È pronto il murale su De Francesch dipinto a Cugnan

L’opera progettata da Verzi è stata realizzata dalla Bernard L’inaugurazione alla fine dei lavori della

foto di corrierealpi.geocal.it

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Comunità montana

PONTE NELLE ALPI. La storia sui muri. Pronto il murale realizzato da Iris Bernard, su una bozza del marito Agostino Verzi, in omaggio all’alpinista Bepi De Francesch. Decora la facciata bianca della casa accanto alla cooperativa consumo, nella piazzetta di Cugnan, la frazione pontalpina sui Coi de Pera. Non rimane che fissare la data dell’inaugurazione dell’opera, che dovrebbe coincidere con la consegna di alcuni lavori commissionati dalla Comunità montana Bellunese: innanzitutto, un piccolo parcheggio, all’ingresso del paese.

La nascita del murale, in una frazione che non sarà ancora come Cibiana di Cadore, ma ne aveva già diversi? «L’idea è nata qualche anno fa, in concomitanza con un’esercitazione del Club alpino italiano e di altre associazioni che frequentano e tutelano la montagna», racconta il sindaco Paolo Vendramini, «in un primo momento, era stato Verzi a fare lo schizzo del disegno, poi purtroppo è mancato ed è stata Iris Bernard a realizzare l’opera. Il risultato è suggestivo, anche perché ricorda un illustre alpinista di casa nostra».

De Francesch era nato proprio a Cugnan nel 1924, in una famiglia molto povera. Alpino della Brigata Cadore, dopo lo sfacelo dell’Esercito italiano dell’8 settembre 1943 fu imprigionato in un vagone ferroviario e deportato nei capi di lavoro tedeschi con i compagni del Battaglione Belluno. Tornò in Italia te anni dopo, quando la seconda guerra mondiale era finita e cominciò a far parte delle Guardie di Pubblica sicurezza per sorveglianza dei confini di stato. Si avvicinò all’alpinismo quando aveva ormai 28 anni e, da quel momento, apri tantissime vie sulle amate Dolomiti: la prima fu sulla Roda di Vael. Istruttore capo di alpinismo e guida alpina, fu direttore di numerosissimi corsi e, tra le altre cose, contribuì alla nascita degli Angeli della Montagna, una straordinaria squadra di soccorso alpino, che portò a termine chissà quanti salvataggi estremi. Buono e schivo di carattere, nessuno l’ha mai sentito gloriarsi delle sue imprese, anche se avrebbe potuto farlo. Morì il 9 novembre 1997 per un male incurabile, che lo strappò agli affetti della famiglia, ma anche ai monti, che tanto aveva frequentato e amato .

Non passerà molto per la cerimonia d’inaugurazione del lavoro in suo onore: «La faremo coincidere con altre cerimonie, in attesa che vengano ultimate le opere a cura della Comunità montana. Si parlava di questo parcheggio di stabilizzato, cioè in ciottoli, un po’ come si costruivano le strade romane. naturale. Ci sarà la bonifica di un sito, nel quale troveranno posto le autoverrure dei residenti a Cugnan e degli ospiti».

di corrierealpi.gelocal.it

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