Grandi frane, la Regione dà i poteri alla Provincia

La Regione trasferisce responsabilità e risorse inerenti la questione idrogeologica alla Provincia. La replica: esigui i fondi per Cancia, Costalta e Candide

BELLUNO—La Regione passa alla Provincia la «grana» delle frane. Trasferisce, con delibera presentata dall’assessore Maurizio Conte (Lega), sia la responsabilità del procedimento che le risorse finora assegnate dallo Stato a Regione e Comuni per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e consolidamento degli abitati di Cancia (Borca di Cadore), Costalta (San Pietro di Cadore), Candide e Casamazzagno (Comelico Superiore). Spiega il dirigente di Palazzo Piloni, Luca Soppelsa: «Già nel 2001 una legge regionale attribuiva alla Provincia competenze di difesa del suolo per gli abitati, ma le pratiche già in essere erano rimaste in mano alla Regione. Ora qualcuno ha cambiato idea». Spulciando nella delibera, i numeri non mancano. Solo per Cancia, l’importo disponibile è di 10,2 milioni di euro: 2,4 per interventi urgenti; 1,5 per opere di completamento; 52 mila euro per interventi di difesa; un milione per la sistemazione della frana; 1,7 milioni per interventi strutturali e 3,5 per mitigazione del rischio da colata detritica. Soldi solo stanziati. «Se ne era parlato col governatore Zaia e lo stesso Conte – ricorda l’ex presidente della Provincia, Gianpaolo Bottacin (Lega come i suddetti, Ndr) – A Conte avevo detto: la cosa giusta è che la Regione si tenga le frane più grosse».

«Comunque per Cancia il progetto ancora non c’è e non sappiamo se i soldi basteranno. E qui il problema delle risorse è fondamentale. Ma, a quanto ne so, anche Conte ha problemi a far tornare i conti». E se i soldi non bastassero?«La Provincia dovrebbe utilizzare – continua Bottacin – le risorse del Demanio idrico, 9 milioni di euro, però quei soldi servono per le seimila frane sul territorio». Secondo il consigliere regionale del Pd, Sergio Reolon, non è così. «La Regione – afferma l’ex presidente della Provincia – deve comunque coprire i soldi della funzione trasferita». Peraltro la vicenda di Cancia è complicata: affossato il piano regionale, con l’incongruo vascone da 100 mila metri cubi in sostituzione del «cratere» di 50 anni fa, si tratta di capire come fare con la colata detritica. Il guaio è che non può che scendere verso il basso e ora passa per l’invaso, grazie ad astuti interventi dei tecnici che hanno incanalato lo smottamento in modo che non danneggi l’ex villaggio Eni. E, in effetti, quando due anni e mezzo fa la frana ha travolto l’abitato uccidendo due persone e causando decine di sfollati, nessuna villetta ex Eni ha subito danni. Comunque sia, il sindaco di Borca, Bortolo Sala, è soddisfatto: «È la direzione giusta, la Provincia è più vicina della Regione ». Per Costalta l’importo disponibile è di 208 mila euro, per Candide e Casamazzagno di 145 mila euro.

Marco de’ Francesco

di corrieredelveneto.corriere.it

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