Oltre i seimila sull’Himalaya dalla Valsusa a 74 anni

Alberto Re, guida alpina di Salbertrand, già presidente nazionale dell’associazione, ha salito con un gruppo di amici l’Island Peak, 6.189 metri, in venti giorni dall’Italia e ritorno: “Un’esperienza emozionante, che non dimenticherò mai”

di FABIO TANZILLI

A 74 anni sulle cime dell’Himalaya. Il valsusino Alberto Re è appena tornato da una spedizione sulle vette del Nepal, dove ha scalato con successo l’Island Peak, 6.189 metri. Con un gruppo di amici, accompagnato da due sherpa, in un blitz di 20 giorni da Bardonecchia è riuscito a raggiungere la cima. Presidente dell’associazione delle guide alpine italiane dal 1997 al 2003, oltre 250 spedizioni in tutto il mondo in quarant’anni di carriera alpinistica, Re non ha avuto esitazioni.

Anzi, arrivato a quota cinquemila metri, ha proseguito solo con una parte della comitiva, visto che in quattro – ben più giovani di lui –  hanno preferito gettare la spugna, esausti. “E’ stata un’esperienza emozionante, che non dimenticherò mai. Attraverso una montagna glaciale, contornata dalle vette degli 8000, siamo passati attraverso la Valle del Solo Kumbu – spiega Re – che porta al campo base dell’Everest, a quota 5.200 metri”. Un’avventura tutt’altro che facile, e per quello diventa speciale: “Nei primi otto giorni di spedizione il gruppo ha iniziato il trekking fino al campo base dell’Everest – aggiunge la guida alpina – in modo da poter acquisire la necessaria acclimatazione. Abbiamo inoltre messo in conto una giornata di sosta, ed altre due scendendo più in basso, per poi risalire al campo base dell’Island Peak”. Le condizioni meteo favorevoli hanno poi aiutato la comitiva a raggiungere la vetta, così da raggiungere l’obiettivo: “Il giorno dopo abbiamo compiuto la salita finale alla conquista della cima… sono contento anche per aver portato alcuni miei amici, che ci tenevano a vivere questa esperienza con me”.

Nonostante l’impresa appena fatta, Alberto Re mostra la sua caratteristica umiltà montanara, e cerca di minimizzare: “Il tracciato non era particolarmente difficile , in parte costituito da morene e creste rocciose. Siamo andati avanti così, fino a raggiungere un ghiacciaio, non eccessivamente ripido ma piuttosto crepacciato”. E così si arriva a pochi passi dalla vetta: “Dopo ore di cammino, la scalata conclusiva l’abbiamo fatta lungo un pendio scosceso su neve, attrezzato con corde fisse fino a una sporgenza abbastanza affilata, che precede la punta”. A quota 6189 metri, la soddisfazione era davvero tanta. La fatica delle oltre tre settimane di spedizione si è dissolta di fronte all’invidiabile panorama che offriva la cima dell’Island Peak. Poi, il ritorno al campo base, e successivamente il ritorno a casa.  Ancora tra le montagne che ama di più, quelle dell’Alta Valle Susa, dove Re ha scelto di vivere ormai da anni. Nella sua casa in legno e pietra, nel piccolo borgo di Salbertrand, rivivono tra oggetti e parole esperienze e salite, ricordi ed emozioni ad alta quota. Eppure Alberto Re non sembra volersi fermare, i 74 anni  di montagna vissuta non lo frenano, perché quando si tocca il cielo con un dito – davvero – non conta l’età anagrafica, ma la voglia di sfidare e superare i propri limiti.

di torino.repubblica.it

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