L’altra faccia delle Dolomiti

Decine di vette a forma di guglie, gole di roccia che si aprono su boschi a perdita d’occhio e pianori ricchi di flora spontanea. Questo scenario è solo un aspetto delle montagne del Friuli Occidentale e del suo principale territorio protetto, il Parco delle Dolomiti Friulane: 37mila ettari divisi tra le Province di Pordenone e Udine, da due anni inclusa dall’Unesco nel Patrimonio dell’Umanità.
Montagne tutt’altro che “griffate”, le Dolomiti Friulane. Lo sviluppo turistico e immobiliare di queste zone è ancora ai primordi rispetto alle vicine ma più blasonate stazioni sciistiche di Veneto e Trentino Alto Adige. E procede a ritmi lenti, con un’offerta basata su case dall’architettura spartana, in linea con paesaggi così integri da sembrare creati apposta per chi è in cerca di fughe di relax, o per gli sportivi e gli appassionati dell’avventura. Tutto il territorio del Parco è infatti una palestra nella natura. Percorsi di trekking, forre attraversate da torrenti in cui praticare rafting o canyoning e crinali rocciosi ideali per ogni livello di arrampicata. Sono gli scenari della Val Cellina, con i borghi di Cimolais, sede del Parco, Claut, Barcis e Andreis e della Val Meduna, con i comuni Frisanco e Tramonti di Sotto.

Polo di riferimento per gli sport sulla neve è invece Piancavallo, una delle stazioni invernali più gettonate del Friuli Venezia Giulia. Tra le novità 2011 una pista esclusivamente dedicata allo sci alpinismo fruibile (ogni giovedì) anche nelle ore notturne.

«A Piancavallo le quotazioni, stabili negli ultimi 2-3 anni, oscillano su medie di 1.400 euro al mq per l’usato e di 2.200 euro per il nuovo o ristrutturato, la cui tipologia preferita è il trilocale da 60-70 mq ubicato in condomini vicini ai campi da sci» spiega Cesare Zulian, titolare ad Aviano della Ideal Immobiliare.

Nei Comuni pedemontani del Parco, invece, l’oggetto più ricercato è la tipica casa di montagna friulana, in pietra e legno, con giardino. «Immobili che costano meno di 100mila euro – dice Fabio Puzzoli, agente dell’Immobiliare Sirio, a Spilimbergo –. La richiesta di seconde case in montagna si concentra quasi esclusivamente sulla fascia tra 60 e 80mila euro».

Le aspettative di futuri sviluppi di mercato si basano sulle operazioni di riqualificazione. Una di queste riguarda il Comune di Barcis, all’interno del Parco delle Dolomiti Friulane davanti l’omonimo lago artificiale dalla acque verdissime, dove si svolgono anche gare internazionali di motonautica. «L’intervento, in via di conclusione, riguarda 20 monolocali, dalla tipica architettura montana, con mansarde e travi a vista, che sorgerà attorno a una nuova piazza affacciata sul lungolago» spiega Francesco Rusconi, titolare del l’omonima agenzia immobiliare, a Maniago. I prezzi annunciati sono al momento i più alti del Parco: 1.500 euro al metro.

Un significativo intervento di restauro ha riguardato qualche anno fa anche il comune di Clauzetto, noto come il “balcone sul Friuli” per la sua esposizione panoramica sulla valle del Tagliamento, dove vecchi stavoli (antiche stalle) sono stati trasformati in piccoli pied-à-terre.

L’offerta di questi oggetti da recuperare è ampia. «I prezzi, rimasti in pratica quelli di 5 anni fa, partono da 5mila euro per i ruderi più diroccati, e toccano i 30mila euro per le strutture ancora in piedi, in genere intorno ai 100 mq di spazio interno. La spesa indicativa per riattare questi immobili oscilla fra 600 e 700 euro al metro».

Il lieve incremento di presenze turistiche si riflette nell’allargamento dell’offerta di appartamenti e case in buona parte dei 26 borghi pedemontani della provincia di Pordenone. Un trend che potrebbe essere migliorato potenziando la rete dei bed & breakfast e, soprattutto, il sistema degli alberghi diffusi, il modello di sviluppo turistico territoriale basato sul recupero degli immobili degli antichi borghi a fini di ospitalità turistica.

Tra gli investimenti quello di 3,3 milioni di euro distribuito in due alberghi diffusi: uno nel borgo di Barcis, e offrirà 90 posti letto, mentre altrettanti saranno disponibili negli altri comuni sparsi tra le due valli, ossia Claut, Cimolais, Erto e Casso. Sovvenzioni comunitarie sono previste per due nuovi alberghi diffusi a Polcenigo e a Vivaro.

IN PILLOLE
Borghi più belli d’Italia previsti 200 nuovi posti letto 

A Frisanco (Pn) e per la frazione di Poffabro, censiti dall’Anci tra i 100 borghi più belli d’Italia, il Comune sta portando avanti un progetto di ampliamento del già presente sistema di paese albergo. I contributi della Comunità europea ammontano a 1,1 milioni di euro. Risorse con cui si pensa di finanziare almeno 200 nuovi posti letto in zone di montagna e nei omuni del Parco e dell’intera parte nord della montagna pordenonese, da promuovere, attraverso specifici bandi.

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di www.casa24.ilsole24ore.com

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