L’orso sul Crostis attacca un gregge e sbrana 4 pecore

Ravascletto, due incursioni in giorni diversi a quota 2000. Gli esperti: potrebbe essere l’esemplare di Socchieve
RAVASCLETTO. Torna a farsi vivo l’orso in Carnia e sbrana quattro pecore sul Monte Crostis a Ravascletto. Il plantigrado ha fatto visita al gregge di Roberto De Prato, in Casera Tarondut Alta. Le aggressioni sono state due, in due giorni successivi, a quota 2000 metri. Ad accorgersi del fatto lo stesso De Prato che due giorni or sono si è accorto della mancanza di tre pecore, ritrovate morte, mentre una quarta è stata ritrovata morta il giorno successivo.

De Prato ha allertato il Corpo forestale regionale che assieme agli esperti dell’Università di Udine ha compiuto un’ispezione sul posto. «Siamo intervenuti insieme- spiega Stefano Filacorda, il docente che segue per l’università udinese il ritorno dell’orso in Friuli – con la forestale nell’ambito del progetto Life Plus Natura Arctos della Regione». Per i rilievi si sono recati sul Crostis i forestali Della Pietra e Zambon, per l’università il docente Madinelli con un gruppo di studenti delle università di Udine e di Torino. «Riteniamo che in Carnia ci siano 3 orsi, due trentini e uno sloveno. Se avremo fortuna, riusciremo anche a fotografarli».

Per fare questo gli esperti hanno piazzato sul corpo di una pecora una fotocamera a infrarossi che, in caso di ritorno dell’orso per terminare il pranzo, dovrebbe catturarne le immagini. «Abbiamo rilevato la presenza dell’orso da impronte: si tratta di un esemplare adulto, forse dell’orso avvistato a Socchieve nel 2009». Per avere certezze sulla sua identità occorrerebbe avere tracce, peli o feci, che permettano l’analisi genetica, ma non ne sono state trovate. Secondo Filacorda, qualora si tratti dell’orso avvistato a Socchieve 3 anni fa, l’animale che ha aggredito le pecore dovrebbe avere 5 anni.

La sua aggressività, normale in giovane età, starebbe, nonostante questo attacco, regredendo. «Dalla fine del letargo, in primavera, abbiamo rilevato solo 3 attacchi: due una ventina di giorni fa a Voltois e Oltris di Ampezzo, e quello di questi giorni sul Crostis. Molto meno numerosi di quelli che si erano verificati negli anni precedenti». Nessun problema per le persone, secondo Filacorda: l’orso tende a fuggire in presenza dell’essere umano. Nell’ambito dello stesso progetto, il 17 maggio a Forni di Sopra si terrà un incontro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA di messaggeroveneto.gelocal.it

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *