Norcia, a 33 anni dal sisma arrivano gli ultimi fondi

Due milioni di euro dalla Regione al Comune di Norcia

Arrivano a 33 anni dal terribile terremoto di Norcia gli ultimi fondi per la ricostruzione post-sisma. Due milioni di euro che scrivono la parola fine su una delle pagine più tremende della storia recente della città. Sì, perché in quei 33 devastanti secondi del 19 settembre 1979 persero la vita cinque persone, vennero rase al suolo alcune frazioni e si contarono decine di feriti. Ma oltre alle lacrime e alla disperazione, sei anni dopo nel 1985, arrivò anche la vergogna, prima con l’arresto dell’allora sindaco Dc e, poi, con la condanna in primo grado per concussione.

Due milioni dopo 30 anni Si chiude così, con un trasferimento di 2 milioni di euro dalla Regione al Comune di Norcia, quello che la cronaca di allora definì «Lo scandalo della Valnerina». Il fondo post-sima del 1979, stimato inizialmente intorno ai 900mila euro, ma poi ingrossato fino ad arrivare a coprire la totalità di quegli interventi, 68 per l’appunto. Lavori autorizzati trent’anni fa dal Comune, ma che i cittadini hanno realizzato, in tutto o in parte, di tasca propria . Insomma, per qualche tempo si è temuto che dopo il danno, l’attesa infinita, potesse esserci anche la beffa. Ma fortunatamente così non è stato. Tanto che dal Comune fanno sapere: «Di certo questo contributo ci consentirà di liquidare tutte le pratiche aperte e di questo siamo particolarmente soddisfatti».

Chiusa pagina terribile Parlare di lieto fine sarebbe, però improprio. Il sisma del 1979 e i risvolti giudiziari furono a dir poco drammatici, ma di certo si può dire finalmente conclusa una vicenda che per dieci anni sconvolse la comunità nursina e mise a soqquadro gli ambienti politici umbria. Sì, perché prima quel terremoto devastante, con un epicentro individuato entro i confini del Comune e una forza di 5.9 scala Richter, portò alla morte di tre persone, altre due a Cascia, e alla distruzione di interi centri abitati. Poi i cantieri fantasma che incassarono i soldi e sparirono. Le proteste della gente costretta a vivere nei container e, nel 1985, il risvolto giudiziario  con l’arresto del sindaco Alberto Novelli (Dc) e di alcuni  impresari edili del nord Italia arrivati a Norcia per la ricostruzione. Negli anni immediatamente successivi al sisma, per l’allora giudice istruttore  del tribunale di Spoleto, il primo cittadino, maestro di scuola elementare, rappresentava la testa di ponte degli imprenditori veneti. Nel giugno 1989 arrivò la condanna di primo grado (2 anni e 10 mesi) per concussione. Insieme al primo cittadino furono condannate altre 4 persone.

di Chia. Fa – www.umbria24.it

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