Elisoccorso partirà a fine giugno il volo prolungato

Si concluderà il 30 agosto. Il primario del Suem Cipolotti: «Con gli altri 118 sarà garantito un servizio su oltre 12 ore»

BELLUNO. Partirà il 29 giugno (e durerà fino al 30 agosto), l’attività con orario prolungato dell’elisoccorso di Pieve di Cadore.

Un arco di tempo inferiore rispetto a quanto avvenuto la scorsa estate, perché, come spiega il primario del Suem di Pieve di Cadore, Giovanni Cipolotti, «abbiamo visto che negli ultimi 15 giorni di giugno e i primi di settembre sono stati eseguiti soltanto un paio di interventi, quindi abbiamo deciso di partire direttamente nel periodo clou della frequentazione turistica della montagna».

In questo periodo, quindi, ci sarà una integrazione con gli altri servizi di elisoccorso limitrofi. In oche parole, se il Suem di Treviso inizia alle 7 e finisce alle 19, «l’elicottero di Pieve di Cadore prenderà servizio dodici ore prima del tramonto così da coprire tutto l’arco di una giornata, considerando l’apporto anche dell’Aiut Alpin. Inoltre, cercheremo di applicare una particolare attenzione nel muovere il velivolo: se nei week end più a rischio», precisa il primario del Suem, «si dovrà trasferire un paziente, chiederemo la collaborazione di Treviso o di Padova, così da mantenere il nostro elicottero disponibile per soccorsi in montagna. L’intenzione è di tenerlo in zona il più possibile, quando c’è il picco dei turisti».

Come sempre succede in estate, anche quest’anno sarà incrementato il personale operante nella sala operativa. «In estate ai nostri medici e infermieri viene chiesto uno sforzo maggiore: si faranno le ferie, ma si cercherà di potenziare il numero dei dipendenti soprattutto nel fine settimana, quando avremo a disposizione anche il tecnico di centrale del soccorso alpino».

E visto che le ferie si avvicinano, il primario lancia alcuni consigli a chi vuole venire in montagna. «La prima regola è quella di pianificare la frequentazione della montagna come diciamo noi col “cervello acceso”, vale a dire organizzare l’escursione commisurandola alle proprie forze e guardando i molti siti delle previsioni del tempo che oggi si possono consultare anche dai telefonini. Si possono chiamare le guide alpine, o il soccorso alpino per avere consigli sui percorsi da fare. Infine, non è bene fidarsi del fatto che il cellulare, che tutti ormai portiamo con noi, possa risolvere ogni problema, perché ci sono tante zone in cui non c’è campo. Vale di più indossare dei buoni scarponi, avere una preparazione fisica adeguata e l’attrezzatura giusta».

Intanto, dallo scorso anno, incombe sui frequentatori montani lo spettro delle sanzioni per le chiamate senza emergenza sanitaria dell’elisoccorso: «Qualcuna è stata data, ma il quadro finale si avrà a settembre, quando tireremo le somme ».

di corrierealpi.gelocal.it

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