Cioccaprino e Capriccino: sulle montagne calabresi spopola il latte di capra

Intolleranze, allergie e digestione difficile, ed ecco che la ristorazione corre ai ripari. Meglio per chi, anche sulle piste da sci, deve necessariamente rinunciare alla tanto amata, perfetta cioccolata calda per colpa del latte con il quale viene fatta.

Ecco che, allora, i ristoratori degli impianti da sci si organizzano e coniano due nuove bevande, nuove per il loro componente di base: il “capriccino” e il“cioccaprino”, cappuccino e cioccolata a base di latte di capra. Il merito dell’idea? Agli agricoltori silani che hanno rivoluzionato l’ospitalità delle montagne calabresi.

Entrambe a base di latte di capra, le due novità sembra stiano spopolando tra gli sciatori che scelgono la Sila per passare qualche giorno di vacanza.

Il successo è stato reso noto dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, che ha sottolineato come l’intolleranza al latte vaccino privi 100mila bambini, e tanti più adulti, a rinunciare al piacere dell’italianissimo cappuccino, così come quello della cioccolata calda.

Addirittura, il latte di capra donerebbe ancor più consistenza alla bevanda, più cremosità, lasciando intatto e sempre piacevole il gusto proprio di questa colazione. Inoltre, in montagna, dove il dispendio energetico aumenta notevolmente, il latte di capra e le sue lavorazioni viene apprezzato ancor di più, proprio per il suo più elevato apporto energetico.

Anche per questo, o per semplice curiosità, anche chi non ha problemi con il latte vaccino si è lasciato tentare, e a quanto pare nessuno è rimasto deluso.

Di qui la volontà di promuovere ancor di più l’utilizzo del latte di capra, genuino, proteico, buono come quello di mucca, leggermente più costoso (vista la minore produzione della capra), ma tutto sommato, abbordabile.

Aspettiamo il parere di chi li ha assaggiati!

di www.ingusto.it

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