Chiude i battenti il campeggio ai piedi della Marmolada

Rocca Pietore, preoccupato il sindaco De Bernardin «Si fanno proclami di sviluppo ma la situazione non è rosea»

ROCCA PIETORE. Mentre sulla Marmolada si fanno progetti per nuovi impianti, a Malga Ciapela chiudono le strutture ricettive.

Gli storici gestori del camping Malga Ciapela Marmolada, i coniugi Dell’Antone, hanno deciso di chiudere e mettere in vendita l’attività. «Dopo tanti anni il lavoro comincia pesarci», spiegano. Una brutta notizia per il turismo rocchesano, commenta il sindaco De Bernardin. «Nonostante i tanti proclami di progetti di sviluppo, la situazione in zona non è rosea».

Il campeggio fu aperto nel 1977 da Amedeo Dell’Antone, papà di Luciano, che lo gestì per alcuni anni insieme anche all’altro figlio Roberto. Dal 1997 la struttura è rimasta nelle mani di Luciano e la moglie Nadia Nesello. Il camping si estende per circa 30 mila metri quadrati nella piana di Malga Ciapela e può ospitare circa 500 persone su 150 piazzole attrezzate. Tanti i servizi che offre. Ma sopratutto la proverbiale accoglienza ed attenzione ai dettagli di Luciano e Nadia e dei quattro dipendenti che, ora, rischiano anche di rimanere senza lavoro.

Nessun problema economico alla base della decisione. Tutt’altro. Solo il bisogno di staccare la spina dopo una vita di lavoro e sacrifici. «È un lavoro impegnativo, perché siamo aperti estate ed inverno», racconta Nadia, «e non siamo più così giovani. Non hai una giornata o una serata libera. Anche se lo abbiamo fatto sempre con tanta passione e dedizione. Le soddisfazioni non sono mancate e per questo ci dispiace e ci abbiamo pensato su tanto prima di prendere questa decisione».

Luciano e Nadia erano balzati agli onori della cronaca per alcune belle iniziative che avevano ideato nel loro camping, come il “ sentiero della volpe”, la “chiesetta di ghiaccio”, il “presepio nel bosco”, e che tanto successo avevano riscosso tra i turisti; ma non solo. Questa era la loro filosofia di lavoro. Ma per tutti viene il momento di ritirarsi, anche se a malincuore.

«Non abbiamo figli che possono andare avanti. Finora ci sono arrivate parecchie richieste di acquirenti. Il momento non è dei migliori per vendere. Ma sono fiduciosa che qualcuno lo porterà avanti. La struttura è praticamente nuova, perché l’abbiamo continuamente ammodernata. Chi lo compra lo può aprire il giorno dopo. Sarebbe l’ideale per una gestione famigliare. Con gli anni ci siamo fatti una clientela fissa, che spende nelle attività locali, come macellerie, ristoranti. Per questo in valle molti sono preoccupati. Abbiamo già tante richieste per l’estate. Anche più degli altri anni».

E questo accade a pochi giorni dalla firma del “Patto per la Marmolada” tra ambientalisti e imprenditori funiviari ed i progetti annunciati da Canazei di nuovi impianti sul Fedaia.

«È da quando sono piccolo che sento di proclami per lo sviluppo della Marmolada», commenta critico De Bernardin. «Finché non vedo i fatti non ci credo più. Prima si dava la colpa alla mancata definizione dei confini sulla Marmolada. La verità è che da parte trentina non c’è volontà di dialogare con il Veneto ed il Bellunese. Il punto di partenza è sempre la viabilità con la messa in sicurezza del Passo Fedaia. Se manca quella è inutile parlare di sviluppo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA  corrierealpi.gelocal.it – di Lorenzo Soratroi

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2 Risposte

  1. callegaro ivo ha detto:

    il campeggio malga ciapela per noi é sinonimo di fantastiche vacanze e bellissimi ricordi. Anche quest’anno in luglio il rifugio Falier è stato una meta escursionistica dove abbiamo portato anche i nostri figli. Attraversare il campeggio e vedere tutto vuoto e tanta desolazione ci ha messo una triste malinconia.
    Spero che tutto si risolva e auguro un grande IN BOCCA AL LUPO a Luciano e Nadia.
    Ivo Callegaro
    Sara Favaro

  2. Raffaella Pamio ha detto:

    anche per noi la chiusura del campeggio ha significato una grossa perdita. che ci sia una piccola speranza che il tutto possa ricominciare?
    siamo quindi in attesa di un articolo che ci dia una notizia
    decisamente più favorevole anche per la valle

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