Due famiglie “sfrattate” dal terremoto in Alpago.

Chies d’Alpago. Il sindaco Barattin firma l’ordinanza di sgombero a Lamosano. Qualche calcinaccio caduto nella chiesa di S. Lorenzo e nel santuario di Irrighe

Al termine dei rilievi eseguiti dai tecnici durante la giornata di sabato, il sindaco di Chies ha firmato nella notte due ordinanze di sgombero per altrettanti fabbricati che si trovano a Lamosano, vicino al centro del paese.

Sono due le famiglie ospitate ora provvisoriamente in alloggi predisposti dal Comune. La zona dove sorgono le due case è a rischio idrogeologico, e dal 2009 è oggetto di una procedura di demolizione di immobili non più sicuri e di delocalizzazione che ha già visto altri proprietari di case, tra quelli che finora hanno avviato le procedure, ottenere un indennizzo di circa 250.000 euro per acquistare un appartamento o una casa in un luogo più sicuro.

In seguito ai rilievi svolti dopo la scossa che sabato all’alba ha svegliato l’intero paese alpagoto, i tecnici del Genio civile, dei vigili del fuoco e quelli comunali hanno dichiarato inagibile soltanto una delle due case in questione, già soggetta alla procedura di delocalizzazione e di proprietà di una coppia.

La seconda, però, dove abitano i figli, è proprio adiacente alla loro dichiarata pericolante. I tecnici infatti non escludono che anche questa possa venire coinvolta in un eventuale e malaugurato crollo della prima in seguito ad altre scosse sismiche che potrebbero verificarsi e che in ogni caso non si possono escludere.

I genitori sono comunque in attesa di vedere terminata una nuova casa dove trasferirsi ad abitare, mentre quella dichiarata inagibile verrà demolita.

Nel frattempo entrambi i nuclei familiari dovranno adattarsi a una sistemazione provvisoria. «Ci siamo preoccupati di questo prima ancora di emettere l’ordinanza», ha spiegato il sindaco Loredana Barattin, «per il fine settimana abbiamo trovato un alloggio provvisorio per le due famiglie, poi da lunedì (oggi per chi legge, ndr) si cercherà di trovare le possibili soluzioni meno disagevoli possibili».

Qualche caduta di calcinacci anche nella chiesa di San Lorenzo di Lamosano (già messa a dura prova dai movimenti della frana del Tessina) che però non ha spaventato per nulla i residenti che ieri mattina si sono recati tranquillamente a messa. Qualche problema anche per il santuario di Irrighe.

Camini pericolanti a San Martino dove ieri mattina i vigili del fuoco sono tornati per mettere in sicurezza i manufatti. Il sindaco Loredana Barattin ha fatto un altro giro anche ieri per assicurarsi che non ci fossero ulteriori problemi.

Intanto, l’Istituto di geofisica di Trieste ha modificato la magnitudo delle scosse registrate sabato pomeriggio sempre al confine tra Barcis e Chies d’Alpago. La scossa di assestamento delle 17.36 aveva una profondità di 7 km e una magnitudo pari a 2.5 e non 1.5 come era stata registrata nell’immediatezza, mentre il sisma delle 19 è stata di 2.6 (e non 1.7 come si pensava all’inizio) con una profondità di quasi 9 chilometri. Ieri, comunque, non si sono registrate scosse lasciando un po’ di tranquillità ai residenti. Residenti che non si sono fatti prendere dal panico, visto che tutto l’Alpago è classificato zona sismica 2, con forte incidenza di terremoti.

di corrierealpi.gelocal.it

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