D.M. 8 settembre 1999, n. 350

D.M. 8 settembre 1999, n. 350

Regolamento recante norme per l’individuazione dei prodotti tradizionali di cui
all’articolo 8, comma 1, del D.Lgs. 30 aprile 1998, n. 17
(Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 ottobre 1999, n. 240).

  IL MINISTRO PER LE POLITICHE AGRICOLE

Visto il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, recante il conferimento alle regioni delle
funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione
dell’Amministrazione centrale;
Visto l’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, recante
disposizioni in materia di individuazione dei prodotti tradizionali agroalimentari;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155, recante attuazione delle direttive CE n.
93/43 e n. 96/3, concernenti l’igiene dei prodotti alimentari;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
D’intesa con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome;
Visto il parere del Consiglio di Stato n. 149/99, espresso dalla sezione consultiva per gli
atti normativi nell’adunanza del 26 luglio 1999;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri a norma dell’articolo 17
della legge 23 agosto 1988, n. 400, effettuata con nota dell’11 agosto 1999, n. 7732;
Adotta il seguente regolamento:
1. Finalità ed ambito d’applicazione.
1. Ai fini del presente decreto sono considerati prodotti agroalimentari tradizionali quelli le
cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultano consolidate nel
tempo.
2. Per l’individuazione dei prodotti agroalimentari tradizionali le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano accertano che le suddette metodiche sono praticate sul
proprio territorio in maniera omogenea e secondo regole tradizionali e protratte nel tempo,
comunque per un periodo non inferiore ai venticinque anni. 2
2. Elenchi regionali e provinciali dei prodotti agroalimentari tradizionali.
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale, predispongono gli elenchi
regionali o provinciali dei propri prodotti agroalimentari tradizionali.
2. Negli elenchi di cui al comma 1 devono essere indicate, per ogni prodotto, le seguenti
informazioni:
a) nome del prodotto;
b) caratteristiche del prodotto e metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura
consolidate nel tempo in base agli usi locali, uniformi e costanti, anche raccolti presso le
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura competenti per territorio;
c) materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione, il condizionamento o
l’imballaggio dei prodotti;
d) descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura.
3. Le regioni e le province autonome inviano gli elenchi ed i successivi aggiornamenti al
Ministero per le politiche agricole che provvede al loro inserimento nell’elenco nazionale di
cui all’articolo 3.
3. Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali.
1. È istituito presso il Ministero per le politiche agricole l’elenco nazionale dei prodotti
agroalimentari tradizionali.
2. L’elenco è formato dai prodotti definiti tradizionali dalle regioni e dalle province
autonome di Trento e di Bolzano ed inseriti nei rispettivi elenchi.
3. Il Ministero per le politiche agricole cura la pubblicazione annuale dell’elenco,
promuovendone la conoscenza a livello nazionale ed estero, nell’ambito delle funzioni ad
esso attribuite ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 4 giugno 1997, n.
143
(2)
.
————————
(2) L’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali è stato approvato con D.M. 18 luglio
2000 (Gazz. Uff. 21 agosto 2000, n. 194, S.O.) e revisionato con D.M. 8 maggio 2001 (Gazz. Uff.
14 giugno 2001, n. 136, S.O.), modificato dal D.M. 19 giugno 2001 (Gazz. Uff. 13 luglio 2001, n.
161) e con D.Dirett. 14 giugno 2002 (Gazz. Uff. 18 luglio 2002, n. 167, S.O.), rettificato dal D.Dirett.
30 luglio 2002 (Gazz. Uff. 17 agosto 2002, n. 192). Successivamente il D.Dirett. 6 settembre 2002
(Gazz. Uff. 23 settembre 2002, n. 223) ha corretto il citato D.Dirett. 30 luglio 2002 e modificato il
suddetto D.Dirett. 14 giugno 2002. Infine il D.Dirett. 25 luglio 2003 (Gazz. Uff. 29 agosto 2003, n.
200, S.O.), modificato dal D.Dirett. 4 settembre 2003 (Gazz. Uff. 13 settembre 2003, n. 213) e 3
rettificato dal Comunicato 15 ottobre 2003 (Gazz. Uff. 15 ottobre 2003, n. 240), ha disposto la terza
revisione del citato elenco.
4. Accesso alle deroghe.
1. Per i prodotti tradizionali iscritti negli elenchi regionali o provinciali per i quali risulti
necessario accedere alle deroghe previste dall’articolo 8, comma 2, del decreto legislativo
n. 173 del 1998, le regioni e le province autonome inviano al Ministero per le politiche
agricole, per ciascun prodotto interessato, gli elementi relativi alle procedure operative in
grado di assicurare uno stato soddisfacente di igiene e disinfezione dei materiali di
contatto e dei locali nei quali si svolgono le attività produttive, salvaguardando le
caratteristiche di tipicità, salubrità e sicurezza del prodotto, in particolare per quanto
attiene la necessità di preservare la flora specifica.
2. Il Ministero per le politiche agricole trasmette al Ministero della sanità ed al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato la documentazione regionale di cui al
comma 1, per l’emissione del provvedimento di deroga in conformità con le disposizioni
comunitarie concernenti l’igiene degli alimenti, ai sensi dell’articolo 8, comma 2, del
decreto legislativo n. 173 del 1998.
3. Copia del provvedimento di deroga, di cui al comma 2, è trasmesso dal Ministero della
sanità al Ministero per le politiche agricole, per la comunicazione alla regione o provincia
autonoma competente, nonché per l’annotazione nell’elenco nazionale a margine del prodotto interessato.

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