Orobie: proiettili di gomma se l’orso diventa pericoloso

Proiettili di gomma. Anche così Forestale e agenti della Polizia provinciale potranno allontanare dai centri abitati l’orso, qualora l’esemplare che da alcuni mesi stanzia sulle Orobie dovesse diventare pericoloso. Il personale addetto ai controlli sulle nostre montagne sta partecipando ai corsi di formazione della Regione proprio per affrontare l’eventuale pericolosità del plantigrado: si apprende la biologia, il comportamento e, come agire in caso di presenza ravvicinata. Ma se, tra gli allevatori c’è preoccupazione, di vera emergenza, fino a oggi non si può parlare. Tanto che i fucili coi proiettili di gomma sono ancora rimasti a casa.

Le nostre montagne, comunque, sembra che nei prossimi anni dovranno abituarsi alla presenza di questo grosso predatore rimasto lontano dalle Orobie per oltre un secolo. Il ritorno avvenne, con gran clamore, il 21 maggio 2008. Proveniva dal Trentino dove, dal 1999 al 2002, erano stati introdotti nove esemplari, nell’ambito di un progetto europeo di ripopolamento delle Alpi (Life Arctos).

JJ5, così si chiamava l’orso che per due anni girovagò sulle Orobie, era figlio di due plantigradi trentini. Fotografato ad agosto dello stesso anno, rimase nelle nostre valli fino al giugno 2009. Quindi fece ritorno in Trentino, dove si trova ora. Per due anni, a parte qualche segnalazione al confine col Bresciano e al passo San Marco, pare che gli orsi siano stati lontano da casa nostra.

Il ritorno alla fine dello scorso marzo, con la prima incursione a Vilminore. I raid, quindi, a pochi giorni di distanza, da una parte all’altra delle Orobie: a inizio aprile a Branzi e Valleve, quindi a Piazzatorre, ancora a inizio maggio a Vilminore, dove per la prima volta viene avvistato da un camionista mentre attraversa la strada. Capre e pecore, animali che hanno perso l’istinto «antipredatorio», sono le vittime principali. Le ultime incursioni a Oltre il Colle, Gandellino e Roncobello. Raid che, negli ultimi casi, sono stati ravvicinati da un punto di vista temporale e lasciano ipotizzare la presenza di due esemplari.

di www.ecodibergamo.it

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