Leggenda di Macugnaga: la conta dei morti

Immaginiamoci in una vecchia Stube di Macugnaga, seduti sulla panca di legno che circonda ilMacugnaga prima neve “fornetto”, appoggiati all’antica stufa ne riceviamo il tepore e intorno a noi il profumo intenso del caffè che si mescola a quello altrettanto magico del legno trattato con la cera d’api. Fuori, dalle piccole finestre intravediamo i boschi di faggi colorati e macchiati qua e là da grandi pini verde scuro e larici dorati e … la nebbia, che cala silenziosa insieme alla notte. Atmosfera ideale, per ascoltare un’antica leggenda Walser, e … visto il calendario, non poteva che avere per titolo:

La conta dei morti

Un antica leggenda walser racconta, che, il primo di novembre le anime dei defunti godono di un momento di sollievo e per qualche ora sono esonerate dalle pene che stanno scontando in attesa del Paradiso e possono quindi ritornare nei luoghi dove hanno trascorso la loro vita. Questo è il motivo per cui, nelle case di Macugnaga, durante la notte dei morti si usa lasciare un uscio aperto e un lume acceso, così da permettere alle anime di ricongiungersi al nucleo famigliare per qualche ora.

Prima di ritornare nell’aldilà, le anime si riuniscono nel cimitero che circonda la Chiesa Vecchia e partecipano alle funzioni pomeridiane che si celebrano in loro suffragio alla presenza di tutta la popolazione. Alla fine delle funzioni, quando a tarda sera tutta la gente si ritira nelle proprie case e le campane suonano i loro mesti rintocchi per parte della notte, i morti vi si trattengono ancora un po’ per fare la conta di coloro che moriranno entro l’anno successivo.

Fu così che un uomo di mezza età, consapevole del rito e vinto dalla curiosità, volle fermarsi in chiesa dopo la funzione per sentire i morti pronunciare i nomi di quelli che entro l’anno li avrebbero raggiunti. Entrò di soppiatto nel coro e si nascose dietro l’altare. Quando la chiesa si fu svuotata completamente, i defunti secondo costume, cominciarono a scandire i nomi di coloro che sarebbero morti. Alla fine della conta il curioso, che aveva ascoltato con il batticuore, tirò un gran respiro di sollievo siccome il suo nome non era stato pronunciato. Ma proprio in quel momento i morti aggiunsero: “Anche quello che ci sta ad ascoltare dietro l’altare dovrà venire con noi”. E così fu.

di www.discoveryalps.it

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