Reg. (CE) 20 settembre 2005, n. 1698/2005

Reg. (CE) 20 settembre 2005, n. 1698/2005 

Regolamento del Consiglio
sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo
per lo sviluppo rurale (FEASR) (2)

(1) Pubblicato nella G.U.U.E. 21 ottobre 2005, n. L 277. Entrato in vigore il 22
ottobre 2005.
(2) Vedi, per l’importo complessivo degli stanziamenti di impegno destinati al
sostegno comunitario allo sviluppo rurale nel periodo dal 1° gennaio 2007 al 31
dicembre 2013 a norma del presente regolamento, l’allegato della decisione
2006/493/CE. Vedi, per le disposizioni per la transizione al regime di sostegno
allo sviluppo rurale istituito dal presente regolamento, il regolamento (CE) n.
1320/2006. Per alcune disposizioni e modalità di applicazione del presente
regolamento, vedi rispettivamente il regolamento (CE) n. 1974/2006 e il
regolamento (CE) n. 1975/2006.

                                                          Il Consiglio dell’Unione europea:

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 36
e 37 e l’articolo 299, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo
(3)
,
considerando quanto segue:
(1) Una politica comune dello sviluppo rurale dovrebbe accompagnare e
integrare le politiche di sostegno dei mercati e dei redditi nell’ambito della
politica agricola comune e contribuire così al conseguimento delle finalità di
tale politica, enunciate dal trattato. La politica di sviluppo rurale dovrebbe
inoltre tener conto degli obiettivi generali della coesione economica e sociale
stabiliti dal trattato e concorrere alla loro realizzazione, incorporando nel
contempo altre priorità politiche salienti, menzionate nelle conclusioni dei
Consigli europei di Lisbona e Göteborg in relazione alla competitività e allo
sviluppo sostenibile.
(2) Secondo il trattato, nell’elaborazione della politica agricola comune e dei
metodi specifici per la sua applicazione, si deve considerare il carattere particolare dell’attività agricola che deriva dalla struttura sociale dell’agricoltura
e dalle disparità strutturali e naturali tra le diverse zone rurali.
(3) La riforma della politica agricola comune adottata nel giugno 2003 e
nell’aprile 2004 ha introdotto sostanziali modifiche, destinate ad avere
prevedibilmente un impatto considerevole sull’economia nell’insieme del
territorio rurale della Comunità, in termini di modelli di produzione agricola,
metodi di gestione del territorio, occupazione e, più in generale, condizioni
socioeconomiche delle varie zone rurali.
(4) L’azione della Comunità dovrebbe essere complementare a quella degli
Stati membri o comunque assecondarla. Occorre rafforzare il partenariato
favorendo la partecipazione di diverse tipologie di soggetti, nel pieno rispetto
delle competenze istituzionali degli Stati membri. I soggetti partecipanti
dovrebbero essere coinvolti nelle varie fasi di elaborazione, monitoraggio e
valutazione dei programmi.
(5) Poiché l’obiettivo del presente regolamento, cioè lo sviluppo rurale, non
può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri in considerazione
dei legami tra lo sviluppo rurale e gli altri strumenti della PAC, delle ampie
disparità esistenti tra le varie zone rurali e delle limitate risorse finanziarie di
cui dispongono gli Stati membri nell’Unione allargata, e può dunque essere
realizzato meglio a livello comunitario, con la garanzia pluriennale dei fondi
della Comunità e sulla scorta delle sue priorità, la Comunità può intervenire, in
base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. Il presente
regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in
ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(6) Le attività del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e le
operazioni da esso finanziate devono essere coerenti e compatibili con le altre
politiche della Comunità e conformi all’insieme del diritto comunitario.
(7) Nella sua azione a favore dello sviluppo rurale, la Comunità mira ad
eliminare le disuguaglianze, a promuovere la parità tra uomini e donne e la
non discriminazione, conformemente al trattato.
(8) Per far collimare il contenuto strategico della politica di sviluppo rurale con
le priorità della Comunità e quindi favorirne la trasparenza, il Consiglio
dovrebbe adottare, su proposta della Commissione, orientamenti strategici in
materia di sviluppo rurale.
(9) Sulla base degli orientamenti strategici, ciascuno Stato membro dovrebbe
elaborare il proprio piano di strategia nazionale di sviluppo rurale, che
costituirà il quadro di riferimento per la preparazione dei programmi di sviluppo
rurale. Gli Stati membri e la Commissione dovrebbero riferire in merito al
monitoraggio della strategia nazionale e comunitaria.
(10) La programmazione dello sviluppo rurale dovrebbe conformarsi alle
priorità comunitarie e nazionali ed integrare le altre politiche comunitarie, in particolare la politica dei mercati agricoli, la politica di coesione e la politica
comune della pesca.
(11) Al fine di garantire lo sviluppo sostenibile delle zone rurali, è necessario
concentrarsi su un numero limitato di obiettivi essenziali a livello comunitario,
concernenti la competitività dei settori agricolo e forestale, la gestione del
territorio e l’ambiente, nonché la qualità di vita e la diversificazione delle
attività in tali zone, tenendo conto della diversità delle situazioni, che vanno
dalle zone rurali remote colpite da spopolamento e declino alle zone rurali
periurbane che subiscono la pressione crescente dei centri urbani.
(12) Occorre stabilire norme generali per la programmazione e la revisione dei
programmi di sviluppo rurale, in modo da conseguire un giusto equilibrio fra gli
assi dei programmi di sviluppo rurale corrispondenti a tali obiettivi essenziali. È
opportuno che i programmi abbiano una durata settennale.
(13) Per raggiungere l’obiettivo di una maggiore competitività dei settori
agricolo e forestale, è importante elaborare chiare strategie di sviluppo miranti
ad accrescere e adeguare il potenziale umano, il capitale fisico e la qualità della
produzione agricola.
(14) Per quanto riguarda il potenziale umano, è opportuno predisporre una
serie di misure relative alla formazione, all’informazione e alle diffusione di
conoscenze, all’insediamento dei giovani agricoltori, al prepensionamento degli
imprenditori e dei lavoratori agricoli, al ricorso a servizi di consulenza da parte
degli imprenditori agricoli e dei detentori di aree forestali e all’avviamento di
servizi di gestione delle aziende agricole, di sostituzione nelle aziende agricole
e di consulenza alle aziende agricole nonché di consulenza forestale.
(15) In materia di formazione, informazione e diffusione di conoscenze,
l’evoluzione e la specializzazione dell’agricoltura e della silvicoltura richiedono
un adeguato livello di formazione tecnica ed economica, comprendente
conoscenze specialistiche nelle nuove tecnologie dell’informazione, nonché
un’adeguata sensibilizzazione in materia di qualità dei prodotti, risultati della
ricerca e gestione sostenibile delle risorse naturali, compresi i requisiti di
condizionalità e le pratiche produttive compatibili con le esigenze di
salvaguardia e valorizzazione del paesaggio e di protezione dell’ambiente. È
pertanto necessario estendere l’offerta di attività di formazione, di
informazione e di diffusione di conoscenze a tutti gli adulti che esercitano
attività agricole, alimentari e forestali. Tali attività vertono su materie che si
riferiscono sia all’obiettivo «competitività del settore agricolo e forestale» sia a
quello «gestione del territorio e ambiente».
(16) La concessione di particolari agevolazioni ai giovani agricoltori può
favorire non solo il loro insediamento, ma anche l’adattamento strutturale della
loro azienda dopo il primo insediamento. La misura a favore dell’insediamento
va condizionata alla stesura di un piano aziendale quale strumento per
consentire nel tempo lo sviluppo delle attività della nuova azienda. (17) Il prepensionamento degli agricoltori dovrebbe mirare ad una sostanziale
ristrutturazione dell’azienda ceduta, in combinazione con la misura a favore
dell’insediamento dei giovani agricoltori oppure mediante il trasferimento
dell’azienda ai fini del suo ingrandimento, facendo tesoro anche dell’esperienza
acquisita nel corso di precedenti regimi comunitari in materia.
(18) Il ricorso a servizi di assistenza alla gestione e di consulenza da parte
degli imprenditori agricoli e dei detentori di aree forestali dovrebbero
permettere loro di migliorare la gestione sostenibile delle aziende. I servizi di
consulenza aziendale previsti dal regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio,
del 29 settembre 2003, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di
sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni
regimi di sostegno a favore degli agricoltori, dovrebbero almeno assistere gli
imprenditori agricoli nella valutazione del rendimento della loro azienda e nella
scelta delle migliorie da apportare compatibilmente con i criteri di gestione
obbligatori di cui al suddetto regolamento e le norme comunitarie in materia di
sicurezza sul lavoro.
(19) L’istituzione di sistemi di servizi di gestione delle aziende agricole, di
sostituzione nelle aziende agricole e di consulenza alle aziende agricole per gli
imprenditori agricoli e di consulenza forestale per i detentori di aree forestali
dovrebbe aiutare questi soggetti ad adeguare, migliorare e facilitare la
gestione delle loro aziende, e renderle più redditizie grazie ad un migliore
utilizzo del potenziale umano occupato nel settore agricolo e forestale.
(20) Quanto al capitale fisico, è opportuno predisporre una serie di misure per
l’ammodernamento delle aziende agricole, una migliore valorizzazione
economica delle foreste, l’aumento del valore aggiunto di prodotti agricoli e
forestali, la promozione dello sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie
nel settore agricolo e alimentare e in quello forestale, il miglioramento e lo
sviluppo dell’infrastruttura agroforestale, il ripristino del potenziale produttivo
agricolo danneggiato da calamità naturali e l’introduzione di adeguate misure
di prevenzione.
(21) Gli aiuti comunitari agli investimenti hanno come finalità
l’ammodernamento delle aziende agricole e il miglioramento del loro
rendimento economico mediante un più sapiente utilizzo dei fattori di
produzione, inclusa l’introduzione di nuove tecnologie e di innovazione, il
perseguimento della qualità, i prodotti biologici e la diversificazione intra ed
extra-aziendale, anche verso settori non alimentari come le colture
energetiche, nonché la promozione di una migliore situazione delle aziende
agricole dal punto di vista dell’ambiente, della sicurezza sul lavoro, dell’igiene e
del benessere degli animali; tuttavia, le condizioni applicabili a tali aiuti devono
essere semplificate rispetto a quelle previste dal regolamento (CE) n.
1257/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, sul sostegno allo sviluppo rurale
da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG).
(22) Le foreste di proprietà privata svolgono un ruolo importante nell’economia
delle zone rurali e meritano pertanto di essere sovvenzionate con aiuti comunitari, volti ad incrementarne il valore economico, a diversificarne la
produzione e ad espandere gli sbocchi di mercato per i loro prodotti, in settori
quali quello dell’energia rinnovabile, mantenendo nel contempo la gestione
sostenibile e il ruolo multifunzionale delle foreste.
(23) Occorre incentivare i miglioramenti nei settori della trasformazione e della
commercializzazione di prodotti agricoli e forestali primari sostenendo gli
investimenti finalizzati a rendere tali settori più efficienti, a promuovere la
produzione di energia rinnovabile da biomasse agricole e forestali, ad
introdurre nuove tecnologie e innovazione, ad aprire nuovi sbocchi di mercato
per i prodotti agricoli e forestali, a migliorare la qualità, ad elevare i livelli di
protezione ambientale, sicurezza sul lavoro, igiene e benessere degli animali, a
seconda dei casi, rivolgendosi, come regola generale, alle microimprese, alle
piccole e medie imprese ed alle altre imprese al di sotto di una determinata
dimensione, che sono maggiormente in grado di accrescere il valore aggiunto
della produzione locale, e semplificando nel contempo le condizioni per poter
fruire degli aiuti agli investimenti rispetto a quelle previste dal regolamento
(CE) n. 1257/1999.
(24) In un quadro di maggiore concorrenza, è importante garantire che i
settori agricolo, alimentare e forestale traggano vantaggio dalle opportunità di
mercato attraverso approcci innovativi generalizzati per lo sviluppo di nuovi
prodotti, processi e tecnologie. A tal fine, dovrebbe essere incoraggiata la
cooperazione tra agricoltori, industria alimentare, industria di trasformazione
delle materie prime e altre parti.
(25) Le infrastrutture agricole e gli interventi preventivi e risanativi contro le
calamità naturali dovrebbero contribuire all’asse relativo alla competitività dei
settori agricolo e forestale.
(26) Sotto il profilo della qualità della produzione e dei prodotti agricoli, è
opportuno introdurre una serie di misure che incoraggino gli agricoltori a
rispettare i requisiti prescritti dalla normativa comunitaria e a partecipare ai
sistemi di qualità alimentare e che sostengano le associazioni di produttori
nelle loro attività di informazione e promozione.
(27) La misura relativa al rispetto dei requisiti ha come scopo di incitare gli
agricoltori ad un più solerte adempimento e al rispetto dei rigorosi requisiti
prescritti dalla normativa comunitaria in materia di ambiente, sanità pubblica,
salute delle piante e degli animali, benessere degli animali e sicurezza sul
lavoro. In considerazione dei nuovi obblighi che i requisiti in questione possono
imporre agli agricoltori, è opportuno che questi possano ricevere un sostegno a
parziale indennizzo dei costi aggiuntivi e del mancato guadagno derivanti da
tali obblighi.
(28) La misura di sostegno volta a promuovere la partecipazione degli
agricoltori ai sistemi comunitari o nazionali di qualità dei prodotti alimentari è
intesa a rassicurare i consumatori circa la qualità del prodotto o del metodo di
produzione impiegato in conseguenza dell’adesione a tali sistemi di qualità, nonché ad accrescere il valore aggiunto dei prodotti agricoli primari e ad
espandere gli sbocchi di mercato. Poiché la partecipazione a tali sistemi di
qualità può generare costi aggiuntivi e vincoli che non sono interamente
remunerati dal mercato, è opportuno incentivare la partecipazione a detti
sistemi.
(29) È necessario sensibilizzare i consumatori all’esistenza e alle caratteristiche
dei prodotti tutelati dai suddetti sistemi di qualità. Occorre sostenere le
associazioni di produttori affinché informino i consumatori e promuovano i
prodotti ottenuti nell’ambito di sistemi di qualità sovvenzionati dagli Stati
membri nei rispettivi programmi di sviluppo rurale.
(30) È necessario agevolare la graduale abolizione di una serie di misure
individuali introdotte dall’atto di adesione del 2003, segnatamente la misura
sull’agricoltura di semisussistenza e quella relativa alle associazioni di
produttori.
(31) Il sostegno a particolari metodi di gestione del territorio dovrebbe
contribuire allo sviluppo sostenibile, incoraggiando in particolare gli
imprenditori agricoli e i detentori di aree forestali ad impiegare metodi di
utilizzazione del suolo compatibili con le esigenze di salvaguardia dell’ambiente
naturale e del paesaggio e di protezione delle risorse naturali. Esso dovrebbe
inoltre concorrere all’attuazione del sesto programma comunitario di azione in
materia di ambiente e delle conclusioni della presidenza sulla strategia per lo
sviluppo sostenibile. Tra i punti chiave da prendere in considerazione si
annoverano la biodiversità, la gestione dei siti Natura 2000, la protezione
dell’acqua e del suolo, l’attenuazione del cambiamento climatico, in particolare
la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e delle emissioni di
ammoniaca e l’uso sostenibile di antiparassitari.
(32) La silvicoltura forma parte integrante dello sviluppo rurale e dunque il
sostegno all’utilizzazione sostenibile del suolo dovrebbe includere la gestione
sostenibile delle foreste e il loro ruolo multifunzionale. Le foreste offrono
molteplici vantaggi: forniscono materie prime da cui si ricavano prodotti
rinnovabili ed ecocompatibili, svolgono un ruolo importante in termini di
prosperità economica, biodiversità, ciclo globale del carbonio, equilibrio
idrologico, difesa contro l’erosione e prevenzione di calamità naturali, oltre a
rendere alla popolazione un servizio sociale e ricreativo. Le misure a favore del
settore forestale dovrebbero tenere conto degli impegni assunti dalla Comunità
e dagli Stati membri in sede internazionale e basarsi sui programmi forestali
adottati dagli Stati membri a livello nazionale o regionale o su strumenti
equivalenti, a loro volta ispirati agli impegni contratti nelle conferenze
ministeriali sulla protezione delle foreste in Europa. Tali misure dovrebbero
contribuire all’attuazione della strategia forestale comunitaria. Il sostegno a
questo settore non dovrebbe falsare la concorrenza né influenzare il mercato.
(33) Le indennità a favore delle zone montane e di altre zone caratterizzate da
svantaggi naturali dovrebbero incentivare, attraverso l’uso continuativo delle
superfici agricole, la cura dello spazio naturale, nonché il mantenimento e la promozione di sistemi di produzione agricola sostenibili. Occorre definire
parametri oggettivi che consentano di fissare il livello delle indennità, allo
scopo di garantire l’efficacia di questo regime di sostegno e il raggiungimento
dei suoi obiettivi. Talune disposizioni del regolamento (CE) n. 1257/99 sul
sostegno alle zone svantaggiate dovrebbero restare in vigore per un certo
tempo.
(34) È opportuno continuare a concedere un sostegno agli agricoltori che
devono sottostare, nelle zone interessate, a particolari vincoli derivanti
dall’applicazione della direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979,
concernente la conservazione degli uccelli selvatici, e della direttiva 92/43/CEE
del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat
naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, al fine di
contribuire all’oculata gestione dei siti Natura 2000; dovrebbe essere concesso
un sostegno anche agli agricoltori che devono sottostare nei bacini idrografici a
vincoli derivanti dall’applicazione della direttiva 2000/60/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per
l’azione comunitaria in materia di acque.
(35) Le indennità agroambientali dovrebbero continuare a svolgere un ruolo
fondamentale nel promuovere lo sviluppo sostenibile delle zone rurali e nel
soddisfare la crescente domanda di servizi ambientali da parte della società.
Esse dovrebbero incoraggiare ulteriormente gli agricoltori e gli altri gestori del
territorio a rendere un servizio all’intera società attraverso l’introduzione o la
prosecuzione dell’applicazione di metodi di produzione agricola compatibili con
la tutela e con il miglioramento dell’ambiente, del paesaggio e delle sue
caratteristiche, delle risorse naturali, del suolo e della diversità genetica. In
tale contesto, occorre prestare particolare attenzione alla preservazione delle
risorse genetiche nell’agricoltura. Secondo il principio «chi inquina paga», tali
indennità dovrebbero ricompensare soltanto quegli impegni che vanno al di là
dei requisiti obbligatori in materia.
(36) È opportuno continuare ad incoraggiare gli agricoltori a praticare
condizioni ottimali di benessere degli animali, concedendo un sostegno a quelli
che si impegnano ad adottare metodi di allevamento che vanno al di là dei
requisiti obbligatori.
(37) Occorre compensare gli investimenti non remunerativi che siano necessari
all’adempimento degli impegni assunti nel quadro dei regimi agroambientali o
di altri obiettivi agroambientali o che nell’azienda valorizzino in termini di
pubblica utilità le zone Natura 2000 o altre zone di grande pregio naturale.
(38) Ai fini della protezione dell’ambiente, della prevenzione degli incendi e
delle calamità naturali e dell’attenuazione del cambiamento climatico, occorre
estendere e migliorare la massa forestale mediante l’imboschimento di
superfici agricole o di altre superfici. L’imboschimento dovrebbe essere
realizzato in maniera confacente all’ambiente e alle condizioni locali e tale da
potenziare la biodiversità. (39) I sistemi agroforestali presentano un’elevata valenza ecologica e sociale
grazie all’abbinamento dell’agricoltura estensiva con la filiera forestale, ai fini
della produzione di legni pregiati e di altri prodotti forestali. Dovrebbe essere
sostenuta la creazione di tali sistemi.
(40) Data l’importanza delle foreste per l’efficace attuazione delle direttive
79/409/CEE e 92/43/CEE, è opportuno offrire ai detentori di aree forestali un
sostegno specifico per far fronte a particolari vincoli derivanti dall’applicazione
di tali direttive.
(41) È opportuno istituire misure di sostegno silvoambientali destinate a
compensare impegni volontari per il potenziamento della biodiversità, la
conservazione degli ecosistemi forestali di grande pregio e il consolidamento
della funzione protettiva delle foreste in relazione all’erosione del suolo,
all’assetto idrologico, alla qualità dell’acqua e alle calamità naturali.
(42) Occorre incentivare la ricostituzione del potenziale forestale danneggiato
da disastri naturali e da incendi, nonché adeguati interventi preventivi. Le
misure di prevenzione degli incendi boschivi dovrebbero essere mirate alle
zone classificate ad alto o medio rischio d’incendio dai piani di protezione delle
foreste degli Stati membri.
(43) Occorre indennizzare i detentori di aree forestali per gli investimenti non
remunerativi che siano necessari all’adempimento degli impegni
silvoambientali o di altri obiettivi ambientali o che, nelle foreste, valorizzino in
termini di pubblica utilità le zone interessate.
(44) Per garantire che gli aiuti a favore della gestione del territorio concessi a
norma del presente regolamento siano utilizzati in modo mirato ed efficiente,
gli Stati membri dovrebbero designare le zone d’intervento ammissibili ad
alcune delle misure ricadenti in quest’asse. Le zone montane e le altre zone
che presentano svantaggi naturali devono essere designate sulla base di criteri
oggettivi comuni. Le direttive e le decisioni del Consiglio relative all’adozione di
elenchi di zone svantaggiate o alla modifica di tali elenchi ai sensi dell’articolo
21, paragrafi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 950/97 del Consiglio, del 20
maggio 1997, relativo al miglioramento dell’efficienza delle strutture agricole,
dovrebbero pertanto essere abrogate con effetto ad una data successiva. Le
zone Natura 2000 sono designate ai sensi delle direttive 79/409/CEE e
92/43/CEE. Gli Stati membri dovrebbero designare le zone idonee
all’imboschimento per motivi ambientali quali la protezione contro l’erosione, la
prevenzione delle calamità naturali o l’espansione della massa forestale per
attenuare il cambiamento climatico, nonché le zone boschive ad alto o medio
rischio d’incendio.
(45) È opportuno predisporre un sistema sanzionatorio a carico dei beneficiari
di indennità previste da talune misure di gestione del territorio i quali non
ottemperano ai requisiti obbligatori di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003
nell’insieme della loro azienda, commisurando le sanzioni alla gravità, alla
portata, alla durata e alla frequenza delle inadempienze. (46) I mutamenti nelle zone rurali vanno orientati verso la diversificazione
dalle attività agricole a favore di quelle extra-agricole, lo sviluppo di settori non
agricoli, la promozione dell’occupazione, il miglioramento dei servizi essenziali,
incluso l’accesso locale alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione,
gli investimenti destinati a rendere le zone rurali più attraenti e quindi ad
invertire la tendenza al declino socioeconomico e allo spopolamento della
campagna. Necessita altresì uno sforzo volto a sviluppare il potenziale umano
in questo contesto.
(47) Occorre sostenere anche altre misure connesse più in generale
all’economia rurale. Tali misure vanno repertoriate in base all’esperienza
acquisita con l’iniziativa Leader e tenendo conto delle esigenze multisettoriali
dello sviluppo rurale endogeno.
(48) L’attuazione di strategie di sviluppo locale può rafforzare la coerenza
territoriale e stimolare sinergie tra le misure rivolte all’economia rurale in
generale e alla popolazione. Pertanto le misure concernenti l’economia rurale in
generale vanno attuate di preferenza attraverso strategie di sviluppo locale.
(49) Occorre definire chiaramente i principi di coerenza e complementarietà
dell’asse relativo al miglioramento della qualità di vita nelle zone rurali e alla
diversificazione dell’economia rurale rispetto agli altri strumenti finanziari della
Comunità, in particolare quelli preposti alla politica di coesione.
(50) L’iniziativa Leader, al termine di tre periodi di programmazione, ha
raggiunto uno stadio di maturità che consente alle zone rurali di adottarne
l’approccio più ampiamente, nell’ambito della programmazione generale dello
sviluppo rurale. Si dovrebbe pertanto provvedere a trasporre i principi basilari
dell’approccio Leader nei programmi di sviluppo rurale, creandovi un apposito
asse, e definire i gruppi di azione locale e gli interventi da finanziare, tra cui la
capacità di partenariato, l’attuazione di strategie locali, la cooperazione, la
costituzione di reti e l’acquisizione di competenze.
(51) Data l’importanza dell’approccio Leader, a quest’asse dovrebbe essere
destinata una congrua quota della partecipazione del FEASR.
(52) Gli interventi per l’attuazione dei programmi saranno sovvenzionati dal
FEASR a titolo di assistenza tecnica. Nell’ambito dell’assistenza tecnica di cui
all’articolo 5 del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno
2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune, è prevista la
costituzione di una rete per lo sviluppo rurale a livello comunitario.
(53) Occorre adottare disposizioni per lo stanziamento delle risorse disponibili.
Dette risorse dovrebbero coincidere con le prospettive finanziarie per il periodo
2007-2013. L’importo globale destinato allo sviluppo rurale dovrebbe essere
ripartito in stanziamenti annuali. Una quota consistente dei fondi dovrebbe
essere concentrata nelle regioni ammissibili all’obiettivo di convergenza. (54) Occorre prevedere che il Consiglio stabilisca l’importo per il sostegno
comunitario allo sviluppo rurale ai sensi del presente regolamento per il
periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013, la sua ripartizione annuale e
l’importo minimo da concentrare nelle regioni ammissibili all’obiettivo di
convergenza conformemente alle prospettive finanziarie per il periodo 2007-
2013 e all’accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e il
miglioramento della procedura di bilancio per lo stesso periodo.
(55) Gli stanziamenti annuali assegnati ad uno Stato membro per l’obiettivo di
convergenza e provenienti dalla sezione orientamento del FEAOG, dai Fondi
strutturali, dal Fondo di coesione (FC) e dallo strumento finanziario di
orientamento della pesca (SFOP) devono essere limitati ad un massimale
fissato in funzione della capacità di assorbimento dello Stato membro in
questione.
(56) Occorre stabilire, secondo un metodo oggettivo e trasparente, i criteri per
la ripartizione indicativa degli stanziamenti d’impegno messi a disposizione
degli Stati membri.
(57) Oltre ai suddetti importi, gli Stati membri dovrebbero tenere conto degli
importi ai sensi dell’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n.
1290/2005.
(58) Gli stanziamenti messi a disposizione dal Fondo dovrebbero essere
indicizzati forfetariamente per la programmazione.
(59) L’aliquota di partecipazione del FEASR alla programmazione dello sviluppo
rurale dovrebbe essere determinata in rapporto alla spesa pubblica degli Stati
membri, tenendo conto dell’importanza della priorità data alla gestione del
territorio e all’ambiente, della situazione delle regioni interessate dall’obiettivo
di convergenza e del grado di priorità assegnato all’approccio Leader.
(60) Al fine di ovviare alle difficoltà specifiche e ai problemi strutturali
incontrati nelle attività agricole e forestali e nella creazione di un valore
aggiunto per i prodotti agricoli e forestali, dovuti alla lontananza, all’insularità,
all’ultraperifericità e alla dipendenza dell’economia rurale da un numero
limitato di prodotti agricoli, e al fine di promuovere una politica di forte
sviluppo rurale, dovrebbero essere previste disposizioni specifiche concernenti
talune misure di sviluppo rurale e, ove opportuno, tassi di cofinanziamento da
parte del FEASR per le regioni ultraperiferiche di cui al trattato e le isole di cui
al regolamento (CEE) n. 2019/93 del Consiglio, del 19 luglio 1993, recante
misure specifiche per taluni prodotti agricoli in favore delle isole minori del Mar
Egeo.
(61) Secondo il principio di sussidiarietà e salvo eccezioni, le spese ammissibili
dovrebbero essere determinate dalle legislazioni nazionali.
(62) Affinché il sostegno da parte del FEASR sia efficace, equo e abbia un
impatto sostenibile, occorre garantire con adeguate disposizioni che le operazioni di investimento siano durevoli e che i fondi non vengano utilizzati
per falsare la concorrenza.
(63) L’esecuzione degli interventi del FEASR a livello decentrato dovrebbe
essere accompagnata da idonee garanzie quanto alla qualità di tale
esecuzione, ai risultati e alla sana gestione e controllo finanziari.
(64) Gli Stati membri dovrebbero adottare misure per garantire il corretto
funzionamento dei sistemi di gestione e di controllo. A questo scopo, è
necessario stabilire i principi generali e le funzioni essenziali che ogni sistema
di gestione e di controllo deve garantire. Occorre pertanto mantenere la
designazione di un’unica autorità di gestione e definirne le responsabilità.
(65) Ciascun programma di sviluppo rurale dovrebbe essere soggetto ad
opportuno monitoraggio, da parte di un comitato di monitoraggio e sulla base
di un quadro comune per il monitoraggio e la valutazione, stabilito e attuato
d’intesa con gli Stati membri, in modo da rispondere efficacemente ai bisogni
specifici dello sviluppo rurale.
(66) L’efficacia e l’impatto degli interventi del FEASR dipendono anche da
un’oculata valutazione, effettuata sulla base del quadro comune per il
monitoraggio e la valutazione. In particolare, i programmi dovrebbero essere
valutati nelle fasi di elaborazione, attuazione e conclusione.
(67) Ai fini di un efficace funzionamento del partenariato e della promozione
dell’azione comunitaria, è opportuno che le relative informazioni siano
pubblicizzate il più largamente possibile, sotto la responsabilità delle autorità
preposte alla gestione dei programmi.
(68) Lo sviluppo rurale di cui al presente regolamento dovrebbe poter
beneficiare del sostegno degli Stati membri anche in assenza di
cofinanziamento comunitario. Dato il notevole impatto economico di tali aiuti e
al fine di garantirne la coerenza con le misure ammissibili al sostegno
comunitario, nonché per semplificare le procedure, occorre stabilire norme
specifiche sugli aiuti di Stato, tenendo conto anche dell’esperienza acquisita
con l’attuazione del regolamento (CE) n. 1257/1999. Gli Stati membri
dovrebbero essere inoltre autorizzati a concedere aiuti di Stato intesi a
procurare finanziamenti integrativi per lo sviluppo rurale che beneficia del
sostegno comunitario, mediante una procedura di notifica conforme alle
disposizioni del presente regolamento, prevista nell’ambito della
programmazione.
(69) Occorre adottare norme per agevolare la transizione dall’attuale regime al
nuovo regime di sostegno dello sviluppo rurale.
(70) Il nuovo regime di sostegno previsto dal presente regolamento sostituisce
il regime preesistente. Occorre pertanto abrogare il regolamento (CE) n.
1257/1999 dal 1° gennaio 2007, ad eccezione di talune disposizioni sulle zone
svantaggiate che dovrebbero essere abrogate ad una data successiva. (71) Le misure necessarie per l’attuazione del presente regolamento sono
adottate in conformità della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28
giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione
conferite alla Commissione.
(72) Il Comitato economico e sociale europeo ha espresso un parere
(4)
.
(73) Il Comitato delle regioni ha espresso un parere
(5)
,
ha adottato il presente regolamento:
(3) Parere del 7 giugno 2005.
(4) Parere del 9 marzo 2005.
(5) Parere del 23 febbraio 2005 (in G.U.U.E. 5 luglio 2005, n. C 164).

TITOLO I
Obiettivi e norme generali concernenti il sostegno
Capo I
Campo di applicazione e definizioni
Articolo 1
Campo di applicazione.
Il presente regolamento:
1. reca norme generali a disciplina del sostegno comunitario a favore dello
sviluppo rurale finanziato dal FEASR, istituito dal regolamento (CE) n.
1290/2005;
2. definisce gli obiettivi che la politica di sviluppo rurale contribuisce a
conseguire;
3. definisce il contesto strategico della politica di sviluppo rurale,
comprendente la procedura per l’adozione degli orientamenti strategici
comunitari in materia di politica di sviluppo rurale («orientamenti strategici
comunitari») e dei piani strategici nazionali;
4. definisce le priorità e le misure di sviluppo rurale; 5. stabilisce norme concernenti il partenariato, la programmazione, la
valutazione, la gestione finanziaria, la sorveglianza e il controllo, sulla base di
responsabilità condivise tra gli Stati membri e la Commissione.

Articolo 2
Definizioni.
Agli effetti del presente regolamento si applicano le definizioni seguenti:
a) «programmazione»: l’iter organizzativo, decisionale e finanziario in più
fasi, diretto all’attuazione pluriennale dell’azione congiunta della Comunità e
degli Stati membri per realizzare gli obiettivi prioritari del FEASR;
b) «regione»: unità territoriale corrispondente al livello I o II della
Nomenclatura delle unità territoriali per la statistica (livelli NUTS 1 e 2) ai sensi
del regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 26 maggio 2003, relativo all’istituzione di una classificazione comune delle
unità territoriali per la statistica (NUTS);
c) «asse»: un insieme coerente di misure direttamente preordinate alla
realizzazione di obiettivi specifici che contribuiscono al conseguimento di uno o
più obiettivi di cui all’articolo 4;
d) «misura»: una serie di operazioni volte ad attuare uno degli assi cui
all’articolo 4, paragrafo 2;
e) «operazione»: un progetto, contratto o accordo, o altra azione
selezionato/a secondo criteri stabiliti per il programma di sviluppo rurale di cui
fa parte, e attuato da uno o più beneficiari in modo da contribuire alla
realizzazione degli obiettivi di cui all’articolo 4;
f) «quadro comune per il monitoraggio e la valutazione»: un approccio
generale elaborato dalla Commissione e dagli Stati membri, che definisce un
numero limitato di indicatori comuni relativi alla situazione di partenza nonché
all’esecuzione finanziaria, ai prodotti, ai risultati e all’impatto dei programmi;
g) «strategia di sviluppo locale»: una serie coerente di operazioni
rispondenti ad obiettivi e bisogni locali, eseguite in partenariato al livello
pertinente;
h) «beneficiario»: un operatore, un organismo o un’impresa pubblico/a o
privato/a, responsabile dell’esecuzione delle operazioni o destinatario/a del
sostegno; i) «spesa pubblica»: qualsiasi contributo pubblico al finanziamento di
operazioni, la cui origine sia il bilancio dello Stato, di enti pubblici territoriali o
delle Comunità europee, e qualsiasi spesa analoga. È assimilato ad un
contributo pubblico qualsiasi contributo al finanziamento di operazioni a carico
del bilancio di organismi di diritto pubblico o associazioni di uno o più enti
pubblici territoriali o organismi di diritto pubblico, ai sensi della direttiva
2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004,
relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti
pubblici di lavori, di forniture e di servizi;
j) «obiettivo di convergenza»: l’obiettivo dell’azione a favore degli Stati
membri e delle regioni meno sviluppati conformemente alla legislazione che
disciplina il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), al Fondo sociale
europeo (FSE) e all’FC per il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013
(6)
.
(6) Vedi, per la ripartizione annua e l’importo minimo da concentrare nelle
regioni ammissibili all’obiettivo di convergenza, di cui alla presente lettera,
l’allegato della decisione 2006/493/CE.

TITOLO I
Obiettivi e norme generali concernenti il sostegno
Capo II
Missioni e obiettivi
Articolo 3
Missioni.
Il FEASR contribuisce alla promozione dello sviluppo rurale sostenibile
nell’insieme della Comunità, in modo complementare alle politiche di sostegno
dei mercati e dei redditi nell’ambito della politica agricola comune, nonché della
politica di coesione e della politica comune della pesca.
Articolo 4
Obiettivi.
1. Il sostegno allo sviluppo rurale contribuisce alla realizzazione dei seguenti
obiettivi:
a) accrescere la competitività del settore agricolo e forestale sostenendo la
ristrutturazione, lo sviluppo e l’innovazione;
b) valorizzare l’ambiente e lo spazio naturale sostenendo la gestione del
territorio;
c) migliorare la qualità di vita nelle zone rurali e promuovere la
diversificazione delle attività economiche.
2. Gli obiettivi enumerati al paragrafo 1 sono realizzati mediante i quattro assi
di cui al titolo IV.

TITOLO I
Obiettivi e norme generali concernenti il sostegno
Capo III
Principi del sostegno
Articolo 5
Complementarietà, coerenza e conformità.
1. Il Fondo opera in complementarietà con gli interventi nazionali, regionali e
locali intesi ad attuare le priorità comunitarie.
2. La Commissione e gli Stati membri garantiscono la coerenza degli interventi
del Fondo e degli Stati membri con le attività, le politiche e le priorità della
Comunità. In particolare, il sostegno da parte del FEASR deve essere coerente
con gli obiettivi della coesione economica e sociale e con quelli dello strumento
comunitario di sostegno alla pesca.
3. Tale coerenza è fornita dagli orientamenti strategici comunitari di cui
all’articolo 9, dai piani strategici nazionali di cui all’articolo 11, dai programmi
di sviluppo rurale di cui all’articolo 15 e dalla relazione della Commissione di
cui all’articolo 14. 4. Nel quadro delle rispettive competenze, la Commissione e gli Stati membri
provvedono al coordinamento tra il sostegno da parte dei vari Fondi: FESR,
FSE, FC, strumento comunitario di sostegno alla pesca e gli interventi della
Banca europea per gli investimenti (BEI) e degli altri strumenti finanziari
comunitari.
5. È assicurata anche la coerenza con le misure finanziate dal Fondo europeo
agricolo di garanzia.
6. Il sostegno previsto dal presente regolamento non è concesso in alcun caso
a favore di misure sovvenzionabili in virtù delle organizzazioni comuni di
mercato, fatte salve eventuali eccezioni da definirsi in conformità delle
procedure di cui all’articolo 90, paragrafo 2.
7. Gli Stati membri garantiscono che le operazioni finanziate dal FEASR siano
conformi al trattato e al diritto derivato.

Articolo 6
Partenariato.
1. Il sostegno da parte del FEASR è gestito in stretta consultazione
(«partenariato») tra la Commissione e gli Stati membri, nonché con le autorità
e gli enti designati dagli Stati membri conformemente alle norme e alle prassi
nazionali, inclusi:
a) gli enti pubblici territoriali e altre autorità pubbliche competenti;
b) le parti economiche e sociali;
c) qualsiasi altro organismo rappresentativo della società civile, le
organizzazioni non governative, incluse quelle ambientali, e gli organismi per la
promozione della parità tra uomini e donne.
Gli Stati membri designano i partner più rappresentativi a livello nazionale,
regionale e locale, nel settore socioeconomico, ambientale o in altri settori
(«partner»). Essi creano le condizioni per un’ampia ed effettiva partecipazione
di tutti gli organismi appropriati, in conformità delle norme e delle prassi
nazionali, tenendo conto della necessità di promuovere la parità tra uomini e
donne e lo sviluppo sostenibile, tramite l’integrazione di requisiti in materia di
protezione e miglioramento dell’ambiente.
2. Il partenariato è gestito nel rispetto delle competenze istituzionali, giuridiche
e finanziarie di ciascuna categoria di partner definita al paragrafo 1. 3. Il partenariato interviene nell’elaborazione e nella sorveglianza dei piani
strategici nazionali, nonché nella preparazione, attuazione, sorveglianza e
valutazione dei programmi di sviluppo rurale. Gli Stati membri coinvolgono
tutti i partner appropriati nelle varie fasi della programmazione,
compatibilmente con le scadenze fissate per ciascuna fase.

Articolo 7
Sussidiarietà.
Gli Stati membri sono responsabili dell’attuazione dei programmi di sviluppo
rurale al livello territoriale pertinente, secondo il proprio ordinamento
istituzionale in conformità con il presente regolamento.

Articolo 8
Parità tra uomini e donne e non discriminazione.
Gli Stati membri e la Commissione promuovono la parità tra uomini e donne e
garantiscono che sia impedita qualsiasi discriminazione fondata su sesso, razza
o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento
sessuale durante le varie fasi di attuazione dei programmi.
Ciò include le fasi di progettazione, esecuzione, sorveglianza e valutazione.

TITOLO II
Impostazione strategica dello sviluppo rurale
Capo I
Orientamenti strategici comunitari Articolo 9
Contenuto e adozione.
1. Il Consiglio adotta orientamenti strategici comunitari in materia di politica
dello sviluppo rurale per il periodo di programmazione che va dal 1° gennaio
2007 al 31 dicembre 2013 alla luce delle priorità politiche stabilite a livello
comunitario.
Detti orientamenti strategici definiscono le priorità strategiche per lo sviluppo
rurale nella Comunità, ai fini della realizzazione, durante il periodo di
programmazione considerato, di ciascuno degli assi di cui al presente
regolamento.
2. Entro il 20 febbraio 2006, è adottata una decisione sugli orientamenti
strategici comunitari, secondo la procedura di cui all’articolo 37 del trattato. La
decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 10
Riesame.
Gli orientamenti strategici comunitari possono essere oggetto di un riesame in
considerazione di rilevanti modifiche delle priorità comunitarie.

TITOLO II
Impostazione strategica dello sviluppo rurale
Capo II
Piani strategici nazionali
Articolo 11
Contenuto.
1. Ciascuno Stato membro presenta un piano strategico nazionale nel quale
sono indicati, sulla scorta degli orientamenti strategici comunitari, le priorità di intervento del FEASR e dello Stato membro stesso, gli obiettivi specifici a cui si
ricollegano e i contributi del FEASR e delle altre fonti di finanziamento.
2. Il piano strategico nazionale garantisce la coerenza tra il sostegno
comunitario allo sviluppo rurale e gli orientamenti strategici comunitari, nonché
il coordinamento tra le priorità comunitarie, nazionali e regionali. I piani
strategici nazionali rappresentano uno strumento di riferimento per la
programmazione del FEASR. Essi sono attuati attraverso i programmi di
sviluppo rurale.
3. Ciascun piano strategico nazionale comprende:
a) un’analisi della situazione economica, sociale e ambientale e del
potenziale di sviluppo;
b) la strategia scelta per l’azione congiunta della Comunità e dello Stato
membro interessato, evidenziando la coerenza delle scelte operate con
riferimento agli orientamenti strategici comunitari;
c) le priorità tematiche e territoriali dello sviluppo rurale nell’ambito di
ciascun asse, inclusi i principali obiettivi quantificati e gli indicatori pertinenti
per la sorveglianza e la valutazione;
d) un elenco dei programmi di sviluppo rurale destinati ad attuare il piano
strategico nazionale, una ripartizione indicativa del FEASR tra i vari programmi,
compresi gli importi previsti all’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE)
n. 1290/2005, e un’indicazione distinta degli importi di cui all’articolo 69,
paragrafo 5 bis, del presente regolamento
(7)
;
e) i mezzi predisposti per garantire il coordinamento con gli altri strumenti
della politica agricola comune, il FESR, il FSE, il FC, lo strumento comunitario di
sostegno alla pesca e la BEI;
f) se del caso, le risorse finanziarie stanziate per realizzare l’obiettivo di
convergenza;
g) l’indicazione dei provvedimenti presi e dell’importo stanziato per la
costituzione della rete rurale nazionale di cui all’articolo 66, paragrafo 3, e
all’articolo 68.
(7) Lettera così sostituita dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
Articolo 12
Elaborazione.
1. Ciascuno Stato membro elabora un piano strategico nazionale dopo
l’adozione degli orientamenti strategici comunitari.
Il piano è elaborato in conformità con l’ordinamento istituzionale del rispettivo
Stato membro, in stretta collaborazione sia con la Commissione che con i
partner citati all’articolo 6, e copre il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31
dicembre 2013.
2. Ciascuno Stato membro trasmette alla Commissione il proprio piano
strategico nazionale prima di presentare i programmi di sviluppo rurale.

Articolo 12 bis (8)
Revisione.
1. In seguito al riesame degli orientamenti strategici comunitari di cui
all’articolo 10 del presente articolo, ciascuno Stato membro che riceva, a
decorrere dal 2010, le risorse supplementari derivanti dall’applicazione della
modulazione obbligatoria di cui all’articolo 9, paragrafo 4, e all’articolo 10,
paragrafo 3, nonché, a partire dal 2011, gli importi generati in virtù
dell’articolo 136 del regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, del 19 gennaio
2009, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto
nell’ambito della politica comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore
degli agricoltori , rivede il proprio piano strategico nazionale secondo la
procedura di cui all’articolo 12, paragrafo 1, del presente articolo.
2. Il piano strategico nazionale riveduto di cui al paragrafo 1 del presente
articolo è inviato alla Commissione entro il 30 giugno 2009.
(8) Articolo aggiunto dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

TITOLO II
Impostazione strategica dello sviluppo rurale Capo III
Sorveglianza strategica
Articolo 13
Relazioni di sintesi da parte degli Stati membri.
1. Per la prima volta nel 2010 ed entro il 1° ottobre di ogni secondo anno,
ciascuno Stato membro presenta alla Commissione una relazione di sintesi
sullo stato di attuazione del proprio piano strategico nazionale e dei relativi
obiettivi, nonché sul contributo recato alla realizzazione degli orientamenti
strategici comunitari. L’ultima relazione di sintesi è presentata entro il 1°
ottobre 2014.
2. La relazione di sintesi riassume le relazioni annuali degli anni precedenti di
cui all’articolo 82 e descrive in particolare:
a) gli esiti e i risultati dei programmi di sviluppo rurale in riferimento agli
indicatori presentati nel piano strategico nazionale;
b) i risultati delle valutazioni dei singoli programmi.
3. In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri che hanno presentato un
programma unico ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 2, possono inserire gli
elementi di cui al paragrafo 2 del presente articolo nelle relazioni annuali sullo
stato d’avanzamento di cui all’articolo 82, entro il termine previsto nello stesso
articolo 82.

Articolo 14
Relazione della Commissione.
1. Per la prima volta nel 2011 ed all’inizio di ogni secondo anno, la
Commissione presenta una relazione che sintetizza i principali sviluppi,
tendenze e sfide inerenti all’attuazione dei piani strategici nazionali e degli
orientamenti strategici comunitari. L’ultima relazione della Commissione è
presentata all’inizio del 2015.
Tale relazione si basa sull’analisi e sulla valutazione, da parte della
Commissione, delle relazioni di sintesi degli Stati membri, di cui all’articolo 13,
e di ogni altro elemento informativo disponibile. Essa indica le misure adottate
o che devono essere adottate dagli Stati membri e dalla Commissione per dare
il dovuto seguito alle conclusioni espresse nella relazione. 2. La Commissione trasmette la propria relazione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.

TITOLO III
Programmazione
Capo I
Oggetto della programmazione
Articolo 15
Programmi di sviluppo rurale.
1. Il FEASR interviene negli Stati membri nel quadro di programmi di sviluppo
rurale. Tali programmi attuano la strategia di sviluppo rurale attraverso una
serie di misure raggruppate secondo gli assi definiti nel titolo IV, per la cui
realizzazione si ricorre al sostegno del FEASR.
Ciascun programma di sviluppo rurale copre il periodo dal 1° gennaio 2007 al
31 dicembre 2013.
2. Gli Stati membri possono presentare un unico programma nazionale per
l’insieme del loro territorio, oppure una serie di programmi regionali.
3. Gli Stati membri che procedono a una programmazione a livello regionale
possono presentare per approvazione anche un quadro nazionale contenente
gli elementi comuni di tali programmi.

Articolo 16
Contenuto dei programmi.
Ciascun programma di sviluppo rurale comprende:
a) un’analisi della situazione che evidenzi i punti di forza e di debolezza, la
conseguente strategia scelta e la valutazione ex ante di cui all’articolo 85; b) una giustificazione delle priorità selezionate con riferimento agli
orientamenti strategici comunitari e al piano strategico nazionale, nonché
l’impatto previsto secondo la valutazione ex ante;
c) una descrizione degli assi e delle misure proposte per ciascuno di essi,
compresi gli obiettivi specifici verificabili e gli indicatori di cui all’articolo 81,
che consentono di misurare l’andamento, l’efficienza e l’efficacia del
programma;
d) un piano di finanziamento composto di due tabelle:
– una tabella recante, secondo il disposto dell’articolo 69, paragrafi 4 e 5,
il contributo totale del FEASR preventivato per ogni anno. Se del caso, in
questo importo globale vanno distinti gli stanziamenti destinati alle regioni
ammissibili all’obiettivo di convergenza. Il contributo annuo preventivato del
FEASR deve essere compatibile con le prospettive finanziarie,
– una tabella indicante, per l’intero periodo di programmazione, il
contributo comunitario totale preventivato e il corrispettivo finanziamento
pubblico nazionale per ciascun asse, l’aliquota di partecipazione del FEASR per
ciascun asse e l’importo riservato all’assistenza tecnica. Se del caso, anche in
questa tabella vanno distinti i contributi preventivati del FEASR a favore delle
regioni ammissibili all’obiettivo di convergenza e il corrispettivo finanziamento
pubblico nazionale a favore di tali regioni;
e) per informazione, una ripartizione indicativa degli importi iniziali per
misura in fondi pubblici e privati;
f) se del caso, una tabella sui finanziamenti nazionali aggiunti per asse in
conformità dell’articolo 89;
g) gli elementi necessari alla valutazione ai sensi delle norme sulla
concorrenza e, se del caso, l’elenco dei regimi di aiuto autorizzati a norma
degli articoli 87, 88 e 89 del trattato che saranno utilizzati per l’attuazione dei
programmi;
h) informazioni sulla complementarietà con le misure finanziate dagli altri
strumenti della politica agricola comune, attraverso la politica di coesione e
dallo strumento comunitario di sostegno alla pesca;
i) le modalità di attuazione del programma, segnatamente:
i) designazione da parte dello Stato membro di tutte le autorità di cui
all’articolo 74, paragrafo 2, e, per informazione, descrizione sintetica della
struttura di gestione e di controllo;
ii) descrizione dei sistemi di sorveglianza e valutazione, nonché
composizione del comitato di sorveglianza; iii) le disposizioni volte a dare adeguata pubblicità al programma;
j) designazione dei partner di cui all’articolo 6 e risultati delle consultazioni
con i partner stessi.

Articolo 16 bis (9)
Operazioni specifiche connesse a talune priorità.
1. A decorrere dal 1° gennaio 2010, gli Stati membri prevedono nei programmi
di sviluppo rurale, in funzione delle loro particolari esigenze, tipi di operazioni
rispondenti alle seguenti priorità, enunciate negli orientamenti strategici
comunitari e meglio specificate nei piani strategici nazionali:
a) cambiamenti climatici;
b) energie rinnovabili;
c) gestione delle risorse idriche;
d) biodiversità;
e) misure di accompagnamento della ristrutturazione del settore lattierocaseario;
f) innovazione connessa alle priorità di cui alle lettere a), b), c) e d).
I tipi di operazioni da collegare alle priorità menzionate al primo comma sono
finalizzati a produrre effetti quali gli effetti potenziali di cui all’allegato II. Un
elenco indicativo di tali tipi di operazioni e dei loro effetti potenziali è riportato
in tale allegato.
I programmi di sviluppo rurale riveduti relativi alle operazioni di cui al presente
paragrafo sono presentati alla Commissione entro il 30 giugno 2009.
2. A decorrere dal 1° gennaio 2010, per i tipi di operazioni di cui al paragrafo
1, le aliquote del sostegno fissate nell’allegato I possono essere maggiorate di
10 punti percentuali.
3. A decorrere dal 1° gennaio 2010, ciascun programma di sviluppo rurale
comprende anche: a) l’elenco dei tipi di operazioni e le informazioni di cui all’articolo 16,
lettera c), relative ai tipi specifici di operazioni di cui al paragrafo 1 del
presente articolo;
b) una tabella indicante, per il periodo 1° gennaio 2010-31 dicembre 2013,
il contributo comunitario totale per i tipi di operazioni di cui al paragrafo 1 del
presente articolo.
4. Per i nuovi Stati membri ai sensi dell’articolo 2, lettera g), del regolamento
(CE) n. 73/2009, la data di decorrenza di cui alle frasi introduttive dei paragrafi
1 e 3 è il 1° gennaio 2013, la data per la presentazione dei programmi di
sviluppo rurale riveduti di cui al paragrafo 1 è il 30 giugno 2012 e il periodo di
cui al paragrafo 3, lettera b), va dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013.
5. I paragrafi 1, 3 e 4 non si applicano alla Bulgaria e alla Romania.
(9) Articolo aggiunto dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 17
Equilibrio tra gli obiettivi.
1. Il contributo finanziario della Comunità a favore di ognuno dei tre obiettivi di
cui all’articolo 4 copre almeno il 10% del contributo totale del FEASR destinato
al programma per gli assi 1 e 3 di cui al titolo IV, capo I, sezioni 1 e 3, mentre
almeno il 25% del contributo totale del Fondo va all’asse 2 di cui al titolo IV,
capo I, sezione 2. Quanto ai programmi a favore dei dipartimenti francesi
d’oltremare, il contributo finanziario minimo della Comunità per l’asse 2 è pari
al 10%.
2. Un importo pari ad almeno il 5% del contributo totale del FEASR al
programma è riservato all’asse 4 di cui al titolo IV, capo I, sezione 4. Detto
importo contribuisce a formare le percentuali di cui al paragrafo 1. Per la
Repubblica ceca, l’Estonia, Cipro, la Lettonia, la Lituania, l’Ungheria, Malta, la
Polonia, la Slovenia e la Slovacchia, il contributo finanziario minimo della
Comunità destinato all’asse 4, pari al 5%, può essere introdotto gradualmente
nell’arco del periodo di programmazione in modo tale che a tale asse venga
riservata una media di almeno il 2,5% del contributo totale del FEASR.
Per la Bulgaria e la Romania, nel periodo 2010.2013 si rispetta una percentuale
media del 2,5% almeno del contributo totale del FEASR per l’asse 4. Per il
calcolo di tale percentuale si tiene conto di tutti i contributi concessi dal FEASR
per tale asse nel periodo 2007.2009
(10)
. 3. Gli importi equivalenti a quelli derivanti dall’applicazione della modulazione
obbligatoria ai sensi dell’articolo 69, paragrafo 5 bis, non sono presi in conto
nel contributo totale del FEASR sulla cui base è calcolato il contributo
finanziario minimo della Comunità per asse a norma dei paragrafi 1 e 2 del
presente articolo
(11)
.
(10) Comma aggiunto dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1463/2006, con
decorrenza indicata al suo articolo 2.
(11) Paragrafo aggiunto dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

TITOLO III
Programmazione
Capo II
Elaborazione, approvazione e riesame
Articolo 18
Elaborazione e approvazione.
1. Gli Stati membri elaborano i programmi di sviluppo rurale in stretta
cooperazione con i partner di cui all’articolo 6.
2. Per ciascun programma di sviluppo rurale, gli Stati membri presentano alla
Commissione una proposta contenente tutti gli elementi elencati all’articolo 16.
3. La Commissione valuta i programmi proposti sotto l’aspetto della coerenza
con gli orientamenti strategici comunitari con il piano strategico nazionale e
con il presente regolamento.
Ove la Commissione ritenga che un programma di sviluppo rurale non sia
coerente con gli orientamenti strategici comunitari, con il piano strategico
nazionale o con il presente regolamento, essa invita lo Stato membro a
rivedere conseguentemente la propria proposta.
4. I programmi di sviluppo rurale sono approvati secondo la procedura di cui
all’articolo 90, paragrafo 2.
Articolo 19
Riesame.
1. I programmi di sviluppo rurale sono riesaminati e, se necessario, adeguati
per il resto del periodo dallo Stato membro, previa approvazione del comitato
di sorveglianza. Questo riesame è effettuato sulla base delle risultanze delle
valutazioni e delle relazioni della Commissione, in particolare allo scopo di
rafforzare o adeguare la presa in considerazione delle priorità comunitarie.
2. La Commissione adotta una decisione in merito alle richieste di revisione dei
programmi presentate dagli Stati membri dopo la presentazione delle richieste
stesse, secondo la procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2. Le modifiche
che devono essere approvate con decisione della Commissione sono definite
secondo la procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 1
Asse 1
Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale
Articolo 20
Misure.
Il sostegno alla competitività dei settori agricolo e forestale si esplica
attraverso le seguenti misure:
a) misure intese a promuovere la conoscenza e sviluppare il potenziale
umano, in particolare:
i) azioni nel campo della formazione professionale e dell’informazione,
inclusa la diffusione di conoscenze scientifiche e pratiche innovative, rivolte agli
addetti dei settori agricolo, alimentare e forestale; ii) insediamento di giovani agricoltori;
iii) prepensionamento degli imprenditori e dei lavoratori agricoli;
iv) utilizzo dei servizi di consulenza da parte degli imprenditori agricoli e
dei detentori di aree forestali;
v) avviamento di servizi di consulenza aziendale, di sostituzione e di
assistenza alla gestione delle aziende agricole, nonché di servizi di consulenza
forestale;
b) misure intese a ristrutturare e sviluppare il capitale fisico e promuovere
l’innovazione, in particolare:
i) ammodernamento delle aziende agricole;
ii) accrescimento del valore economico delle foreste;
iii) accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali;
iv) cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie
nei settori agricolo e alimentare, nonché nel settore forestale;
v) miglioramento e sviluppo delle infrastrutture in parallelo con lo sviluppo
e l’adeguamento dell’agricoltura e della silvicoltura;
vi) ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità
naturali e introduzione di adeguate misure di prevenzione;
c) misure intese a migliorare la qualità della produzione e dei prodotti
agricoli, in particolare:
i) sostegno agli agricoltori per conformarsi alle norme rigorose basate
sulla legislazione comunitaria;
ii) sostegno agli agricoltori che partecipano ai sistemi di qualità
alimentare;
iii) sostegno alle associazioni di produttori per attività di informazione e
promozione riguardo ai prodotti che rientrano nei sistemi di qualità alimentare;
d) misure transitorie riguardanti:
i) il sostegno alle aziende agricole di semisussistenza in via di
ristrutturazione (per Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Cipro, Lettonia,
Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Romania, Slovenia e Slovacchia); ii) il sostegno alla costituzione di associazioni di produttori (per Bulgaria,
Repubblica ceca, Estonia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia,
Romania, Slovenia e Slovacchia);
iii) il sostegno alle aziende agricole in via di ristrutturazione, ivi compresa
la diversificazione in attività estranee all’agricoltura, dovuta alla riforma di
dell’organizzazione comune di mercato
(12)
.
(12) Lettera inizialmente modificata dall’articolo 1 del regolamento (CE) n.
1463/2006, con decorrenza indicata al suo articolo 2 e successivamente così
sostituita dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 1
Asse 1
Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale
Sottosezione 1
Condizioni per le misure intese a promuovere la conoscenza e
sviluppare il potenziale umano
Articolo 21
Azioni nel campo della formazione professionale e dell’informazione.
Il sostegno di cui all’articolo 20, lettera a), punto i), non comprende i corsi o i
tirocini che rientrano in programmi o cicli normali dell’insegnamento
agrosilvicolo medio o superiore.
Articolo 22
Insediamento di giovani agricoltori.
1. Il sostegno di cui all’articolo 20, lettera a), punto ii), è concesso ad
agricoltori:
a) di età inferiore a 40 anni che si insediano per la prima volta in
un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda;
b) che possiedono conoscenze e competenze professionali adeguate;
c) che presentano un piano aziendale per lo sviluppo dell’attività agricola.
2. Il sostegno è concesso fino al massimale fissato nell’allegato I
(13)
.
(13) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 23
Prepensionamento.
1. Il sostegno di cui all’articolo 20, lettera a), punto iii), è concesso:
a) ad agricoltori che decidono di abbandonare l’attività agricola e di cedere
l’azienda ad altri agricoltori;
b) a lavoratori agricoli che decidono di abbandonare definitivamente
l’attività agricola al momento della cessione.
2. Il cedente deve:
a) avere, al momento della cessione dell’azienda, almeno 55 anni, senza
aver raggiunto l’età normale di pensionamento, o non più di 10 anni meno
dell’età normale di pensionamento nello Stato membro di cui trattasi;
b) abbandonare definitivamente ogni attività agricola a fini commerciali;
c) aver esercitato l’attività agricola nei dieci anni che precedono la cessione.
3. Il rilevatario deve:
a) subentrare al cedente insediandosi come previsto all’articolo 22; oppure b) essere un imprenditore agricolo di età inferiore a 50 anni o un’entità di
diritto privato e rilevare l’azienda agricola del cedente al fine di ingrandire la
propria azienda agricola.
4. Il lavoratore agricolo deve:
a) avere almeno 55 anni, senza aver raggiunto l’età normale di
pensionamento, o non più di 10 anni meno dell’età normale di pensionamento
nello Stato membro di cui trattasi;
b) aver dedicato all’agricoltura, nei cinque anni che precedono la
cessazione, almeno la metà del proprio tempo di lavoro come coadiuvante
familiare o lavoratore agricolo;
c) aver lavorato nell’azienda del cedente almeno l’equivalente di due anni a
tempo pieno nei quattro anni che precedono il prepensionamento del cedente
stesso;
d) essere iscritto a un regime di previdenza sociale.
5. La durata complessiva del sostegno al prepensionamento è limitata ad un
massimo di 15 anni per il cedente e per il lavoratore agricolo. Essa non
oltrepassa il settantesimo compleanno del cedente e la normale età di
pensionamento del lavoratore.
Qualora, nel caso di un cedente, lo Stato membro corrisponda una pensione di
anzianità, il sostegno al prepensionamento è versato, a titolo integrativo, in
funzione dell’importo della pensione nazionale.
6. L’importo massimo ammissibile del sostegno è fissato nell’allegato I
(14)
.
(14) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 24
Utilizzo di servizi di consulenza.
1. Il sostegno di cui all’articolo 20, lettera a), punto iv), è concesso allo scopo
di aiutare gli imprenditori agricoli e i detentori di aree forestali a sostenere le
spese di consulenza per migliorare il rendimento globale della loro azienda.
Il servizio di consulenza agli agricoltori copre almeno: a) i criteri di gestione obbligatori e le buone condizioni agronomiche e
ambientali di cui agli articoli 4 e 5 e agli allegati III e IV del regolamento (CE)
n. 1782/2003;
b) i requisiti in materia di sicurezza sul lavoro prescritti dalla normativa
comunitaria.
2. Il sostegno per il ricorso a servizi di consulenza è limitato ai massimali fissati
nell’allegato I
(15)
.
(15) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 25
Avviamento di servizi di assistenza alla gestione, di sostituzione e di
consulenza aziendale.
Il sostegno di cui all’articolo 20, lettera a), punto v), è concesso a copertura
dei costi di avviamento di servizi di gestione delle aziende agricole, di
sostituzione nelle aziende agricole e di consulenza nelle aziende agricole
nonché di consulenza forestale ed è decrescente nell’arco di un periodo
massimo di cinque anni a decorrere dal momento dell’avviamento di detti
servizi.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 1
Asse 1
Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale Sottosezione 2
Condizioni per le misure intese a ristrutturare e sviluppare il capitale
fisico e a promuovere l’innovazione
Articolo 26
Ammodernamento delle aziende agricole.
1. Il sostegno di cui all’articolo 20 lettera b), punto i), è concesso agli
agricoltori per investimenti materiali e/o immateriali che:
a) migliorino il rendimento globale dell’azienda agricola; e
b) siano conformi alle norme comunitarie applicabili all’investimento
interessato.
Se gli investimenti sono effettuati allo scopo di ottemperare ai requisiti
comunitari, il sostegno può essere concesso solo per quegli investimenti che
siano finalizzati al rispetto di requisiti comunitari di nuova introduzione. In tal
caso, all’azienda agricola può essere accordata una proroga non superiore a 36
mesi dalla data in cui il nuovo requisito acquista efficacia vincolante nei suoi
confronti, affinché la stessa possa conformarsi ad esso.
Nel caso di giovani agricoltori beneficiari del sostegno di cui all’articolo 20,
lettera a), punto ii), detto sostegno può essere concesso per quegli
investimenti che siano finalizzati al rispetto dei requisiti comunitari esistenti, se
specificati nel piano aziendale di cui all’articolo 22, paragrafo 1, lettera c). La
proroga entro cui occorre conformarsi al requisito non può superare i 36 mesi
dalla data di insediamento.
2. Il sostegno è limitato ai massimali fissati nell’allegato I
(16)
.
(16) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 27
Accrescimento del valore economico delle foreste.
1. Il sostegno agli investimenti di cui all’articolo 20, lettera b), punto ii), è
concesso solo per boschi e foreste di proprietà di privati o di loro associazioni
ovvero di comuni o di loro associazioni. Tale restrizione non si applica alle
foreste tropicali o subtropicali e alle zone boschive dei territori delle Azzorre, di Madera, delle isole Canarie, delle isole minori del Mar Egeo ai sensi del
regolamento (CEE) n. 2019/93 e dei dipartimenti francesi d’oltremare.
2. Gli investimenti si basano su piani di gestione forestale per aziende forestali
al di sopra di una determinata dimensione definita dagli Stati membri nei
rispettivi programmi.
3. Il sostegno è limitato ai massimali fissati nell’allegato I
(17)
.
(17) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 28
Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali.
1. Il sostegno di cui all’articolo 20, lettera b), punto iii), è concesso per
investimenti materiali e/o immateriali:
a) diretti a migliorare il rendimento globale dell’impresa;
b) riguardanti:
– la trasformazione e/o la commercializzazione dei prodotti di cui
all’allegato I del trattato, esclusi i prodotti della pesca, e dei prodotti della
silvicoltura, e/o
– lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie connessi ai prodotti di
cui all’allegato I del trattato, esclusi i prodotti della pesca, e ai prodotti della
silvicoltura;
c) che rispettino i requisiti comunitari applicabili all’investimento
interessato.
Se gli investimenti sono effettuati allo scopo di ottemperare ai requisiti
comunitari, il sostegno può essere concesso solo per quegli investimenti che
siano realizzati da microimprese ai sensi del paragrafo 2 e finalizzati al rispetto
di requisiti comunitari di nuova introduzione. In tal caso, all’impresa può essere
accordata una proroga non superiore a 36 mesi dalla data in cui il nuovo
requisito acquista efficacia vincolante nei suoi confronti, per conformarvisi.
2. Il sostegno è limitato ai massimali fissati nell’allegato I
(18)
. 3. Il sostegno di cui al paragrafo 1, all’aliquota massima, è limitato alle
microimprese e alle piccole e medie imprese ai sensi della raccomandazione
2003/361/CE della Commissione. Per i territori delle Azzorre, di Madera, delle
isole Canarie, delle isole minori del Mar Egeo ai sensi del regolamento (CEE) n.
2019/93 e dei dipartimenti francesi d’oltremare, non si applicano limiti nelle
dimensioni per l’aliquota massima. Per le imprese cui non si applica l’articolo 2,
paragrafo 1, di detta raccomandazione, che occupano meno di 750 persone o il
cui fatturato annuo non supera i 200 milioni di EUR, l’intensità massima degli
aiuti è dimezzata. Nel caso delle foreste, il sostegno è limitato alle
microimprese.
Il sostegno non può essere concesso ad imprese in difficoltà ai sensi degli
orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la
ristrutturazione di imprese in difficoltà
(19)
.
(18) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
(19) Pubblicati nella G.U.U.E. 1° ottobre 2004, n. C 244.

Articolo 29
Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori
agricolo e alimentare e in quello forestale.
1. Il sostegno di cui all’articolo 20, lettera b), punto iv), è concesso per
promuovere la cooperazione tra produttori primari nei settori agricolo e
forestale, l’industria di trasformazione e/o terze parti. La cooperazione
interessa almeno due operatori, dei quali almeno uno è un produttore primario
o appartiene all’industria di trasformazione
(20)
.
2. Il sostegno contribuisce alla copertura dei costi sostenuti per la
cooperazione.
(20) Frase aggiunta dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
Articolo 30
Infrastrutture connesse allo sviluppo e all’adeguamento dell’agricoltura e della
silvicoltura.
Il sostegno di cui all’articolo 20, lettera b), punto v), può avere per oggetto, in
particolare, operazioni concernenti l’accesso ai terreni agricoli e forestali, la
ricomposizione e il miglioramento fondiari, l’approvvigionamento energetico e
la gestione idrica.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 1
Asse 1
Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale
Sottosezione 3
Condizioni per le misure finalizzate a migliorare la qualità della
produzione e dei prodotti agricoli
Articolo 31
Rispetto delle norme basate sulla legislazione comunitaria eto.
1. Il sostegno di cui all’articolo 20, lettera c), punto i), contribuisce
parzialmente alla copertura dei costi sostenuti ed all’indennizzo per la perdita
di reddito derivante dall’applicazione delle norme in materia di tutela
dell’ambiente, sanità pubblica, salute delle piante e degli animali, benessere
degli animali e sicurezza sul lavoro.
Tali norme devono essere di recente introduzione nella legislazione nazionale di
attuazione della normativa comunitaria ed imporre nuovi obblighi o vincoli alle
pratiche agricole, aventi un impatto considerevole sui normali costi di esercizio
dell’azienda e applicabili ad un numero rilevante di agricoltori. 2. Il sostegno è concesso su base annua sotto forma di aiuto forfettario,
temporaneo e decrescente, per un periodo massimo di cinque anni a decorrere
dalla data in cui la nuova norma acquista efficacia vincolante in forza della
normativa comunitaria. Il sostegno è limitato al massimale fissato nell’allegato
I
(21)
.
(21) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 32
Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare.
1. Il sostegno di cui all’articolo 20, lettera c), punto ii), è concesso:
a) unicamente per prodotti agricoli destinati al consumo umano;
b) in relazione a sistemi di qualità alimentare comunitari o riconosciuti dagli
Stati membri, rispondenti a precisi criteri da definirsi secondo la procedura di
cui all’articolo 90, paragrafo 2: non sono ammissibili al sostegno i sistemi il cui
unico scopo è fornire un controllo più severo del rispetto delle norme
obbligatorie nell’ambito della normativa comunitaria nazionale;
c) a titolo di incentivo, sotto forma di erogazione annuale il cui importo sarà
determinato in funzione dell’ammontare dei costi fissi occasionati dalla
partecipazione ai suddetti sistemi di qualità, per un periodo massimo di cinque
anni.
2. Il sostegno è limitato agli importi massimi fissati nell’allegato I
(22)
.
(22) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 33
Attività di informazione e promozione.Il sostegno di cui all’articolo 20, lettera c), punto iii), si applica ai prodotti
tutelati dai sistemi di qualità di cui all’articolo 32. Il sostegno è limitato alle
aliquote massime fissate nell’allegato I
(23)
.
(23) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 1
Asse 1
Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale
Sottosezione 4
Condizioni per le misure transitorie
Articolo 34
Agricoltura di semisussistenza.
1. Il sostegno di cui all’articolo 20, lettera d), punto i), a favore delle aziende
agricole che producono prevalentemente per autoconsumo e commercializzano
sussidiariamente una parte della loro produzione («aziende agricole di
semisussistenza»), è concesso agli agricoltori che presentano un piano
aziendale.
2. L’andamento del piano aziendale di cui al paragrafo 1 è valutato al termine
di tre anni.
3. Il sostegno è erogato sotto forma di aiuto forfettario, limitatamente al
massimale fissato nell’allegato I
(24)
, per un periodo massimo di cinque anni.
4. Il sostegno è concesso agli agricoltori la cui domanda è accolta entro il 31
dicembre 2013. (24) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 35
Associazioni di produttori.
1. Il sostegno di cui all’articolo 20, lettera d), punto ii), è inteso a favorire la
costituzione e il funzionamento amministrativo di associazioni di produttori
aventi come finalità:
a) l’adeguamento della produzione e dei prodotti dei soci alle esigenze del
mercato;
b) la commercializzazione collettiva dei prodotti, compresi il
condizionamento per la vendita, la vendita centralizzata e la fornitura
all’ingrosso;
c) la definizione di norme comuni in materia di informazione sulla
produzione, con particolare riguardo al raccolto e alla disponibilità dei prodotti.
2. Il sostegno è concesso sotto forma di aiuto forfettario erogato in rate
annuali per i primi cinque anni successivi alla data di riconoscimento
dell’associazione di produttori. Esso è calcolato sulla base della produzione
annua commercializzata dall’associazione, limitatamente ai massimali fissati
nell’allegato I
(25)
.
3. Il sostegno è concesso alle associazioni di produttori ufficialmente
riconosciute dalle autorità competenti degli Stati membri interessati entro il 31
dicembre 2013.
(25) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 35 bis (26)
Aziende agricole in via di ristrutturazione dovuta alla riforma
dell’organizzazione comune di mercato.1. Il sostegno previsto all’articolo 20, lettera d), punto iii), per le aziende
agricole in via di ristrutturazione, ivi compresa la diversificazione in attività
estranee all’agricoltura, dovuta alla riforma di un’organizzazione comune di
mercato, è concesso agli agricoltori i cui pagamenti diretti sono ridotti a partire
dal 2010 di oltre il 25% rispetto al 2009 in conformità del regolamento (CE) n.
1782/2003 e che presentano un piano aziendale.
2. L’andamento del piano aziendale di cui al paragrafo 1 è valutato dopo dodici
mesi.
3. Il sostegno è erogato sotto forma di aiuto forfetario decrescente e solo negli
anni 2011, 2012 e 2013. Il sostegno è limitato al massimale fissato
nell’allegato I e, in ogni caso, non supera il 50% della riduzione dei pagamenti
diretti rispetto al 2009 in conformità del regolamento (CE) n. 1782/2003.
(26) Articolo aggiunto dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 2
Asse 2
Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale
Articolo 36
Misure.
Il sostegno di cui alla presente sezione riguarda le seguenti misure:
a) misure intese a promuovere l’utilizzo sostenibile dei terreni agricoli, in
particolare:
i) indennità a favore degli agricoltori delle zone montane;
ii) indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da
svantaggi naturali, diverse dalle zone montane; iii) indennità Natura 2000 e indennità connesse alla direttiva 2000/60/CE;
iv) pagamenti agroambientali;
v) pagamenti per il benessere degli animali;
vi) sostegno agli investimenti non produttivi;
b) misure intese a promuovere l’utilizzo sostenibile delle superfici forestali,
in particolare:
i) imboschimento di terreni agricoli;
ii) primo impianto di sistemi agroforestali su terreni agricoli;
iii) imboschimento di superfici non agricole;
iv) indennità Natura 2000;
v) pagamenti silvoambientali;
vi) ricostituzione del potenziale forestale e interventi preventivi;
vii) sostegno agli investimenti non produttivi.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 2
Asse 2
Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale
Sottosezione 1
Condizioni per le misure finalizzate a promuovere l’utilizzo sostenibile
dei terreni agricoli Articolo 37
Indennità a favore delle zone montane e di altre zone caratterizzate da
svantaggi naturali.
1. Le indennità di cui all’articolo 36, lettera a), punti i) e ii), sono versate
annualmente per ettaro di superficie agricola utilizzata («SAU») ai sensi della
decisione 2000/115/CE della Commissione, del 24 novembre 1999, relativa alle
definizioni delle caratteristiche, all’elenco dei prodotti agricoli, alle eccezioni
alle definizioni e alle regioni e circoscrizioni per la realizzazione delle indagini
comunitarie sulla struttura delle aziende agricole.
Le indennità sono intese a compensare gli agricoltori dei costi aggiuntivi e della
perdita di reddito derivanti dagli svantaggi che ostacolano la produzione
agricola nella zona interessata.
2. Possono beneficiare delle indennità gli agricoltori che si impegnano a
proseguire l’attività agricola nelle zone designate ai sensi dell’articolo 50,
paragrafi 2 e 3, per almeno cinque anni a decorrere dal primo pagamento.
3. Gli importi erogabili sono fissati tra i valori minimi e massimi di cui
all’allegato I
(27)
.
Possono essere concesse indennità superiori all’importo massimo, in casi
debitamente giustificati, purché l’importo medio di tutte le indennità concesse
a livello di Stato membro non superi tale massimale.
4. Le indennità sono decrescenti al di sopra di un limite minimo di superficie
per azienda da definirsi in sede di programma.
(27) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 38
Indennità Natura 2000 e indennità connesse alla direttiva 2000/60/CE.
1. Le indennità di cui all’articolo 36, lettera a), punto iii), sono versate
annualmente agli agricoltori per ettaro di SAU per compensare i costi e la
perdita di reddito derivanti dagli svantaggi, nelle zone interessate, connessi
all’attuazione delle direttive 79/409/CEE, 92/43/CEE e 2000/60/CE.
2. Il sostegno è limitato ai massimali fissati nell’allegato I
(28)
. Per le indennità
connesse alla direttiva 2000/60/CE, incluso l’importo massimo del sostegno, sono stabilite modalità di applicazione conformemente alla procedura di cui
all’articolo 90, paragrafo 2.
(28) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 39
Pagamenti agroambientali.
1. Il sostegno di cui all’articolo 36, lettera a), punto iv), è concesso dagli Stati
membri per tutto il territorio secondo le specifiche esigenze.
2. I pagamenti agroambientali sono erogati agli agricoltori che assumono
volontariamente impegni agroambientali. I pagamenti agroambientali possono
essere concessi anche ad altri gestori del territorio, quando ciò sia giustificato
ai fini della realizzazione di obiettivi ambientali.
3. I pagamenti agroambientali riguardano soltanto quegli impegni che vanno al
di là delle specifiche norme obbligatorie stabilite in applicazione degli articoli 4
e 5 e degli allegati III e IV del regolamento (CE) n. 1782/2003 e dei requisiti
minimi relativi all’uso di fertilizzanti e prodotti fitosanitari e di altre specifiche
norme obbligatorie prescritte dalla legislazione nazionale e citate nel
programma.
La durata degli impegni come regola generale è compresa tra cinque e sette
anni. Se necessario e giustificato, può essere stabilita una durata superiore in
conformità della procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2, per particolari tipi
di impegni.
Gli Stati membri possono porre fine a tali impegni senza che il beneficiario
interessato abbia l’obbligo di rimborsare il sostegno già ricevuto, a condizione
che:
a) il sostegno a titolo del regolamento (CE) n. 73/2009 venga reso
nuovamente disponibile nel quadro di norme che producano effetti
agroambientali globali equivalenti a quelli della misura agroambientale
cessata;
b) tale sostegno non sia finanziariamente meno favorevole per il
beneficiario interessato;
c) il beneficiario interessato sia informato di tale possibilità nel momento in
cui assume i suoi impegni
(29)
. 4. I pagamenti sono versati annualmente per compensare i costi aggiuntivi e il
mancato guadagno derivanti dall’impegno assunto. Se necessario, essi possono
coprire anche i costi dell’operazione. Se del caso, i beneficiari possono essere
selezionati tramite bandi di gara, applicando criteri di efficienza economica e
ambientale.
Il sostegno è limitato all’importo massimo fissato nell’allegato I
(30)
.
5. Può essere previsto un sostegno alla conservazione delle risorse genetiche in
agricoltura per le operazioni non contemplate dai paragrafi da 1 a 4.
(29) Comma aggiunto dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
(30) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 40
Pagamenti per il benessere degli animali.
1. I pagamenti per il benessere degli animali di cui all’articolo 36, lettera a),
punto v), sono concessi agli agricoltori che assumono volontariamente impegni
per il benessere degli animali.
2. I pagamenti per il benessere degli animali riguardano soltanto quegli
impegni che vanno al di là dei pertinenti requisiti obbligatori stabiliti in
applicazione dell’articolo 4 e dell’allegato III del regolamento (CE) n.
1782/2003 e di altri pertinenti requisiti obbligatori prescritti dalla legislazione
nazionale e citati nel programma.
La durata degli impegni come regola generale è compresa tra cinque e sette
anni. Se necessario e giustificato, può essere stabilita una durata superiore in
conformità della procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2, per particolari tipi
di impegni.
3. I pagamenti sono versati annualmente per compensare i costi aggiuntivi e la
perdita di reddito derivanti dall’impegno assunto; se necessario, essi possono
eventualmente coprire anche i costi dell’operazione.
Il sostegno è limitato all’importo massimo fissato nell’allegato I
(31)
. (31) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 41
Investimenti non produttivi.
Il sostegno di cui all’articolo 36, lettera a), punto vi), è concesso per:
a) investimenti connessi all’adempimento degli impegni assunti ai sensi
della misura di cui all’articolo 36, lettera a), punto iv), o di altri obiettivi
agroambientali;
b) investimenti aziendali che valorizzano in termini di pubblica utilità le
zone Natura 2000 interessate o altre zone di grande pregio naturale definite
nel programma.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 2
Asse 2
Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale
Sottosezione 2
Condizioni per le misure intese a promuovere l’utilizzazione sostenibile
dei terreni forestali
Articolo 42
Condizioni generali.1. Il sostegno di cui alla presente sottosezione è concesso solo per zone
boschive e foreste di proprietà di privati o di loro associazioni ovvero di comuni
o di loro associazioni. Tale restrizione non si applica alle foreste tropicali o
subtropicali e alle zone boschive dei territori delle Azzorre, di Madera, delle
isole Canarie, delle isole minori del Mar Egeo ai sensi del regolamento (CE) n.
2019/93 e dei dipartimenti francesi d’oltremare.
Tale restrizione non si applica alle misure previste all’articolo 36, lettera b),
punti i), iii), vi) e vii).
2. Le misure proposte in virtù della presente sottosezione per le zone forestali
classificate ad alto o medio rischio di incendio nel quadro dell’azione
comunitaria per la protezione delle foreste contro gli incendi sono conformi ai
piani di protezione delle foreste stabiliti dagli Stati membri per tali zone.

Articolo 43
Imboschimento di terreni agricoli.
1. Il sostegno di cui all’articolo 36, lettera b), punto i), copre soltanto uno o più
dei seguenti elementi:
a) i costi di impianto;
b) un premio annuale per ettaro imboschito, a copertura dei costi di
manutenzione per un periodo massimo di cinque anni;
c) un premio annuale per ettaro, inteso a compensare le perdite di reddito
provocate dall’imboschimento per un periodo massimo di 15 anni, a favore
degli agricoltori o delle relative associazioni che hanno coltivato la terra prima
dell’imboschimento o di qualsiasi altra persona fisica o entità di diritto privato.
2. Il sostegno per l’imboschimento di terreni agricoli di proprietà pubblica copre
unicamente i costi di impianto. Se i terreni agricoli da imboschire sono affittati
da persone fisiche o entità di diritto privato, i premi annuali di cui al paragrafo
1 possono essere corrisposti agli affittuari.
3. l sostegno per l’imboschimento di terreni agricoli non è concesso:
a) ad agricoltori che beneficiano del sostegno al prepensionamento;
b) per l’impianto di abeti natalizi. In caso di imboschimento con specie a rapido accrescimento coltivate a breve
durata, il sostegno per l’imboschimento è concesso unicamente a copertura dei
costi di impianto.
4. Il sostegno a favore degli agricoltori o di altre persone fisiche e entità di
diritto privato è limitato ai massimali fissati nell’allegato I
(32)
.
(32) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 44
Primo impianto di sistemi agroforestali su terreni agricoli.
1. Il sostegno di cui all’articolo 36, lettera b), punto ii), è concesso agli
agricoltori per la creazione di sistemi agroforestali che abbinano silvicoltura e
agricoltura estensiva. Esso copre i costi di impianto.
2. Per sistema agroforestale si intende un sistema di utilizzazione del suolo nel
quale l’arboricoltura forestale è associata all’agricoltura sulla stessa superficie.
3. Il sostegno non è concesso per l’impianto di abeti natalizi e di specie a
rapido accrescimento coltivate a breve durata.
4. Il sostegno è limitato ai massimali fissati nell’allegato I
(33)
.
(33) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 45
Imboschimento di superfici non agricole.
1. Il sostegno di cui all’articolo 36, lettera b), punto iii), per l’imboschimento di
superfici non ammissibili alla misura di cui all’articolo 36, lettera b), punto i) è
concesso a copertura dei costi di impianto. Per i terreni agricoli incolti, il
sostegno copre anche il premio annuale di cui all’articolo 43, paragrafo 1,
lettera b). 2. Il sostegno non è concesso per l’impianto di abeti natalizi.
3. Quando il sostegno a copertura dei costi di impianto è concesso a persone
fisiche o entità di diritto privato, esso si limita ai massimali fissati nell’allegato I
(34)
.
(34) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 46
Indennità Natura 2000.
Le indennità di cui all’articolo 36, lettera b), punto iv), sono versate
annualmente per ettaro di superficie forestale ai privati proprietari di foreste o
alle loro associazioni per compensare i costi e il mancato guadagno derivanti
dai vincoli imposti all’uso del bosco o della foresta dalle direttive 79/409/CEE e
92/43/CEE nelle zone interessate. Gli importi erogabili sono fissati tra i valori
minimi e massimi di cui all’allegato I
(35)
.
(35) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 47
Pagamenti per interventi silvoambientali.
1. pagamenti di cui all’articolo 36, lettera b), punto v), sono concessi per
ettaro di superficie forestale ai beneficiari che assumono volontariamente
impegni silvoambientali. I pagamenti silvoambientali riguardano soltanto quegli
impegni che vanno al di là dei pertinenti requisiti obbligatori.
La durata degli impegni come regola generale è compresa tra cinque e sette
anni. Se necessario e giustificato, può essere stabilita una durata superiore in
conformità della procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2, per particolari tipi
di impegni. 2. I pagamenti sono intesi a compensare i costi aggiuntivi e la perdita di
reddito derivanti dall’impegno assunto. Gli importi erogabili sono fissati tra i
valori minimi e massimi di cui all’allegato I
(36)
.
(36) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 48
Ricostituzione del potenziale forestale e interventi preventivi.
1. Il sostegno di cui all’articolo 36, lettera b), punto vi), è concesso per la
ricostituzione del potenziale forestale danneggiato da disastri naturali e da
incendi, nonché per la realizzazione di adeguati interventi preventivi.
2. Le misure di prevenzione degli incendi boschivi riguardano le foreste
classificate ad alto o medio rischio d’incendio dai piani di protezione delle
foreste degli Stati membri.

Articolo 49
Investimenti non produttivi.
Il sostegno di cui all’articolo 36, lettera b), punto vii), è concesso per
investimenti forestali:
a) connessi all’adempimento degli impegni assunti ai sensi della misura di
cui all’articolo 36, lettera b), punto v), oppure di altri obiettivi ambientali;
b) intesi a valorizzare in termini di pubblica utilità le foreste e i boschi della
zona interessata.

TITOLO IV Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 2
Asse 2
Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale
Sottosezione 3
Designazione delle zone
Articolo 50
Zone ammissibili al sostegno.
1. Gli Stati membri designano le zone ammissibili alle indennità di cui
all’articolo 36, lettera a), punti i), ii) e iii), e lettera b), punti i), iii), iv) e vi),
tenendo conto dei paragrafi da 2 a 5 del presente articolo.
2. Al fine dell’eleggibilità delle indennità di cui all’articolo 36, lettera a), punto
i), le zone montane sono quelle caratterizzate da una notevole limitazione delle
possibilità di utilizzazione della terra e da un notevole aumento del costo del
lavoro, dovuti:
a) all’esistenza di condizioni climatiche molto difficili a causa dell’altitudine,
che si traducono in un periodo vegetativo nettamente abbreviato;
b) in zone di altitudine inferiore, all’esistenza nella maggior parte del
territorio di forti pendii che rendono impossibile la meccanizzazione o
richiedono l’impiego di materiale speciale assai oneroso, ovvero a una
combinazione dei due fattori, quando lo svantaggio derivante da ciascuno di
questi fattori presi separatamente è meno accentuato, ma la loro combinazione
comporta uno svantaggio equivalente.
Le zone situate a nord del 62
o
parallelo e talune zone adiacenti sono assimilate
alle zone montane.
3. Al fine dell’eleggibilità delle indennità di cui all’articolo 36, lettera a), punto
ii), le zone diverse dalle zone montane di cui al paragrafo 2 del presente
articolo sono quelle:
a) caratterizzate da svantaggi naturali considerevoli, segnatamente scarsa
produttività del suolo o condizioni climatiche avverse, e nelle quali il
mantenimento dell’agricoltura estensiva è importante per la gestione del
territorio; oppure b) caratterizzate da svantaggi specifici e nelle quali gli interventi sul
territorio sono necessari ai fini della conservazione o del miglioramento
dell’ambiente naturale, della salvaguardia dello spazio rurale e del
mantenimento del potenziale turistico o a fini di protezione costiera.
Le zone caratterizzate da svantaggi specifici di cui alla lettera b) sono costituite
da superfici agricole omogenee sotto il profilo delle condizioni naturali di
produzione e la loro estensione totale non deve superare il 10% della
superficie dello Stato membro interessato.
4. Nei programmi, gli Stati membri, mediante specifiche disposizioni adottate
secondo la procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2:
– confermano l’attuale delimitazione ai sensi del paragrafo 2 e del paragrafo
3, lettera b), o la modificano, oppure
– delimitano le zone di cui al paragrafo 3, lettera a).
5. Le zone ammissibili alle indennità di cui all’articolo 36, lettera a), punto iii),
sono le zone agricole Natura 2000 designate ai sensi delle direttive
79/409/CEE e 92/43/CEE e le zone agricole incluse nei piani di gestione dei
bacini idrografici ai sensi della direttiva 2000/60/CE.
6. Le zone ammissibili alle erogazioni di cui all’articolo 36, lettera b), punti i) e
iii), sono quelle idonee all’imboschimento per motivi ambientali quali la
protezione contro l’erosione o l’estensione della massa forestale per attenuare
il cambiamento climatico.
7. Le zone ammissibili ai pagamenti di cui all’articolo 36, lettera b), punto iv),
sono le zone forestali Natura 2000 designate ai sensi delle direttive
79/409/CEE e 92/43/CEE.
8. Le zone ammissibili alle erogazioni di cui all’articolo 36, lettera b), punto vi),
relative alle misure di prevenzione degli incendi boschivi, sono le zone forestali
classificate ad alto o medio rischio d’incendio.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi Sezione 2
Asse 2
Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale
Sottosezione 4
Rispetto dei requisiti
Articolo 50 bis (37)
Requisiti principali.
1. Il beneficiario che riceve pagamenti a norma dell’articolo 36, lettera a),
punti da i) a v), e lettera b), punti i), iv) e v) rispetta, nell’insieme della sua
azienda, i criteri di gestione obbligatori e la buona condizione agronomica e
ambientale di cui agli articoli 5 e 6 e agli allegati II e III del regolamento (CE)
n. 73/2009.
L’obbligo di rispettare i criteri di gestione obbligatori e la buona condizione
agronomica e ambientale di cui al primo comma non si applica alle attività non
agricole dell’azienda né alle superfici non agricole per le quali non è chiesto un
sostegno ai sensi dell’articolo 36, lettera b), punti i), iv) e v), del presente
regolamento.
2. L’autorità nazionale competente fornisce al beneficiario, facendo uso tra
l’altro di mezzi elettronici, l’elenco dei criteri di gestione obbligatori e della
buona condizione agronomica e ambientale da rispettare.
(37) Articolo aggiunto dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 51
Riduzione o esclusione dai pagamenti.
(N.d.R.: Versione in vigore dal 1° gennaio 2010)
1. Se in qualsiasi momento di un dato anno civile (in seguito denominato “anno
civile considerato”) i criteri di gestione obbligatori o la buona condizione
agronomica e ambientale non sono rispettati a causa di atti o omissioni
direttamente imputabili al beneficiario che ha presentato la domanda di
pagamenti ai sensi dell’articolo 36, lettera a), punti da i) a v), e lettera b),
punti i), iv) e v), nell’anno civile considerato, l’importo totale dei pagamenti
erogati o che devono essere erogati a detto beneficiario in relazione all’anno civile considerato è ridotto oppure il beneficiario è escluso dall’erogazione di
tali pagamenti secondo le modalità di applicazione di cui al paragrafo 4.
La riduzione o l’esclusione di cui al primo comma si applicano anche se in
qualsiasi momento dell’anno civile considerato non sono rispettati, in
conseguenza di atti o omissioni direttamente imputabili al beneficiario che ha
presentato la domanda di pagamenti ai sensi dell’articolo 36, lettera a), punto
iv), i requisiti minimi relativi all’uso di fertilizzanti e prodotti fitosanitari di cui
all’articolo 39, paragrafo 3.
Il primo e il secondo comma si applicano anche nel caso in cui l’inadempienza
in questione sia conseguenza di atti od omissioni direttamente imputabili al
cessionario o al cedente del terreno.
Ai fini del presente paragrafo si intende per “cessione” qualsiasi tipo di
transazione per effetto della quale il cedente non ha più la disponibilità del
terreno.
In deroga al terzo comma, se la persona alla quale l’atto o l’omissione è
direttamente imputabile ha presentato una domanda di pagamenti nell’anno
civile considerato, la riduzione o l’esclusione sono applicate agli importi
complessivi dei pagamenti erogati o che devono essere erogati a detta persona
(38)
.
2. La riduzione o l’esclusione dai pagamenti di cui al paragrafo 1 del presente
articolo non si applica, durante la proroga, ai requisiti per cui è stata concessa
una proroga conformemente all’articolo 26, paragrafo 1.
Gli Stati membri possono decidere, fermo restando il paragrafo 1 e
conformemente alle condizioni stabilite nelle modalità di applicazione di cui al
paragrafo 4, di non applicare una riduzione o un’esclusione di importo pari o
inferiore a 100 EUR per beneficiario e per anno civile.
Se uno Stato membro decide di avvalersi della facoltà di cui al secondo
comma, nel corso dell’anno successivo l’autorità competente adotta le misure
necessarie per garantire che il beneficiario provveda a sanare l’inadempienza
constatata. Le inadempienze constatate e l’obbligo di adottare misure
correttive sono notificati al beneficiario
(39)
.
3. In deroga al paragrafo 1, per i beneficiari degli Stati membri che applicano il
regime di pagamento unico per superficie previsto all’articolo 143 ter del
regolamento (CE) n. 1782/2003, i requisiti obbligatori da soddisfare sono quelli
previsti all’articolo 5 e all’allegato IV di detto regolamento.
La deroga di cui al primo comma si applica fino al 31 dicembre 2008. A
decorrere dal 1° gennaio 2009, gli agricoltori che ricevono pagamenti in base
al regime di pagamento unico per superficie sono tenuti a rispettare i criteri di
gestione obbligatori di cui all’allegato III del regolamento (CE) n. 1782/2003
secondo il seguente calendario: a) i criteri di cui all’allegato III, lettera A si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2009;
b) i criteri di cui all’allegato III, lettera B si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2011;
c) i criteri di cui all’allegato III, lettera C si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2013
(40)
.
Tuttavia, per la Bulgaria e la Romania, l’applicazione degli articoli 3, 4, 6, 7 e 9
del regolamento (CE) n. 1782/2003 è facoltativa fino al 31 dicembre 2011
nella misura in cui tali disposizioni riguardino criteri di gestione obbligatori. A
decorrere dal 1° gennaio 2012, gli agricoltori che ricevono pagamenti in base
al regime di pagamento unico per superficie sono tenuti a rispettare i criteri di
gestione obbligatori di cui all’allegato III del regolamento (CE) n. 1782/2003
secondo il seguente calendario:
a) i criteri di cui all’allegato III, lettera A si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2012;
b) i criteri di cui all’allegato III, lettera B si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2014;
c) i criteri di cui all’allegato III, lettera C si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2016
(41)
.
I nuovi Stati membri possono altresì avvalersi della facoltà di cui al secondo
comma nel caso in cui decidano di mettere fine all’applicazione del regime di
pagamento unico per superficie prima del termine del periodo di applicazione di
cui all’articolo 143 ter, paragrafo 9 del regolamento (CE) n. 1782/2003 (42)
.
4. Le modalità di applicazione della riduzione o dell’esclusione sono adottate
secondo la procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2. In questo contesto si
tiene conto della gravità, portata, durata e reiterazione delle inadempienze
constatate nonché dei seguenti criteri:
a) in caso di negligenza, la percentuale di riduzione non può superare il 5%
e, in caso di inadempienza reiterata, il 15%.
In casi debitamente giustificati gli Stati membri possono decidere di non
applicare riduzioni se, in base alla sua gravità, portata e durata,
l’inadempienza è da considerarsi di scarsa rilevanza. Tuttavia, i casi di
inadempienza che costituiscono un rischio diretto per la salute pubblica o degli
animali non sono considerati di scarsa rilevanza.
A meno che il beneficiario non adotti immediatamente misure correttive per
porre fine all’inadempienza constatata, l’autorità competente adotta le misure
necessarie, che possono limitarsi, se del caso, ad un controllo amministrativo,
per garantire che il beneficiario provveda a sanare l’inadempienza in questione. L’inadempienza di scarsa rilevanza constatata e l’obbligo di adottare misure
correttive sono notificati al beneficiario.
b) In caso di inadempienza intenzionale, la percentuale di riduzione non è,
in linea di massima, inferiore al 20% e può arrivare fino all’esclusione totale da
uno o più regimi di aiuto nonché applicarsi per uno o più anni civili.
c) In ogni caso, l’ammontare complessivo delle riduzioni ed esclusioni per
un anno civile non supera l’importo totale di cui all’articolo 51, paragrafo 1
(43)
.
5. I paragrafi da 1 a 4 non si applicano all’articolo 39, paragrafo 5.
Articolo 51
Riduzione o esclusione dai pagamenti.
(N.d.R.: Versione in vigore fino al 31 dicembre 2009)
1. Qualora i beneficiari ricevano le indennità di cui all’articolo 36, lettera a),
punti da i) a v), e lettera b), punti i), iv) e v), e non ottemperino, nell’insieme
della loro azienda, in conseguenza di atti od omissioni loro direttamente
imputabili, ai requisiti obbligatori di cui agli articoli 4 e 5 e agli allegati III e IV
del regolamento (CE) n. 1782/2003, l’importo complessivo dei pagamenti a cui
hanno diritto nell’anno civile in cui si è verificata l’inadempienza è ridotto o
revocato
(44)
.
La riduzione o la revoca di cui al primo comma si applicano anche nel caso in
cui i beneficiari dei pagamenti di cui all’articolo 36, lettera a), punto iv), non
ottemperino, nell’insieme della loro azienda, in conseguenza di atti od
omissioni loro direttamente imputabili, ai requisiti minimi relativi all’uso di
fertilizzanti e prodotti fitosanitari di cui all’articolo 39, paragrafo 3.
2. La riduzione o la revoca delle indennità di cui al paragrafo 1 non si applica,
durante la proroga, per i requisiti per cui è stata concessa una proroga
conformemente all’articolo 26, paragrafo 1, lettera b)
3. In deroga al paragrafo 1, per i beneficiari degli Stati membri che applicano il
regime di pagamento unico per superficie previsto all’articolo 143 ter del
regolamento (CE) n. 1782/2003, i requisiti obbligatori da soddisfare sono quelli
previsti all’articolo 5 e all’allegato IV di detto regolamento.
La deroga di cui al primo comma si applica fino al 31 dicembre 2008. A
decorrere dal 1° gennaio 2009, gli agricoltori che ricevono pagamenti in base
al regime di pagamento unico per superficie sono tenuti a rispettare i criteri di
gestione obbligatori di cui all’allegato III del regolamento (CE) n. 1782/2003
secondo il seguente calendario:
a) i criteri di cui all’allegato III, lettera A si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2009; b) i criteri di cui all’allegato III, lettera B si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2011;
c) i criteri di cui all’allegato III, lettera C si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2013
(45)
.
Tuttavia, per la Bulgaria e la Romania, l’applicazione degli articoli 3, 4, 6, 7 e 9
del regolamento (CE) n. 1782/2003 è facoltativa fino al 31 dicembre 2011
nella misura in cui tali disposizioni riguardino criteri di gestione obbligatori. A
decorrere dal 1° gennaio 2012, gli agricoltori che ricevono pagamenti in base
al regime di pagamento unico per superficie sono tenuti a rispettare i criteri di
gestione obbligatori di cui all’allegato III del regolamento (CE) n. 1782/2003
secondo il seguente calendario:
a) i criteri di cui all’allegato III, lettera A si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2012;
b) i criteri di cui all’allegato III, lettera B si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2014;
c) i criteri di cui all’allegato III, lettera C si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2016
(46)
.
I nuovi Stati membri possono altresì avvalersi della facoltà di cui al secondo
comma nel caso in cui decidano di mettere fine all’applicazione del regime di
pagamento unico per superficie prima del termine del periodo di applicazione di
cui all’articolo 143 ter, paragrafo 9 del regolamento (CE) n. 1782/2003 (47)
.
4. Le modalità di applicazione della riduzione o della revoca sono adottate
secondo la procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2. In questo contesto, la
sanzione deve essere commisurata alla gravità, alla portata, alla durata e alla
frequenza delle inadempienze.
5. I paragrafi da 1 a 4 non si applicano all’articolo 39, paragrafo 5.
(38) Paragrafo inizialmente rettificato dalla rettifica pubblicata nella G.U.U.E. 9
gennaio 2007, n. L 4 e successivamente così sostituito dall’articolo 1 del
regolamento (CE) n. 74/2009, a decorrere dal 1° gennaio 2010.
(39) Paragrafo così sostituito dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009, a
decorrere dal 1° gennaio 2010.
(43) Paragrafo così sostituito dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009, a
decorrere dal 1° gennaio 2010.
(44) Comma così rettificato dalla rettifica pubblicata nella G.U.U.E. 9 gennaio
2007, n. L 4. (40) Data così sostituita dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
(41) Data così sostituita dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
(42) Comma aggiunto dall’articolo 2 del regolamento (CE) n. 2012/2006 e
successivamente così sostituito dall’articolo 2 del regolamento (CE) n.
146/2008.
(45) Data così sostituita dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
(46) Data così sostituita dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
(47) Comma aggiunto dall’articolo 2 del regolamento (CE) n. 2012/2006 e
successivamente così sostituito dall’articolo 2 del regolamento (CE) n.
146/2008.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 3
Asse 3
Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia
rurale
Articolo 52
Misure.
Il sostegno di cui alla presente sezione si esplica attraverso le seguenti misure:
a) misure intese a diversificare l’economia rurale, in particolare:
i) diversificazione in attività non agricole;
ii) sostegno alla creazione e allo sviluppo di microimprese nell’intento di
promuovere l’imprenditorialità e rafforzare il tessuto economico;
iii) incentivazione di attività turistiche; b) misure intese a migliorare la qualità della vita nelle zone rurali, in
particolare:
i) servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale;
ii) sviluppo e rinnovamento dei villaggi;
iii) tutela e riqualificazione del patrimonio rurale;
c) una misura in materia di formazione e informazione, rivolta agli operatori
economici impegnati nei settori che rientrano nell’asse 3;
d) una misura finalizzata all’animazione e all’acquisizione di competenze in
vista dell’elaborazione e dell’attuazione di strategie di sviluppo locale.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 3
Asse 3
Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia
rurale
Sottosezione 1
Condizioni per le misure intese a diversificare l’economia rurale
Articolo 53
Diversificazione in attività non agricole.
Il beneficiario del sostegno di cui all’articolo 52, lettera a), punto i), è un
membro della famiglia agricola.
Articolo 54
Sostegno alla creazione e allo sviluppo delle imprese.
Il sostegno di cui all’articolo 52, lettera a), punto ii), riguarda unicamente le
microimprese ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE.

Articolo 55
Incentivazione di attività turistiche.
Il sostegno di cui all’articolo 52, lettera a), punto iii), è concesso per:
a) infrastrutture su piccola scala quali centri d’informazione e segnaletica
stradale indicante località turistiche;
b) infrastrutture ricreative quali quelle che permettono l’accesso ad aree
naturali, con servizi di piccola ricettività;
c) sviluppo e/o commercializzazione di servizi turistici inerenti al turismo
rurale.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 3
Asse 3
Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia
rurale Sottosezione 2
Condizioni per le misure intese a migliorare la qualità di vita nelle zone
rurali
Articolo 56
Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale.
Il sostegno di cui all’articolo 52, lettera b), punto i), è concesso per
l’avviamento di servizi essenziali, comprese le attività culturali o ricreative,
concernenti uno o più villaggi e per la relativa dotazione infrastrutturale su
piccola scala.

Articolo 57
Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale.
Il sostegno di cui all’articolo 52, lettera b), punto iii), è concesso per:
a) la stesura di piani di protezione e gestione dei siti Natura 2000 e di altri
luoghi di grande pregio naturale: iniziative di sensibilizzazione ambientale e
investimenti relativi alla manutenzione, al restauro e alla riqualificazione del
patrimonio culturale, nonché allo sviluppo di siti di grande pregio naturale;
b) la realizzazione di studi e investimenti relativi alla manutenzione, al
restauro e alla riqualificazione del patrimonio culturale, ad esempio le
caratteristiche culturali dei villaggi e il paesaggio rurale.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 3 Asse 3
Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia
rurale
Sottosezione 3
Formazione, acquisizione di competenze e animazione
Articolo 58
Formazione e informazione.
Il sostegno di cui all’articolo 52, lettera c), non comprende i corsi o i tirocini
che rientrano in programmi o cicli normali dell’insegnamento medio o
superiore.

Articolo 59
Acquisizione di competenze e animazione.
Il sostegno di cui all’articolo 52, lettera d), è concesso per:
a) studi sulla zona interessata;
b) attività d’informazione sulla zona e sulla strategia di sviluppo locale;
c) formazione del personale addetto all’elaborazione e all’esecuzione della
strategia di sviluppo locale;
d) eventi promozionali e formazione di animatori;
e) attuazione da parte di altri partenariati pubblici-privati rispetto a quelli
definiti all’articolo 62, paragrafo 1, lettera b), della strategia di sviluppo locale
che comprende una o più delle misure di cui all’articolo 52, lettere a), b) e c).

Articolo 60
Distinzione.Se una misura di cui alla presente sezione riguarda operazioni che possono
beneficiare anche del sostegno di altri strumenti di finanziamento comunitari,
tra cui i Fondi strutturali e lo strumento comunitario di sostegno alla pesca, gli
Stati membri fissano nei loro programmi i criteri che permettano di distinguere
le operazioni sostenute dal FEASR e quelle sostenute dagli altri strumenti
comunitari.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo I
Assi
Sezione 4
Asse 4
Leader
Articolo 61
Definizione dell’approccio Leader.
L’approccio Leader comprende almeno i seguenti elementi:
a) strategie di sviluppo locale territoriali destinate a territori rurali ben
definiti, di livello subregionale;
b) partenariato pubblico-privato sul piano locale («gruppi di azione locale»);
c) approccio dal basso verso l’alto, con gruppi di azione locale dotati di
potere decisionale in ordine all’elaborazione e all’attuazione di strategie di
sviluppo locale;
d) concezione e attuazione multisettoriale della strategia basata
sull’interazione tra operatori e progetti appartenenti a vari settori dell’economia
locale;
e) realizzazione di approcci innovativi;
f) realizzazione di progetti di cooperazione; g) collegamento in rete di più partenariati locali.

Articolo 62
Gruppi di azione locale.
1. La strategia associativa di sviluppo locale è posta in essere da gruppi di
azione locale rispondenti alle seguenti condizioni:
a) i gruppi di azione locale devono proporre una strategia integrata di
sviluppo locale basata almeno sugli elementi elencati alle lettere da a) a d) e
alla lettera g) dell’articolo 61 e sono responsabili della sua attuazione;
b) deve trattarsi di gruppi già abilitati per le iniziative Leader II [1] o
Leader+ [2], o secondo l’approccio Leader, ovvero di nuovi gruppi
rappresentativi dei partner provenienti dai vari settori socioeconomici su base
locale presenti nel territorio considerato. A livello decisionale, il partenariato
locale deve essere composto almeno per il 50% dalle parti economiche e sociali
e da altri rappresentanti della società civile, quali gli agricoltori, le donne rurali,
i giovani e le loro associazioni;
c) i gruppi di azione locale devono dimostrarsi in grado di definire e attuare
una strategia di sviluppo locale per la zona interessata.
2. L’autorità di gestione provvede affinché i gruppi di azione locale eleggano un
capofila amministrativo e finanziario capace di gestire fondi pubblici e di
sovrintendere al buon funzionamento del partenariato, oppure si riuniscano in
una struttura comune legalmente costituita, di per sé garante del buon
funzionamento del partenariato e della corretta gestione dei fondi pubblici.
3. Il territorio interessato dalla strategia deve essere omogeneo e
rappresentare, in termini di risorse umane, finanziarie ed economiche, una
massa critica sufficiente a sostenere una strategia di sviluppo duratura.
4. I gruppi di azione locale selezionano i progetti da finanziare nell’ambito della
strategia. Essi possono selezionare anche progetti di cooperazione.
__________
[1] Comunicazione agli Stati membri recante orientamenti per la concessione
di sovvenzioni globali o per programmi operativi integrati sulla base di richieste
di contributo che gli Stati membri sono invitati a presentare nell’ambito di
un’iniziativa comunitaria in materia di sviluppo rurale – Leader II (in G.U.C.E. C
180 dell’1.7.1994). [2] Comunicazione della Commissione agli Stati membri del 14 aprile 2000
recante gli orientamenti per l’iniziativa comunitaria in materia di sviluppo
rurale (Leader+) (in G.U.C.E. C 139 del 18.5.2000). Comunicazione modificata
dalla comunicazione della Commissione che modifica la comunicazione agli
Stati membri del 14 aprile 2000 recante gli orientamenti per l’iniziativa
comunitaria in materia di sviluppo rurale (Leader+) (in G.U.U.E. C 294 del
4.12.2003).

Articolo 63
Misure.
Il sostegno a titolo dell’asse Leader è concesso per:
a) l’attuazione delle strategie di sviluppo locali di cui all’articolo 62,
paragrafo 1, lettera a), ai fini del raggiungimento degli obiettivi di uno o più dei
tre altri assi definiti nelle sezioni 1, 2 e 3;
b) la realizzazione di progetti di cooperazione che perseguano gli obiettivi di
cui alla precedente lettera a);
c) la gestione dei gruppi di azione locale, l’acquisizione di competenze e
l’animazione sul territorio di cui all’articolo 59.

Articolo 64
Attuazione di strategie locali.
Se le operazioni realizzate nel quadro della strategia locale corrispondono alle
misure definite nel presente regolamento per gli altri assi, si applicano le
relative condizioni ai sensi delle sezioni 1, 2 e 3.
Articolo 65
Cooperazione.
1. Il sostegno di cui all’articolo 63, lettera b), è concesso per la realizzazione di
progetti di cooperazione interterritoriale o transnazionale.
Per «cooperazione interterritoriale» si intende la cooperazione tra territori
all’interno di uno stesso Stato membro. Per «cooperazione transnazionale» si
intende la cooperazione tra territori di più Stati membri e con territori di paesi
terzi.
2. Sono ammissibili al finanziamento unicamente le spese relative ai territori
situati nella Comunità.
3. L’articolo 64 si applica anche ai progetti di cooperazione.

TITOLO IV
Sostegno allo sviluppo rurale
Capo II
Assistenza tecnica
Articolo 66
Finanziamento dell’assistenza tecnica.
1. In virtù dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. 1290/2005, il FEASR può
utilizzare fino allo 0,25% della propria dotazione annuale per finanziare, su
iniziativa e/o per conto della Commissione, azioni di preparazione,
sorveglianza, supporto amministrativo, valutazione e controllo. Tali azioni sono
eseguite secondo il disposto dell’articolo 53, paragrafo 2, del regolamento (CE,
Euratom) n. 1605/2002, del 25 giugno 2002 del Consiglio, che stabilisce il
regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità
europee, e di qualsiasi altra disposizione dello stesso regolamento o delle sue
modalità di applicazione pertinente a questa forma di esecuzione del bilancio.
2. Su iniziativa degli Stati membri, il FEASR può finanziare, per ciascun
programma di sviluppo rurale, attività di preparazione, gestione, sorveglianza,
valutazione, informazione e controllo degli interventi del programma.
Alle suddette attività può essere destinato fino al 4% dell’importo globale
stanziato per ciascuna attività. 3. Nel limite indicato al paragrafo 2, è riservato un determinato importo per la
costituzione e il funzionamento della rete rurale nazionale di cui all’articolo 68.
Gli Stati membri con programmi regionali possono presentare per
approvazione un programma specifico per la costituzione e il funzionamento
della loro rete rurale nazionale.
I dettagli relativi alla costituzione e al funzionamento della rete rurale
nazionale sono stabiliti secondo la procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2.

Articolo 67
Rete europea per lo sviluppo rurale.
È istituita in conformità con l’articolo 66, paragrafo 1, una rete europea per lo
sviluppo rurale con la funzione di collegare tra loro reti, organizzazioni e
amministrazioni nazionali operanti nel campo dello sviluppo rurale a livello
comunitario.
Le finalità della rete sono le seguenti:
a) raccogliere, analizzare e diffondere informazioni sulle misure comunitarie
di sviluppo rurale;
b) raccogliere, diffondere e consolidare a livello comunitario delle buone
pratiche in materia di sviluppo rurale;
c) fornire informazioni sull’evoluzione delle zone rurali della Comunità e dei
paesi terzi;
d) organizzare convegni e seminari a livello comunitario per le persone
impegnate nello sviluppo rurale;
e) costituire e gestire reti di esperti allo scopo di favorire gli scambi di
conoscenze specialistiche e coadiuvare l’attuazione e la valutazione della
politica di sviluppo rurale;
f) sostenere le reti nazionali e le iniziative di cooperazione transnazionale.
Articolo 68
Rete rurale nazionale.
1. Ogni Stato membro istituisce una rete rurale nazionale che riunisce le
organizzazioni e amministrazioni impegnate nello sviluppo rurale.
2. L’importo di cui all’articolo 66, paragrafo 3, primo comma, è usato per:
a) le strutture necessarie al funzionamento della rete;
b) un piano d’azione contenente almeno i seguenti elementi: identificazione
e analisi di buone pratiche trasferibili e relativa informazione, gestione della
rete, organizzazione di scambi di esperienze e competenze, preparazione di
programmi di formazione destinati ai gruppi di azione locali in via di
costituzione, assistenza tecnica alla cooperazione interterritoriale e
transnazionale.

TITOLO V
Partecipazione del FEASR
Articolo 69 (48)
Risorse e loro ripartizione.
1. L’importo per il sostegno comunitario allo sviluppo rurale ai sensi del
presente regolamento per il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013,
la sua ripartizione annuale e l’importo minimo da concentrare nelle regioni
ammissibili all’obiettivo di convergenza sono stabiliti dal Consiglio, che delibera
a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, conformemente alle
prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013 e all’accordo interistituzionale
sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio per lo
stesso periodo.
2. Lo 0,25% delle risorse di cui al paragrafo 1 è destinato all’assistenza tecnica
richiesta dalla Commissione ai sensi dell’articolo 66, paragrafo 1.
3. Ai fini della programmazione e successiva imputazione al bilancio generale
delle Comunità europee, gli importi di cui al paragrafo 1 sono indicizzati in
ragione del 2% annuo.
4. La Commissione procede ad una ripartizione annua per Stato membro degli
importi di cui al paragrafo 1, previa detrazione dell’importo di cui al paragrafo
2 e tenendo in debito conto gli elementi seguenti: a) gli importi assegnati alle regioni ammissibili all’obiettivo di convergenza;
b) i risultati ottenuti in passato; nonché
c) particolari situazioni e fabbisogni sulla base di criteri obiettivi.
5. Oltre agli importi di cui al paragrafo 4, gli Stati membri tengono conto, in
sede di programmazione, delle risorse generate dalla modulazione ai sensi
dell’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1290/2005.
5 bis. Durante il periodo 1° gennaio 2010-31 dicembre 2015, gli Stati membri
spendono un importo equivalente agli importi derivanti dall’applicazione della
modulazione obbligatoria ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 3, e dell’articolo 10,
paragrafo 4, nonché, a partire dal 2011, gli importi generati in virtù
dell’articolo 136 del regolamento (CE) n. 73/2009, esclusivamente a titolo di
sostegno comunitario nell’ambito dei vigenti programmi di sviluppo rurale, a
favore di operazioni dei tipi menzionati all’articolo 16 bis del presente
regolamento.
Per i nuovi Stati membri ai sensi dell’articolo 2, lettera g), del regolamento
(CE) n. 73/2009, il periodo di cui al primo comma va dal 1° gennaio 2013 al 31
dicembre 2015.
I primi due commi non si applicano alla Bulgaria e alla Romania
(49)
.
5 ter. Se, alla chiusura del programma, l’importo reale del contributo
comunitario speso per le operazioni di cui al paragrafo 5 bis del presente
articolo risulta inferiore all’importo di cui all’articolo 5 bis del presente articolo,
la differenza è rimborsata dallo Stato membro al bilancio generale delle
Comunità europee fino a concorrenza dell’importo eccedente il totale degli
stanziamenti disponibili per operazioni diverse da quelle di cui all’articolo 16 bis
(50)
.
5 quater. Gli importi di cui al paragrafo 5 bis del presente articolo non sono
presi in conto ai fini dell’articolo 25 del regolamento (CE) n. 1290/2005 (51)
.
6. La Commissione provvede affinché gli stanziamenti annui del FEASR
complessivamente assegnati ad uno Stato membro e provenienti dalla sezione
orientamento del FEAOG a norma del presente regolamento, dal FESR, dal FSE
e dal FC, conformemente al regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio,
dell’11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo
regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione , compreso il
contributo del FESR conformemente al regolamento (CE) n. 1638/2006 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, recante disposizioni
generali che istituiscono uno strumento europeo di vicinato e partenariato , e
al regolamento (CE) n. 1085/2006 del Consiglio, del 17 luglio 2006, che
istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA) , e del Fondo europeo
per la pesca, conformemente al regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio, del 27 luglio 2006, relativo al Fondo europeo per la pesca , non superi i limiti
seguenti:
– per gli Stati membri aventi nel periodo 2001-2003 un RNL medio pro
capite (SPA) inferiore al 40% della media dell’UE-25: 3,7893% del PIL,
– per gli Stati membri aventi nel periodo 2001-2003 un RNL medio pro
capite (SPA) pari o superiore al 40% e inferiore al 50% della media dell’UE-25:
3,7135% del PIL,
– per gli Stati membri aventi nel periodo 2001-2003 un RNL medio pro
capite (SPA) pari o superiore al 50% e inferiore al 55% della media dell’UE-25:
3,6188% del PIL,
– per gli Stati membri aventi nel periodo 2001-2003 un RNL medio pro
capite (SPA) pari o superiore al 55% e inferiore al 60% della media dell’UE-25:
3,5240% del PIL,
– per gli Stati membri aventi nel periodo 2001-2003 un RNL medio pro
capite (SPA) pari o superiore al 60% e inferiore al 65% della media dell’UE-25:
3,4293% del PIL,
– per gli Stati membri aventi nel periodo 2001-2003 un RNL medio pro
capite (SPA) pari o superiore al 65% e inferiore al 70% della media dell’UE-25:
3,3346% del PIL,
– per gli Stati membri aventi nel periodo 2001-2003 un RNL medio pro
capite (SPA) pari o superiore al 70% e inferiore al 75% della media dell’UE-25:
3,2398% del PIL,
– oltre, il livello massimo dei trasferimenti è ridotto di 0,09 punti percentuali
del PIL per ogni incremento di 5 punti percentuali di RNL medio pro capite
(SPA) nel periodo 2001-2003 raffrontato alla media dell’UE-25.
La Commissione calcola il PIL in base alle statistiche pubblicate nell’aprile
2005. I tassi di crescita dei PIL nazionali per il periodo 2007-2013, stimati dalla
Commissione nell’aprile 2005, si applicano individualmente a ciascuno Stato
membro.
Qualora nel 2010 si stabilisca che il PIL totale del periodo 2007-2009 per uno
Stato membro si è discostato di oltre il ± 5% dal PIL totale stimato a norma
del secondo comma, anche a causa delle variazioni dei tassi di cambio, si
procede all’aggiustamento degli importi assegnati al medesimo Stato membro
per tale periodo a norma del primo comma. L’incidenza totale netta di tale
aggiustamento, positiva o negativa che sia, non può superare i 3 miliardi di
EUR. In ogni caso, se l’incidenza netta è positiva, le risorse supplementari
totali si limitano al livello della sottoutilizzazione rispetto ai massimali delle
risorse disponibili per gli impegni dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione
per il periodo 2007-2010. Gli aggiustamenti definitivi sono scaglionati in parti uguali nel periodo 2011-2013. Per rispecchiare il valore dello zloty polacco nel
corso del periodo di riferimento, il risultato ottenuto con l’applicazione della
percentuale di cui al primo comma alla Polonia è moltiplicato per il coefficiente
1,04 per il periodo fino alla revisione di cui al presente comma
(52)
.
(48) Per la fissazione della ripartizione annuale per Stato membro dell’importo
del sostegno comunitario allo sviluppo rurale per il periodo dal 1° gennaio 2007
al 31 dicembre 2013 di cui al presente articolo, vedi l’allegato della decisione
2006/636/CE.
(49) Paragrafo aggiunto dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
(50) Paragrafo aggiunto dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
(51) Paragrafo aggiunto dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
(52) Paragrafo così sostituito dall’articolo 1 del regolamento (CE) n.
1944/2006.

Articolo 70
Partecipazione del fondo.
1. La decisione che adotta un programma di sviluppo rurale fissa il contributo
massimo del Fondo per ciascun asse entro limiti di flessibilità da definire
secondo la procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2. La decisione specifica
chiaramente, se del caso, gli stanziamenti assegnati alle regioni ammissibili
dall’obiettivo di convergenza.
2. La partecipazione del FEASR è calcolata sulla base della spesa pubblica
ammissibile.
3. Il tasso di partecipazione del FEASR è stabilito per ciascun asse.
a) Per l’asse 1 (competitività) e per l’asse 3 (diversificazione e qualità di
vita) nonché per l’assistenza tecnica di cui all’articolo 66, paragrafo 2, si
applicano i seguenti massimali:
i) il 75% della spesa pubblica ammissibile nelle regioni ammissibili in base
all’obiettivo di convergenza;
ii) il 50% della spesa pubblica ammissibile nelle altre regioni. b) Per l’asse 2 (miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale) e l’asse 4
(Leader) si applicano i seguenti massimali:
i) l’80% della spesa pubblica ammissibile nelle regioni ammissibili in base
all’obiettivo di convergenza;
ii) il 55% della spesa pubblica ammissibile nelle altre regioni.
Il tasso di partecipazione minimo del FEASR a livello di asse è del 20%.
4. In deroga ai massimali di cui al paragrafo 3, la partecipazione del FEASR
può essere innalzata all’85% per i programmi delle regioni ultraperiferiche e
delle isole minori del Mar Egeo ai sensi del regolamento (CEE) n. 2019/93.
In deroga ai massimali di cui al paragrafo 3, la partecipazione del FEASR può
essere innalzata al 90% per le regioni di convergenza e al 75% per le altre
regioni per quanto riguarda le operazioni dei tipi menzionati all’articolo 16 bis
del presente regolamento, fino a concorrenza dell’importo derivante
dall’applicazione della modulazione obbligatoria ai sensi dell’articolo 9,
paragrafo 3, e dell’articolo 10, paragrafo 4, nonché, a partire dal 2011, degli
importi generati in virtù dell’articolo 136 del regolamento (CE) n. 73/2009 (53)
.
4 bis. I paragrafi 3 e 4 possono non essere applicati al Portogallo limitatamente
a un importo di 320 milioni di EUR
(54)
.
5. Per gli Stati membri che optano per un programma specifico ai sensi
dell’articolo 67, paragrafo 3, secondo comma, il massimale della partecipazione
del FEASR è pari al 50% della spesa pubblica ammissibile.
6. Le misure di assistenza tecnica adottate su iniziativa o per conto della
Commissione possono essere finanziate al 100%.
7. Una spesa cofinanziata dal FEASR non può essere cofinanziata con contributi
dei Fondi strutturali, del FC o di qualsiasi altro strumento finanziario della
Comunità.
Essa può essere finanziata a titolo di un solo asse prioritario del programma di
sviluppo rurale. Se un’operazione rientra nelle misure di più di un asse, la
spesa è imputata all’asse predominante.
8. Salvo disposizione contraria del presente regolamento, la spesa pubblica a
sostegno delle imprese deve rispettare i limiti stabiliti per gli aiuti di Stato.
(53) Comma aggiunto dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
(54) Paragrafo inserito dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1944/2006.
Articolo 71
Ammissibilità delle spese.
1. Fatto salvo il disposto dell’articolo 39, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.
1290/2005, le spese si considerano ammissibili al contributo del FEASR se il
pertinente aiuto è effettivamente pagato dall’organismo pagatore tra il 1°
gennaio 2007 e il 31 dicembre 2015. Le operazioni cofinanziate non
dovrebbero essere ultimate prima della data di decorrenza dell’ammissibilità.
Una nuova spesa aggiunta al momento della revisione di un programma ai
sensi dell’articolo 19 diventa ammissibile a decorrere dalla data in cui la
Commissione riceve la richiesta di revisione del programma.
2. Sono ammissibili a contributo del FEASR soltanto le spese sostenute per
operazioni decise dall’autorità di gestione del relativo programma o sotto la sua
responsabilità, secondo i criteri di selezione stabiliti dall’organo competente.
3. Le norme sull’ammissibilità delle spese sono adottate a livello nazionale,
tenendo conto delle specifiche condizioni stabilite dal presente regolamento per
talune misure di sviluppo rurale.
Non sono ammissibili a contributo del FEASR le seguenti categorie di spese:
a) IVA, tranne l’IVA non recuperabile se realmente e definitivamente
sostenuta da beneficiari diversi da soggetti non passivi di cui all’articolo 4,
paragrafo 5, primo comma, della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del
17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati
membri relative alle imposte sulla cifra di affari – Sistema comune di imposta
sul valore aggiunto: base imponibile uniforme;
b) interessi passivi, fatto salvo il paragrafo 5;
c) acquisto di terreni per un costo superiore al 10% del totale delle spese
ammissibili relative all’operazione considerata. In casi eccezionali e
debitamente giustificati, può essere fissata una percentuale più elevata per
operazioni di conservazione dell’ambiente.
4. I paragrafi 1, 2 e 3 non si applicano alle azioni di cui all’articolo 66,
paragrafo 1.
5. In deroga al paragrafo 3, lettera b), il contributo del FEASR può essere
realizzato in forme diverse dagli aiuti diretti a fondo perduto. Le modalità di
applicazione sono definite secondo la procedura di cui all’articolo 90, paragrafo
2.
Articolo 72
Durata delle operazioni d’investimento.
1. Fatte salve le norme relative alla libertà di stabilimento e alla libera
prestazione dei servizi ai sensi degli articoli 43 e 49 del trattato, lo Stato
membro garantisce che il contributo del FEASR resti acquisito ad un’operazione
d’investimento se quest’ultima non subisce, nei cinque anni successivi alla
decisione di finanziamento dell’autorità di gestione, modifiche sostanziali che:
a) ne alterino la natura o le condizioni di esecuzione o conferiscano un
indebito vantaggio ad un’impresa o a un ente pubblico;
b) siano conseguenza di un cambiamento dell’assetto proprietario di
un’infrastruttura ovvero della cessazione o della rilocalizzazione di un’attività
produttiva.
2. Gli importi indebitamente versati sono recuperati a norma dell’articolo 33
del regolamento (CE) n. 1290/2005.

TITOLO VI
Gestione, controllo e informazione
Capo I
Gestione e controllo
Articolo 73
Competenze della Commissione.
La Commissione mette in atto, nel contesto della gestione concorrente, le
misure e i controlli di cui all’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n.
1290/2005 al fine di assicurare una sana gestione finanziaria ai sensi
dell’articolo 274 del trattato CE.
Articolo 74
Competenze degli Stati membri.
1. Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative in conformità dell’articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (CE)
n. 1290/2005 per garantire l’efficace tutela degli interessi finanziari della
Comunità.
2. Gli Stati membri designano, per ciascun programma di sviluppo rurale, le
seguenti autorità:
a) l’autorità di gestione, che può essere un ente pubblico o privato che
opera a livello nazionale o regionale, incaricato della gestione del programma
in questione, ovvero lo Stato membro stesso nell’esercizio di tale funzione;
b) l’organismo pagatore ai sensi dell’articolo 6 del regolamento (CE) n.
1290/2005;
c) l’organismo di certificazione ai sensi dell’articolo 7 del regolamento (CE)
n. 1290/2005.
3. Gli Stati membri si accertano, per ciascun programma di sviluppo rurale, che
siano stati istituiti i relativi sistemi di gestione e di controllo garantendo una
chiara ripartizione e separazione delle funzioni tra l’autorità di gestione e gli
altri enti. Gli Stati membri sono responsabili del buon funzionamento dei
sistemi durante l’intero periodo di programmazione.
4. Gli Stati membri intraprendono controlli sulla base delle modalità di
applicazione stabilite secondo la procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2, e
determinano, in particolare, il tipo e l’intensità dei controlli in funzione della
natura delle varie misure di sviluppo rurale.

Articolo 75
Autorità di gestione.
1. L’autorità di gestione è responsabile dell’efficace, efficiente e corretta
gestione e attuazione del programma e, a tal fine, garantisce in particolare: a) che le operazioni da finanziare siano selezionate secondo i criteri
applicabili al programma di sviluppo rurale;
b) l’esistenza di un sistema informatico per la registrazione e la
conservazione dei dati statistici riguardanti l’attuazione, adeguato alle finalità
di sorveglianza e valutazione;
c) che i beneficiari e altri organismi che partecipano all’esecuzione delle
operazioni:
i) siano informati degli obblighi che a loro incombono in virtù dell’aiuto
concesso e adoperino un sistema contabile distinto o un apposito codice
contabile per tutte le transazioni relative all’operazione;
ii) siano a conoscenza dei requisiti concernenti la trasmissione dei dati
all’autorità di gestione e la registrazione dei prodotti e dei risultati;
d) che le valutazioni del programma siano effettuate entro i termini fissati
nel presente regolamento e conformemente al quadro comune per la
sorveglianza e la valutazione, e che le valutazioni eseguite siano trasmesse alle
competenti autorità nazionali e alla Commissione;
e) la direzione del comitato di sorveglianza e l’invio a quest’ultimo dei
documenti necessari per sorvegliare l’attuazione del programma alla luce dei
suoi obiettivi specifici;
f) il rispetto degli obblighi in materia di pubblicità di cui all’articolo 76;
g) la stesura della relazione annuale sullo stato di attuazione del
programma e la sua trasmissione alla Commissione previa approvazione del
comitato di sorveglianza;
h) che l’organismo pagatore sia debitamente informato in particolare delle
procedure applicate e degli eventuali controlli effettuati sulle operazioni
selezionate per finanziamento, prima che siano autorizzati pagamenti.
2. L’autorità di gestione rimane pienamente responsabile dell’efficiente e
corretta gestione ed esecuzione delle proprie funzioni anche quando una parte
di esse è delegata a terzi.

TITOLO VI
Gestione, controllo e informazione Capo II
Informazione e pubblicità
Articolo 76
Informazione e pubblicità.
1. Gli Stati membri provvedono all’informazione e alle pubblicità relative ai
piani strategici nazionali, ai programmi di sviluppo rurale e al contributo della
Comunità.
Tale informazione è destinata al pubblico. Essa evidenzia il ruolo della
Comunità e garantisce la trasparenza del sostegno del FEASR.
2. L’autorità di gestione provvede a pubblicizzare il programma nei modi
seguenti:
a) informa i potenziali beneficiari, le organizzazioni professionali, le parti
economiche e sociali, gli organismi per la promozione della parità tra uomini e
donne e le organizzazioni non governative interessate, incluse le organizzazioni
ambientali, circa le possibilità offerte dal programma e le condizioni per poter
accedere ai finanziamenti;
b) informa i beneficiari del contributo comunitario;
c) informa il pubblico del ruolo svolto dalla Comunità nell’ambito del
programma e dei relativi risultati.

TITOLO VII
Sorveglianza e valutazione
Capo I
Sorveglianza
Articolo 77
Comitato di sorveglianza.
1. Per ciascun programma di sviluppo rurale è istituito un comitato di
sorveglianza entro un termine massimo di tre mesi dalla decisione che approva
il programma. Ogni comitato di sorveglianza redige il proprio regolamento interno nel rispetto
del quadro istituzionale, giuridico e finanziario dello Stato membro e lo adotta
in accordo con l’autorità di gestione, in modo da esercitare le proprie funzioni
in conformità con il presente regolamento.
2. Il comitato di sorveglianza è presieduto da un rappresentante dello Stato
membro o dall’autorità di gestione.
La sua composizione è decisa dallo Stato membro e comprende i partner di cui
all’articolo 6, paragrafo 1.
I rappresentanti della Commissione possono partecipare, di propria iniziativa,
ai lavori del comitato con funzioni consultive.
3. Gli Stati membri che dispongono di una programmazione regionalizzata
possono istituire un comitato di sorveglianza nazionale per coordinare
l’attuazione dei programmi regionali in relazione alla strategia nazionale e
l’utilizzazione di risorse finanziarie.

Articolo 78
Competenze del comitato di sorveglianza.
Il comitato di sorveglianza si accerta dell’effettiva attuazione del programma di
sviluppo rurale. A tal fine, il comitato:
a) è consultato, entro i quattro mesi successivi all’approvazione del
programma, in merito ai criteri di selezione delle operazioni finanziate. I criteri
di selezione sono riesaminati secondo le esigenze della programmazione;
b) verifica periodicamente i progressi compiuti nella realizzazione degli
obiettivi specifici del programma, sulla base dei documenti forniti dall’autorità
di gestione;
c) esamina i risultati del programma, in particolare la realizzazione degli
obiettivi di ciascun asse e le valutazioni periodiche;
d) esamina e approva la relazione annuale sullo stato di attuazione del
programma e la relazione finale prima della loro trasmissione alla
Commissione;
e) ha facoltà di proporre all’autorità di gestione eventuali adeguamenti o
modifiche del programma per meglio realizzare gli obiettivi del FEASR enunciati
all’articolo 4 o per migliorarne la gestione, anche finanziaria; f) esamina e approva qualsiasi proposta di modifica sostanziale dei
programmi di sviluppo rurale
(55)
.
(55) Lettera così sostituita dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 79
Procedura di monitoraggio.
1. L’autorità di gestione e il comitato di sorveglianza monitorano le qualità
dell’attuazione del programma.
2. L’autorità di gestione e il comitato di sorveglianza monitorano lo stato di
attuazione del programma mediante indicatori finanziari, di prodotto e di
risultato.

Articolo 80
Quadro comune per il monitoraggio e la valutazione.
Il quadro comune per il monitoraggio e la valutazione è definito in
collaborazione tra la Commissione e gli Stati membri ed è adottato secondo la
procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2. Il quadro comune specifica un
numero limitato di indicatori comuni applicabili ad ogni programma.

Articolo 81
Indicatori.
1. L’andamento, l’efficienza e l’efficacia dei programmi di sviluppo rurale
rispetto ai loro obiettivi sono misurati in base a indicatori che permettono di
valutare la situazione di partenza nonché l’esecuzione finanziaria, i prodotti, i
risultati e l’impatto dei programmi. 2. Ogni programma di sviluppo rurale specifica un numero limitato di indicatori
supplementari ad esso pertinenti.
3. Se il tipo di sostegno lo consente, i dati relativi agli indicatori sono distinti
per sesso ed età dei beneficiari.

Articolo 82
Relazione annuale.
1. Entro il 30 giugno di ogni anno, a cominciare dal 2008, l’autorità di gestione
presenta alla Commissione una relazione annuale sullo stato di attuazione del
programma. Entro il 30 giugno 2016, l’autorità di gestione presenta alla
Commissione una relazione finale sull’attuazione del programma.
2. Ogni relazione annuale contiene i seguenti elementi:
a) qualsiasi variazione delle condizioni generali avente un impatto diretto
sull’attuazione del programma, nonché qualsiasi modifica della politica
nazionale o comunitaria che incida sulla coerenza tra il FEASR e gli altri
strumenti finanziari;
b) l’andamento del programma rispetto agli obiettivi fissati, sulla base di
indicatori di prodotto e di risultato;
c) l’esecuzione finanziaria del programma, con una distinta degli importi
versati ai beneficiari; se il programma comprende regioni ammissibili
all’obiettivo di convergenza, le relative erogazioni saranno indicate a parte;
d) un riepilogo delle attività di valutazione in itinere in conformità
dell’articolo 86, paragrafo 3;
e) le disposizioni prese dall’autorità di gestione e dal comitato di
sorveglianza per assicurare la qualità e l’efficienza dell’esecuzione, in
particolare:
i) misure di sorveglianza e valutazione;
ii) un riepilogo delle principali difficoltà incontrate nella gestione del
programma e delle eventuali misure prese in conseguenza, tra l’altro in seguito
ad osservazioni formulate ai sensi dell’articolo 83;
iii) il ricorso all’assistenza tecnica; iv) le disposizioni volte a dare adeguata pubblicità al programma,
conformemente all’articolo 76;
f) una dichiarazione di conformità con le politiche comunitarie pertinenti,
indicante i problemi incontrati e le misure adottate per porvi rimedio;
g) se del caso, la riutilizzazione degli importi recuperati a norma
dell’articolo 33 del regolamento (CE) n. 1290/2005.
3. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 26 del regolamento (CE) n. 1290/2005,
la relazione è giudicata ricevibile se contiene tutti gli elementi elencati al
paragrafo 2 e consente di valutare l’attuazione del programma.
La Commissione dispone di un termine di due mesi per formulare osservazioni
sulla relazione annuale dal giorno in cui questa le è stata trasmessa
dall’autorità di gestione. Detto termine è prolungato a cinque mesi per la
relazione finale. Se la Commissione non si pronuncia entro il termine fissato, la
relazione si considera accettata.
4. I dettagli relativi alle relazioni annuali per specifici programmi ai sensi
dell’articolo 66, paragrafo 3, sono stabiliti in conformità della procedura di cui
all’articolo 90, paragrafo 2.

Articolo 83
Esame annuale dei programmi.
1. Ogni anno, al momento della presentazione della relazione annuale, la
Commissione e l’autorità di gestione esaminano i risultati salienti dell’anno
precedente, secondo una procedura da definirsi d’intesa con lo Stato membro e
con l’autorità di gestione.
2. In seguito a tale esame, la Commissione può rivolgere osservazioni allo
Stato membro e all’autorità di gestione, la quale ne informa il comitato di
sorveglianza. Lo Stato membro informa la Commissione del seguito dato a tali
osservazioni.

TITOLO VII Sorveglianza e valutazione
Capo II
Valutazione
Articolo 84
Disposizioni generali.
1. La politica e i programmi di sviluppo rurale sono soggetti a valutazioni ex
ante, intermedia ed ex post, ai sensi degli articoli 85, 86 e 87.
2. Le valutazioni hanno lo scopo di migliorare la qualità, l’efficienza e l’efficacia
dell’attuazione dei programmi di sviluppo rurale. Esse misurano l’impatto dei
programmi in rapporto agli orientamenti strategici comunitari di cui all’articolo
9 e ai problemi specifici di sviluppo rurale degli Stati membri e delle regioni
interessati, con particolare riguardo alle esigenze dello sviluppo sostenibile e
all’impatto ambientale, disciplinati dalla pertinente normativa comunitaria.
3. L’attività di valutazione è organizzata, a seconda dei casi, sotto la
responsabilità degli Stati membri o della Commissione.
4. Le valutazioni di cui al paragrafo 1 sono effettuate da valutatori
indipendenti. I risultati sono resi disponibili fatto salvo il regolamento (CE) n.
1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001,
relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del
Consiglio e della Commissione.
5. Gli Stati membri mobilitano le risorse umane e finanziarie necessarie per
l’esecuzione delle valutazioni, organizzano la produzione e la raccolta dei dati
richiesti e utilizzano le informazioni fornite dal sistema di sorveglianza.
6. Gli Stati membri e la Commissione concordano i metodi e le modalità di
valutazione applicabili, su iniziativa della Commissione, nell’ambito dell’articolo
80.

Articolo 85
Valutazione ex ante.
1. La valutazione ex ante forma parte integrante dell’iter di elaborazione di
ogni programma di sviluppo rurale ed è intesa a ottimizzare la ripartizione delle
risorse finanziarie e a migliorare la qualità della programmazione. Essa
identifica e valuta i fabbisogni a medio e lungo termine, le mete da raggiungere, i risultati da ottenere, gli obiettivi quantificati, segnatamente in
termini di impatto rispetto alla situazione di partenza, il valore aggiunto
comunitario, la misura in cui si è tenuto conto delle priorità comunitarie, le
lezioni del passato e la qualità delle procedure di attuazione, sorveglianza,
valutazione e gestione finanziaria.
2. La valutazione ex ante è condotta sotto la responsabilità dello Stato
membro.

Articolo 86
Valutazione intermedia ed ex post.
1. Gli Stati membri istituiscono un sistema di valutazione annuale in itinere di
ciascun programma di sviluppo rurale.
2. L’autorità di gestione del programma e il comitato di sorveglianza si basano
sulle valutazioni in itinere per:
a) esaminare l’andamento del programma rispetto ai suoi obiettivi,
mediante indicatori di risultato ed eventualmente d’impatto;
b) migliorare la qualità del programma e la sua attuazione;
c) esaminare le proposte di modifiche sostanziali del programma;
d) preparare la valutazione intermedia e la valutazione ex post.
3. L’autorità di gestione riferisce ogni anno, a cominciare dal 2008, al comitato
di sorveglianza in merito alle attività di valutazione in itinere. Un riepilogo delle
attività è inserito nella relazione annuale di cui all’articolo 82.
4. Nel 2010, la valutazione in itinere si presenta come una relazione di
valutazione intermedia distinta. Essa propone misure per migliorare la qualità
dei programmi e la sua attuazione.
Su iniziativa della Commissione, viene compilata una sintesi di tutte le
valutazioni intermedie dei programmi.
5. Nel 2015, la valutazione in itinere si presenta come una relazione di
valutazione ex post distinta.
6. La valutazione intermedia e la valutazione ex post analizzano il grado di
utilizzazione delle risorse, l’efficacia e l’efficienza della programmazione del FEASR, il suo impatto socioeconomico e l’impatto sulle priorità comunitarie.
Esse esaminano se sono stati raggiunti gli obiettivi del programma e tentano di
trarre conclusioni utili per la politica di sviluppo rurale. Individuano i fattori che
hanno contribuito al successo o all’insuccesso del programma, tra l’altro sotto il
profilo della sostenibilità, e rilevano le buone pratiche.
7. La valutazione in itinere è organizzata dall’autorità di gestione in
collaborazione con la Commissione. Essa è predisposta su base pluriennale e
copre il periodo 2007-2015.
8. La Commissione organizza, di propria iniziativa, azioni di formazione, scambi
di buone pratiche e di informazioni per valutatori, esperti nazionali e membri
dei comitati di sorveglianza, nonché valutazioni tematiche e di sintesi.

Articolo 87
Sintesi delle valutazioni ex post.
1. Una sintesi delle valutazioni ex post viene compilata sotto la responsabilità
della Commissione, con la collaborazione degli Stati membri e delle autorità di
gestione, che provvedono a raccogliere i dati necessari alla sua stesura.
2. La sintesi delle valutazioni ex post deve essere ultimata entro il 31 dicembre
2016.

TITOLO VIII
Aiuti di Stato
Articolo 88
Applicazione della normativa agli aiuti di Stato.
1. Salvo disposizione contraria prevista dal presente titolo, al sostegno dello
sviluppo rurale da parte degli Stati membri si applicano gli articoli 87, 88 e 89
del trattato.
Tuttavia, fatto salvo l’articolo 89 del presente regolamento, gli articoli 87, 88 e
89 del trattato non si applicano ai pagamenti erogati dagli Stati membri a norma e in conformità al presente regolamento e rientranti nell’ambito di
applicazione dell’articolo 36 del trattato
(56)
.
2. Sono vietati gli aiuti per l’ammodernamento delle aziende agricole che
superano le percentuali fissate nell’allegato I
(57)
in riferimento all’articolo 26,
paragrafo 2. Tale divieto non si applica agli aiuti per investimenti:
a) realizzati principalmente nell’interesse pubblico, in relazione alla
conservazione dei paesaggi tradizionali modellati da attività agricole e forestali
o alla rilocalizzazione di fabbricati aziendali;
b) finalizzati alla tutela e al miglioramento dell’ambiente;
c) intesi a migliorare le condizioni di igiene e di benessere degli animali
nelle aziende zootecniche, e quelle relative alla sicurezza sul posto di lavoro.
3. Sono vietati gli aiuti di Stato concessi agli agricoltori per compensare gli
svantaggi naturali nelle zone montane e in altre zone svantaggiate, se non
soddisfano le condizioni di cui all’articolo 37. Tuttavia, in casi debitamente
giustificati, possono essere accordati aiuti supplementari che superino gli
importi fissati a norma dell’articolo 37, paragrafo 3.
4. Sono vietati gli aiuti di Stato a favore degli agricoltori che assumono
impegni agroambientali o per il benessere degli animali, se non soddisfano le
condizioni di cui rispettivamente all’articolo 39 e all’articolo 40. Tuttavia, in casi
debitamente giustificati, possono essere accordati aiuti supplementari che
superino gli importi fissati nell’allegato I
(58)
in riferimento all’articolo 39,
paragrafo 4, e all’articolo 40, paragrafo 3. In casi eccezionali debitamente
motivati, è consentito derogare alla durata minima di tali impegni prevista
all’articolo 39, paragrafo 3, e all’articolo 40, paragrafo 2.
5. Sono vietati gli aiuti di Stato a favore degli agricoltori che si adeguano ai
rigorosi requisiti prescritti dalla normativa comunitaria in materia di tutela
dell’ambiente, sanità pubblica, salute delle piante e degli animali, benessere
degli animali e sicurezza sul lavoro, se non soddisfano le condizioni di cui
all’articolo 31. Possono tuttavia essere accordati aiuti supplementari che
superino i massimali fissati a norma del suddetto articolo per aiutare gli
agricoltori a conformarsi alla normativa nazionale se questa va al di là dei
requisiti comunitari.
6. In mancanza di normativa comunitaria, sono vietati gli aiuti di Stato a
favore degli agricoltori che si adeguano a rigorosi requisiti prescritti dalla
normativa nazionale in materia di ambiente, sanità pubblica, salute delle piante
e degli animali, benessere degli animali e sicurezza sul lavoro, se non
soddisfano le condizioni di cui all’articolo 1. Tuttavia, se giustificato secondo il
disposto dell’articolo 31, possono essere accordati aiuti supplementari che
superino i massimali fissati nell’allegato I
(59)
in riferimento all’articolo 31,
paragrafo 2. (56) Comma così sostituito dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
(57) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
(58) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.
(59) Il termine «allegato» è stato sostituito da «allegato I» così come disposto
dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 74/2009.

Articolo 89
Finanziamenti nazionali integrativi.
Gli aiuti di Stato intesi a procurare finanziamenti integrativi per lo sviluppo
rurale che beneficia del sostegno comunitario sono notificati dagli Stati membri
e approvati dalla Commissione secondo le disposizioni del presente
regolamento, nell’ambito della programmazione di cui all’articolo 16. Agli aiuti
così notificati non si applica la prima frase dell’articolo 88, paragrafo 3, del
trattato.

TITOLO IX
Disposizioni transitorie e finali
Articolo 90
Comitato.
1. La Commissione è assistita da un comitato per lo sviluppo rurale
(«comitato»).
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli
articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE.
Il periodo di cui all’articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è
fissato a un mese. 3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.

Articolo 91
Modalità di applicazione.
Oltre alle misure previste da talune disposizioni del presente regolamento, per
l’attuazione del presente regolamento sono adottate modalità di applicazione
secondo la procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2. Esse riguardano in
particolare:
a) la presentazione dei programmi di sviluppo rurale proposti;
b) le condizioni applicabili alle misure di sviluppo rurale.

Articolo 92
Disposizioni transitorie.
1. Qualora siano necessarie misure specifiche per agevolare la transizione dal
sistema attualmente in vigore a quello istituito dal presente regolamento, tali
misure sono adottate secondo la procedura di cui all’articolo 90, paragrafo 2.
2. Tali misure sono adottate, in particolare, per inserire nell’ambito del
sostegno allo sviluppo rurale previsto dal presente regolamento le azioni di
sostegno comunitarie già esistenti, approvate dalla Commissione a titolo del
FEAOG, sezione orientamento, o del FEAOG, sezione garanzia, per un periodo
che termina dopo il 1° gennaio 2007 e per capire le valutazioni ex post dei
programmi del periodo 2000-2006.

Articolo 93
Abrogazione.1. Il regolamento (CE) n. 1257/1999 è abrogato a decorrere dal 1° gennaio
2007, ad eccezione dell’articolo 13, lettera a), dell’articolo 14, paragrafo 1, e
dell’articolo 14, paragrafo 2, primi due trattini, dell’articolo 15, degli articoli da
17 a 20, dell’articolo 51, paragrafo 3, e dell’articolo 55, paragrafo 4, e la parte
dell’allegato I che specifica gli importi di cui all’articolo 15, paragrafo 3. Tali
articoli sono abrogati a decorrere dal 1° gennaio 2010, fatto salvo un atto del
Consiglio adottato conformemente alla procedura di cui all’articolo 37 del
trattato.
I riferimenti al regolamento abrogato si considerano fatti al presente
regolamento.
Il regolamento (CE) n. 1257/1999 rimane applicabile alle azioni approvate
dalla Commissione ai sensi del medesimo regolamento anteriormente al 1°
gennaio 2007.
2. Le direttive e le decisioni del Consiglio che stabiliscono e che modificano gli
elenchi delle zone svantaggiate adottate ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 2,
del regolamento (CE) n. 950/97 sono abrogate a decorrere dal 1° gennaio
2010, fatto salvo un atto del Consiglio adottato conformemente alla procedura
di cui all’articolo 37 del trattato.

Articolo 94
Entrata in vigore.
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Esso si applica al sostegno comunitario concernente il periodo di
programmazione che ha inizio il 1° gennaio 2007. Tuttavia, il presente
regolamento non si applica prima dell’entrata in vigore della normativa
comunitaria che stabilisce le disposizioni generali sul FESR, sul FSE e sul CF,
per il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013, fatta eccezione per gli
articoli 9, 90, 91 e 92, che si applicano a partire dall’entrata in vigore del
presente regolamento.
Nonostante il secondo comma, l’articolo 37, l’articolo 50, paragrafi da 2 a 4, e
l’articolo 88, paragrafo 3, si applicano dal 1° gennaio 2010, in conformità con
un atto adottato dal Consiglio secondo la procedura istituita all’articolo 37 del
trattato.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, addì 20 settembre 2005.
Per il Consiglio
La presidente
M. BECKET

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