Chi abita ad Acceglio paga il canone come quelli di Roma, perché non ha gli stessi diritti?

Il signor Giancarlo Cerutti porta ancora una volta all’attenzione dei lettori le problematiche di ricezione dei programmi della Tv di Stato nelle nostre vallate

Non se ne può più! Appena accendi la televisione dai programmi RAI qualcuno ti aggredisce ricordandoti che il 31 gennaio scade il canone TV, che pagarlo è un obbligo, che è un tributo come tutti gli altri, che costa “ solo “ 112 euro, ecc., ecc. Va bene! L’ abbiamo capito!

Abbiamo capito anche che i soldi dell’abbonamento vanno esclusivamente alla RAI e non alle altre emittenti che ti danno gli stessi servizi gratis. Se per me utente pagare l’ abbonamento è un obbligo, obbligo per la RAI è farmi vedere tutti i suoi canali, sia che io abiti a Roma, a Torino o in una sperduta valle del cuneese.

Naturalmente senza costi aggiuntivi per fruire del servizio, perché, secondo la Costituzione, ho gli stessi doveri ma anche gli stessi diritti di chi paga il canone a Roma o ad Acceglio dove la RAI sul digitale terrestre non si vede ma si capta Mediaset. Perché mia madre che abita in una frazioncina della valle Grana non può captare il digitale terrestre e ho dovuto spendere 250 euro per il satellitare pur pagando l’abbonamento come uno di Milano?

E’ profondamente ingiusto e incostituzionale. Eppure mai nessuno è riuscito a spuntarla contro mamma RAI. Qualcuno mi può spiegare il perché? Non mi si venga a dire che si tratta di una tassa di possesso del televisore perché non si paga per una scatola vuota e comunque la RAI non parla di tassa di possesso ma di canone e di abbonamento, quindi qualcosa in cambio dovrà pur dare.

A tutti. Allo stesso prezzo.

 

Distinti saluti

Cerutti Giancarlo, Valgrana

di www.targatocn.it

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