Il Soccorso Alpino è a rischio chiusura

Gli ultimi tagli del Governo hanno pesantemente investito anche i fondi per il corpo del Soccorso Alpino, prevedendo per il 2012 uno stanziamento di soli 380 mila euro.

Peccato che soltanto per pagare i premi assicurativi dei volontari serva più di un milione di euro, tre volte tanto. I conti sono quindi presto fatti: con una riduzione del 72% dei finanziamenti non sarà più possibile garantire l’operatività dei volontari del soccorso alpino che necessitano anche di un’alta e approfondita formazione per affrontare le situazioni più difficili.

A riguardo c’è grande amarezza tra i 117 volontari della Delegazione Canavesana del Soccorso Alpino Speleologico Piemontese che lo scorso anno hanno compiuto ben 104 interventi, senza percepire alcun compenso. Una missione, la loro, che li porta a rischiare la propria vita per gli altri, sottraendo tempo alle famiglie, agli affetti, al lavoro personale e che molto spesso non riscuote la giusta considerazione. «La situazione è davvero critica – ha commentato Fulvio Conta della Delegazione Canavesana -. Certamente è impensabile mandare dei volontari a rischiare la vita senza la copertura assicurativa. I nostri uomini non sono degli eroi, ma il loro servizio è fondamentale non soltanto durante il recupero degli alpinisti in difficoltà, ma anche come sostegno alle popolazioni di montagna, per garantire servizi e bisogni alle persone che vivono e lavorano quotidianamente sulle terre alte».

Un impegno, quello degli uomini del Soccorso Alpino, dimostrato anche domenica scorsa durante la giornata nazionale “Sicuri sulla neve”, svoltasi a Ceresole Reale, le cui immagini sono state trasmesse nel Tg Montagne andato in onda venerdì scorso, su Rai Due.

Con l’obiettivo di promuovere la prevenzione degli incidenti da valanga i dieci Campi Neve, appositamente attrezzati e allestiti a Cersole Reale, hanno suscitato moltissimo interesse tra le persone intervenute, trasmettendo ai partecipanti la necessità di non sopravalutare le proprie capacità e l’ambiente circostante.

È un volontario a tutti gli effetti anche Free, lo splendido Golden Retrivier di cui si avvalgono gli esperti del Soccorso Alpino canavesano e che domenica scorsa ha dato spettacolo di sé durante la simulazione di un salvataggio di una persona sepolta da una valanga.

La nuova stangata del Governo mette quindi a rischio tutto questo e il Soccorso Alpino non ha nessuna intenzione di stare a guardare. Nonostante le delegazioni non si reggano soltanto sui trasferimenti statali (alcuni fondi arrivano anche dalle Regioni), questi servono però per pagare due cose fondamentali: le assicurazioni ai volontari e la formazione, passaggio imprescindibile per ottenere la certificazione e poter operare nell’ambito del soccorso sanitario.

Ora dopo la richiesta di un incontro con il ministro del Turismo Piero Gnudi, sono arrivati due emendamenti che si auspica possano trovare presto una finalizzazione.

Francesca Dighera

di www.localport.it

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Una risposta

  1. stefano ha detto:

    “Non c’è più trippa per gatti” Questo è l’epilogo di alcuni decenni di ruberie e sperperi vari. Chi ha rubato e continua a farlo non smette tanto facilmente, specialmente quando i maggiori ladri sono in parlamento…….!!!!!!

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