o o
77. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla
Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membr

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *