Poligono militare dell’Us Army a Sauris La Carnia si mobilita

C’è preoccupazione per il progetto nella zona del Bivera. L’associazione Pas lancia l’allarme, anche un volantinaggio

FORNI DI SOPRA. Torna la preoccupazione in Carnia e nel vicino Veneto, per la zona del Monte Bivera. Mentre attualmente la Regione sta vagliando l’ipotesi di regolamentare l’area, inserita per la ricchezza unica di specie di flora e di fauna che si trovano nella zona a confine fra i comuni di Forni di Sopra, Forni di Sotto, Sauris e Cadore, nel Sito di interesse comunitario, l’associazione ambientalista “Per altre strade” (Pas) di Forni di Sotto lancia l’allarme sul fatto che i militari starebbero ritornando alla carica per utilizzare stabilmente la zona con un poligono a disposizione dei battaglioni Nato.

Nei giorni scorsi a Sauris (località più vicina alla zona d’accesso all’area) sono comparsi diversi manifesti di protesta per mobilitare gli abitanti della Carnia.

La zona del Bivera, che interessa pure i comuni di Prato Carnico, Ovaro, Socchieve, era già stata individuata dall’esercito italiano, negli anni Settanta, per la creazione di un poligono permanente. La protesta però era esplosa. Migliaia di persone, provenienti dalla Carnia e dal Cadore, nel 1979 con azioni di disturbo attivo delle attività di sparo militare (venivano accesi dei fuochi all’interno dell’area soggetta alle esercitazioni, impedendole di fatto), fecero desistere il ministero dall’operazione.

Attualmente la zona viene però utilizzata dal nostro esercito quale poligono di tiro, con obici e cannoni, anche se non a carattere permanente, ma grazie a una convenzione con la Regione.

Ora la Nato, secondo le indicazioni fornite, starebbe concentrando in una sede unica, alla caserma Ederle e all’aeroporto Dal Molin di Vicenza, la 173esima Brigata di Fanteria Aviotrasportata dell’Us Army che si compone di sei battaglioni, di cui due sono di stanza in Veneto, mentre gli altri quattro si trovano attualmente in Germania.

Nel Triveneto dunque dovrebbero arrivare 4 mila militari entro la fine del 2013. Qui dovrebbe venire installata una rete di poligoni che andrebbero a disposizione delle unità militari: Cao Malnisio (Valcellina, l’unico che risponde agli standard Usa), Monte Ciaurlec (zona di Spilimbergo), il greto del Tagliamento (area di Maniago), il Dandolo (Maniago), Rivoli Bianchi di Venzone e Artegna.

Nella nostra montagna, per dotare i soldati di nuove aree di addestramento, sarebbero in corso progetti per l’acquisizione di immagini aeree di altre aree di interesse. In particolare, in Carnia si farà la mappatura del Monte Bivera (area di Sauris), nel Pordenonese interessa il poligono del Cellina Meduna, mentre in Cadore gli occhi elettronici saranno puntati sulla Val d’Oten (sopra Calalzo di Cadore).

L’avvento dei soldati statunitesnsi in zona sarebbe più consistente, in quanto la 173esima Brigata è costituita da battaglioni di paracadutisti che utilizzano armi leggere, ma anche di obici Howitzer, armi di due tonnellate di peso e con bocca di fuoco da 105 millimetri che richiedono vaste aree per gli addestramenti.

Le prime avvisaglie sono già note in loco e la popolazione carnica, come si diceva, comincia a preoccuparsi per questi “Giochi di guerra in tempo di pace” come viene definito il progetto, che parte dal fatto che nel Triveneto, oltre ai poligoni già attivi, saranno presto a disposizione dei soldati a strisce e stelle anche altre aree.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

di messaggeroveneto.gelocal.it

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *