L’orso torna a caccia e sbrana due mucche

FERRARA DI MONTE BALDO. Il plantigrado si sposta nella parte orientale del Baldo e i malgari sono orso immagine webin allarme: «Questo non è il posto adatto a lui: ci sono troppi turisti». L’allevatore Silvetti: «In un mese ha predato una coppia di manze Abbiamo messo una foto-trappola e siamo riusciti a fotografarlo»

L’orso è passato dal versante occidentale a quello orientale del Baldo. È la parte più consona alla stagione, visto che in Valfredda nel 2007 trascorse il letargo KJ2G2 e vi ha probabilmente svernato anche il giovane M11, di cui quasi nulla di più si sa al momento. Del plantigrado, che di recente ha predato una manza, sono state trovate tracce ed escrementi. E visto che è tornato sul luogo del «delitto», ci sono pure immagini.  In effetti, sono due le bestie trovate uccise in una malga di Ferrara di Monte Baldo, ma solo nel secondo caso la polizia provinciale ha potuto vedere la carcassa, fare i rilievi e istallare una foto-trappola che ha ripreso il predatore. Le indagini per risalire all’esemplare responsabile sono in corso. Intanto i malgari non si sentono tranquilli. A subire la perdita degli animali è stato Giuseppe Silvetti, 51 anni, che alleva una quarantina di mucche in località Moie a Caprino, dove abita. D’estate, dal 1° giugno al 29 settembre, ne porta la metà a Malga Lonza, vicino a Novezzina, a Ferrara di Monte Baldo.  È proprio lui a raccontare: «Prima d’ora non era mai successo niente. Invece quest’estate, come se in montagna non si tribolasse abbastanza, mi sono trovato in difficoltà due volte: il 14 luglio e il 15 agosto. La prima, ho trovato una manza di 2 anni e mezzo uccisa nella malga. Era distesa con le gambe in su e un buco nello stomaco. Così ho chiamato il veterinario e l’ho mandata all’inceneritore. L’ho fatto a spese mie, senza pensare che fosse stata predata da un orso. Il 15 agosto, però, mi sono trovato davanti alla stessa scena, ma la manza sbranata aveva 10 mesi. Allora ho chiamato la polizia provinciale e abbiamo compilato un verbale. Abbiamo anche trovato orme, piuttosto grandi, ed escrementi. Ma niente pelo», precisa Silvetti. «Hanno raccolto il possibile, fotografato le impronte, messo una foto-trappola dove c’era la mucca che hanno lasciato lì come esca per vedere se l’orso sarebbe tornato. E infatti nei giorni successivi è riapparso ed è stato anche fotografato».  Per Silvetti, che non è sposato, non ha figli ed è abituato a vivere in montagna indipendente, questo fatto sta cambiando la situazione: «Io vado avanti, però non sono tranquillo per le altre mucche. Non è bello vederle ridotte così. Mi hanno assicurato che la seconda sarà rimborsata. Ma non è solo una questione di denaro». Poi aggiunge: «La malga è recintata da filo spinato normale ma l’orso, se tornasse, potrebbe romperlo un’altra volta. Mi hanno parlato di reti speciali. Vedremo… Intanto la stagione sta finendo e porterò gli animali in stalla».  Cesarina Giacomazzi, 35 anni, dell’agriturismo Malga Ime, che con la sorella Marianna e il fratello Alessandro gestisce anche una azienda agricola con 120 vacche, fa sapere: «D’estate le mucche stanno nel prato che circonda l’agriturismo che porta il nome del blocco della malga. A me non è mai successo nulla e quest’anno non ho visto l’orso, anche se in questi ultimi giorni ne parlano tutti. L’estate scorsa, invece, è capitato qui quello piccolo. Non ha fatto danni», dice, «ma mi ha creato problemi con gruppi scout che campeggiavano in tenda nel prato e che volevano andare via. Noi speriamo non succeda mai nulla ma ci spaventano gli ultimi attacchi ai bovini dei vicini. Noi ci spostiamo spesso con gli animali e la situazione non mi pare sicura. Abbiamo quattro bambini, i nostri figli che stanno in malga con noi, che a volte si spostano soli dall’agriturismo alla stalla. Non possiamo certo tenerli chiusi in casa. Adesso partoriscono le mucche; non vorrei sbranassero i vitelli. In montagna le difficoltà sono molte: non vogliamo vivere con la paura».  Paolo Giacomazzi, 51 anni, ha un allevamento di un centinaio di vacche da latte ai Masi di Spiazzi, dove vive con moglie e quattro figli: «Ho visto l’animale sbranato del mio vicino e, con gli agenti, abbiamo individuato le tracce. Qualche giorno prima anche una mia mucca all’alpeggio aveva piaghe e graffi sulla schiena a cui, però, non ho fatto caso. Ho collegato le due cose dopo. Insomma, il Baldo non è adatto all’orso. Qui ci sono tantissimi allevamenti, tanta gente, tanti turisti».

 

Barbara Bertasi

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