L’Ultima Brigantessa, Maria Oliverio detta Ciccilla

Articolo di www.cinquew.it

ROMA – È uscito il romanzo dal titolo L’ultima Brigantessa, pubblicato dalla casa editrice Marco Valerio di Torino. Nel libro è raccontata la storia della brigantessa Maria Oliverio, detta Ciccilla, moglie del capobrigante Pietro Monaco, alias Brutta Cera. Catturata nel febbraio del 1864, la Oliverio è processata e condannata a morte “mediante fucilazione nella schiena”. E’ l’unica brigantessa italiana alla quale è data una tale pena, che però è subito commutata dal Re Vittorio Emanuele II in quella di lavori forzati a vita.
Rinchiusa nella celebre Fortezza di Fenestrelle, si spegne quindici anni dopo. La storia, tutta vera, fa cogliere il senso di quell’evento complesso e straordinario quale fu il brigantaggio meridionale, capace di turbare, anche dopo 150 anni dall’avvenuta unità d’Italia, la coscienza di quanti riflettono senza pregiudizi sulle modalità e sulle tappe dell’unificazione del paese e disvela scenari che concordano nell’imputare al processo di unificazione politica dell’Italia e alle sue modalità la nascita di una “nazione forzata”: forzata perché non impresa corale, collettiva, ma opera di una minoranza, che ha ritenuto opportuno seguire un percorso essenzialmente diplomatico e militare.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *