Comune paga la maestra per non perdere la scuola

Erto e Casso stanzia 15 mila euro per garantire di sdoppiare la pluriclasse I genitori avevano minacciato il trasferimento degli alunni a Longarone

ERTO E CASSO – «II Comune paga la scuola statale: 15 mila euro per una maestra».  Erto è il primo Comune sponsor degli stipendi nella fascia dell’obbligo: l’assessore Maria Giacoma Coronaha confermato la scelta visti i fondi statali insufficienti. «Non c’era alternativa – il salasso per le casse dell’ente locale montano si traduce nella rinuncia ad altri investimenti e servizi -. Se non aumentavamo il tempo scuola, capace di sdoppiare la pluriclasse in due cicli per 14 bambini, le famiglie avevano minacciato di trasferirli a Longarone». Sono 11 chilometri in discesa per arrivare a Longarone, dove tanti ertani fanno i pendolari per lavoro. Claut è lontano 15 chilometri e sembra fuori mano. La diaspora fuori provincia è l’incubo degli amministratori locali, che hanno preso per le corna il problema: la pluriclasse dalla prima alla quinta con 14 bambini e un unico docente.Baby-scolari di 6 anni con quelli di 11 uguale lezioni difficili e profitto con i “buchi” sul registro.«Un anno fa la scuola aveva 33 ore di lezione, due rientri pomeridiani – ha fatto memoria Corona -.
Nel 2011-2012, invece, le ore sono state ridotte a 22, con l’incremento della Regione di 11. I genitori hanno chiesto di dividere in due cicli la luriclasse, per età degli scq> lari». Risultato: il Comune sgancia di tasca propria il denaro per aumentare di altre 11 ore settimanali le lezioni. «In tutto i ragazzini hanno 33 ore di tempo scuola – hanno tagliato il traguardo a Erto -, di cui 22 separate per biennio e triennio eli comuni». Per potenziare la scuola in vetta e scongiurare la fuga dei bambini, Erto è diventato sponsor dell’istruzione di Stato. «Chiediamo uno sforzo in organico – aveva presentato il conto il sindacalista Flc-Cgil Adriano Zonta – per assegnare un altro docente con
spezzone orario di 12 ore nella scuola di Erto. Funziona come un deterrente allo spopolamento della montagna pordenonese. Un’altra scuola a rischio è quella d’infanzia: ci sono 9 bambini nella materna e 14 nella primaria». Per la materna, il Comune si è impuntato e da 25 ore concesse nel primo organico 2011-2012 (senza pomeriggi in aula) ha conquistato il tetto di 40. «Con due maestre che non hanno momenti in compresenza- è il dettaglio dell’assessore ertano -. Questo significa che i bambini non potranno avere uscite e altre attività». Risorse con il contagocce per l’istruzione in montagna: 20 mila euro dalla Regione per l’intero istituto comprensivo di Montereale

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