Le “Bières du Grand Saint Bernard” verso l’ampliamento

Un’azienda valdostana che punta a ingrandirsi e una storica area industriale, da anni ridotta ai suoi minimi termini, che potrebbe tornare a rivivere. Si riassume così quanto sta accadendo nel Grand Combin, dove il giovane birrificio artigianale «Bières du Grand Saint Bernard» ha deciso di espandersi e ha puntato gli occhi sugli stabilimenti dell’ex area Maxel, a Gignod.

 

La «Bières du Grand Saint Bernard» è nata nel 2009, a Etroubles, da un’idea di Rémy Charbonnier e Stefano Collé, partendo con un impianto da 10 ettolitri e una capacità annua di produrre 700 ettolitri di birra artigianale, destinata soprattutto al mercato valdostano. Oggi la produzione è più che raddoppiata e arriva ad una quota tra 800 e 1500 ettolitri, con 5 diverse birre realizzate e vendita in tutta Italia e, da poco, anche in Svizzera. «Siamo in fase di crescita, abbiamo bisogno di cambiare» ammette Charbonnier.

 

Che il birrificio di Etroubles stia puntando su Gignod e sullo stabilimento che per anni ha prodotto i bastoncini della Scott e che oggi mantiene viva – ma al lumicino – quella tradizione sotto le insegne Spf lo ha fatto intuire nei giorni scorsi l’assessore alle Attività produttive Raimondo Donzel. Durante il suo intervento alla cerimonia dei 70 anni di Confindustria, venerdì scorso, Donzel ha parlato della «manifestazione di interesse, da parte di un birrificio, per l’ex area Maxel», senza fornire ulteriori particolari. Qualche ricerca e lo sguardo è andato subito ad Etroubles. L’assessore, pungolato, conferma: «Ci è arrivata una manifestazione di interesse per occupare il piano seminterrato e una parte esterna di quel stabilimento. Bisogna arrivare ancora ad una formulazione definitiva ma le trattative non sono ferme».

 

Lo stabilimento di Gignod, in località Chambavaz, conta in tutto 9625 metri quadrati disposti su quattro piani. Attualmente è occupata, dall’Spf, solo una parte del piano superiore. Quattro anni fa si pensò a quell’immobile, di proprietà di VdA Structure, per l’insediamento di un polo produttivo che riunisse diversi artigiani valdostani, ma non se ne fece nulla. Oggi la possibilità che la «Bières du Grand Saint Bernard» si sposti lì è concreta: «L’interesse – dice Remy Charbonnier – c’è, abbiamo contatti con la Regione, stiamo discutendo. Se ci sposteremo a Gignod ci saranno un po’ di lavori da fare. Però la cosa positiva è che resteremmo nella vallata che dà il nome alla nostra birra». Oggi il marchio di Etroubles, partito con due soci e un dipendente, occupa quattro persone: «Entro l’anno diventeremo cinque e poi, se tutto va come deve andare, assumeremo almeno un’altra persona» dice Charbonnier.

di www.lastampa.it

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