Imu nel Pordenonese: in arrivo la stangata

La beffa del catasto: rendite ferme da 30 anni, penalizzata la montagna. La Provincia avvisa i Comuni: c’è il rischio di aumentare i casi di povertà

PORDENONE. Imu, maneggiare con cura perché il rischio è quello di allungare la fila degli utenti ai Servizi sociali. Se si potesse sintetizzare con uno slogan, il messaggio che la Provincia ha voluto lanciare ai Comuni alla vigilia dell’approvazione delle aliquote della nuova Ici più o meno suonerebbe così.

Come emerge dallo studio condotto dall’Osservatorio delle politiche abitative, l’Imu può avere effetti distorsivi sul mercato, penalizzando i pensionati a basso reddito e con case di proprietà e anche chi abita in affitto perché si vedrà scaricare sul canone le maggiori tasse che il proprietario dovrà pagare.

Le rendite. Federica Di Piazza, la docente che ha realizzato insieme a Federico Della Puppa, l’analisi sull’Imu per conto della Provincia parla di «effetto perverso del catasto», con rendite ferme a trent’anni fa e un moltiplicatore automatico per il calcolo dell’Imu che, in alcuni casi, valuta gli immobili ben oltre il loro valore di mercato.

Il fenomeno è evidente in alcuni quartieri della città e in montagna. Nel centro storico, a esempio, l’imponibile Imu sarà del 30 per cento superiore a quello di mercato, mentre se ci si sposta in periferia la differenza è del 5 per cento superiore per le quotazioni di compravendita. A Porcia 8,28 per cento in più del valore imponibile su quello di mercato, ma in periferia le rendite sono ancora inferiori (12,45 per cento) rispetto al mercato. Fortemente penalizzata la montagna: a Claut la rivalutazione delle rendite fa in modo che l’imponibile Imu sia superiore del 45,76 per cento rispetto ai prezzi di mercato. Per quanto riguarda gli immobili commerciali, la categoria più penalizzata è quella dei negozi (incremento del 34 per cento), mentre in alcuni casi i capannoni sono favoriti rispetto a quanto pagano ora di Ici.

Le aliquote. La leva dei Comuni è rappresentata proprio dalle aliquote: per le prime case rispetto al valore ordinario dello 0,4 per cento si può oscillare dallo 0,2 allo 0,6; per le altre abitazioni si varia dallo 0,46 all’1,06 per cento, con aliquota base 0,76.

Per le case date in affitto, quindi si potrà pagare mediamente dal 13,3 al 62,4 per cento in più rispetto all’Ici con una media, che corrisponde all’aliquota ordinaria, del 47,5. In città l’oscillazione è dal 17,8 al 64,3; a Cordenons dal 25,3 al 67,6; a Porcia dal 2,9 al 57,8; a Maniago dal meno 4,6 al 54,6; a Sacile e San Vito dal 10,3 al 61,1; a Spilimbergo dal 26,8 al 68,2 per cento; a Claut dal 17,8 al 64,3. Nel caso di immobili produttivi l’incremento è significativo per negozi e uffici pubblici (circa 44 per cento) e meno significativo per i capannoni (23,7).

La prima casa. Secondo lo studio condotto dall’Osservatorio della Provincia una famiglia che vive in casa di proprietà con due figli (beneficiando, pertanto, della detrazione ordinaria di 200 euro che si aggiunge a quella per i figli di 100 euro) pagherà mediamente 211 euro se l’aliquota sarà ordinaria (0,4 per cento). Nel caso di single, sia giovani, sia pensionati, tale valore si eleva a 303 euro l’anno, ma se fosse applicata l’aliquota minima (0,2 per cento) la tassa sarebbe pressoché nulla. Valori che variano da comune a comune in maniera significativa come si evince dalla tabella che pubblichiamo. In centro storico a Pordenone, infatti, e a Cordenons con l’aliquota ordinaria si possono sfiorare i 400 euro per una famiglia con due figli e i 500 euro nel caso di single.

Case in affitto. Il salasso medio per i proprietari sarà di mille euro e cambia, come si vede dalla tabella, a seconda dell’aliquota e della localizzione. In centro città si può oscillare da 802 a mille 848 euro; in periferia da 502 a mille 153; a San Vito da 622 a mille 434 euro.

Gli effetti. «L’Imu – ha denunciato l’assessore Giuseppe Verdichizzi – può scardinare non solo le famiglie ma anche l’efficacia delle politiche pubbliche. I canoni di locazione saranno destinati a crescere per far fronte alle maggiori tasse da pagare. Per questo i sindaci è bene che valutino attentamente le decisioni che assumeranno».

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di messaggeroveneto.gelocal.it

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