Maddalena, vita in stalla tra le mucche d’alta quota

L’attività, con l’aiuto di marito e figlio, a Penia di Canazei, oltre i 1500 metri E dall’ottimo latte prodotto arriva sulle tavole il «Cuor di Fassa»

PENIA DI CANAZEI. E’ proprio vero che all’attività umana non c’è limite come nel caso della povertà, quando vedi un paese povero credi che questo sia il più povero, poi visitandone un altro scopri che è ancora più povero. Ebbene, la cosa è analoga anche con la scoperta delle donne protagoniste in agricoltura. Credevamo che la stalla di Elda Rason a 1400 metri s.l.m. fosse al limite delle aziende zootecniche trentine, ma spingendoci oltre in cima alla Valle di Fassa, ai piedi della regina delle Dolomiti, la Marmolada, a Penia di Canazei, abbiamo trovato una stalla oltre i 1500 metri.

A condurla è Maddalena Jori, 46 anni, che, con l’aiuto nei fine settimana del marito e del figlio maggiore, porta avanti una stalla di sette mucche, che alimenta – ci tiene con orgoglio a precisare – solamente con il fieno prodotto sui prati della zona. Un foraggio ricco dei profumi della flora di alta montagna che vengono tutti trasmessi tramite il latte agli stupendi formaggi prodotti dal Caseificio Sociale Val di Fassa, ed in particolare al tipico “Cuor di Fassa”.

Ma come mai una donna in una zona turistica come Canazei si impegna in un’attività così impegnativa 365 giorni l’anno come la zootecnia da latte, pur avendo marito e figlio maggiore che lavorano altrove? Maddalena Jori risponde con naturalezza: «Ho avuto la passione per la stalla fin da piccola e l’ho sempre mantenuta, poi mi sono sposata e d’accordo con il marito abbiamo deciso di tenerla anche se era un impegno non indifferente. «È la passione che fa tener duro e non cedere anche di fronte ai sacrifici, che pure sono spesso notevoli, mentre le soddisfazioni economiche sono scarse. Ma ho la soddisfazione che ora l’attività in stalla piace anche ai miei figli».

La stalla per cinque giorni la settimana è accudita da Maddalena e dal figlio più piccolo, che essendo ancora alle scuole medie, le dà una mano. Durante i fine settimana invece c’è sempre l’aiuto del marito che è un meccanico e del figlio maggiore che di professione fa il lattoniere. La stalla è collocata in paese, a Penia, con una bellissima vista sul maestoso Vernel. Nessun problema con i vicini, né con i residenti o i numerosi turisti che particolarmente l’estate arrivano in zona. Gli odori classici di stalla che altrove creano problemi a non finire, ai pochi allevatori rimasti non danno fastidi anche se l’estate le mucche vanno in malga. Anzi, precisa Maddalena, «i turisti sono molto interessati a vedere le nostre mucche e ci chiedono di entrare in stalla per capire come si produce il latte, spesso mai visto se non in bottiglia». La mandria è composta da tre Brune Alpine, tre Grigie Alpine e una Pezzata Nera. L’estate le mucche vengono monticate su malga San Pellegrino dove rimangono in media un centinaio di giorni durante tutta la stagione estiva. E la fienagione come avviene? «Abbiamo una macchina per tagliare il fieno poi tutte le attività di raccolta facendo i serpentoni con il girello e poi con la macchina l’imballaggio in balle piccole cubiche, e questo è tutto compito mio», spiega orgogliosa Maddalena. Ma come si trova essendo l’unica donna contadina a Penia? Viene guardata con simpatia anche perché il suo è un ruolo fondamentale per lo stesso turismo assicurando il taglio dei prati, che rimangono sempre belli, verdi e ed il bosco non avanza. E consente ai turisti di conoscere dal vivo, attraverso la visita alla vecchia stalla recentemente rimodernata, il mondo della zootecnia di montagna.

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