Al Man di Nuoro mostra del maestro della fotografia Cartier-Bresson

Articolo di regione.sardegna.it

La rassegna fotografica, che vede la partecipazione della Regione attraverso il contributo dell’agenzia Sardegna Promozione, si potrà ammirare sino al 29 gennaio prossimo nel museo nuorese, ultima tappa in Italia prima del rientro a Parigi.

CAGLIARI, 31 OTTOBRE 2011 – Un lungo e intenso viaggio nel tempo attraverso 155 scatti scelti dallo stesso autore per fornire un’esaustiva rassegna della sua carriera. È stata inaugurata venerdì scorso al Man di Nuoro, alla presenza dell’assessore regionale del Turismo Luigi Crisponi, la mostra ‘Henri Cartier-Bresson Photographe’, il fotografo unanimemente riconosciuto dalla critica come il più grande del Novecento, morto nel 2004 a 96 anni.

La rassegna fotografica, che vede la partecipazione della Regione attraverso il contributo dell’agenzia Sardegna Promozione, si potrà ammirare sino al 29 gennaio prossimo nel museo nuorese, seconda e ultima tappa in Italia, dopo quella veronese, prima del rientro a Parigi. All’interno della mostra da dicembre ci sarà uno spazio tutto dedicato alla Sardegna: 30 foto dell’artista francese con forme, ritratti e paesaggi dell’Isola, un reportage che il maestro compose tra Nuorese e Cagliaritano nell’estate del 1962 come inviato di Vogue. Trascorse circa un mese nell’Isola visitando molti centri barbaricini tradizionali, come Orosei, Cala Gonone, Oliena, Orgosolo, Mamoiada, Nuoro, Orani (dove fu ospite dell’ amico artista Costantino Nivola) e Desulo.

Henri Cartier – Bresson, soprannominato ‘L’occhio del mondo’, aveva il magico potere di cogliere l’istante decisivo ‘catturando’ il senso profondo di un evento storico o di una piccola cronaca quotidiana. Nessuno come lui ha saputo condensare nella sua intensa attività fotografica e artistica in giro per il mondo un’osservazione così puntuale e profonda, cosciente e originale in ogni situazione. Nelle immagini esposte al Man ci sono i ritratti dei personaggi famosi e quelli degli sconosciuti, a rappresentare l’umanità intera. E ciascuna sua immagine rivela più di quel che mostra allo sguardo, sia che sia rappresentata gente di strada (bambini che giocano, venditori ambulanti, passanti) o che siano i protagonisti degli avvenimenti principali del Novecento (la fine della Seconda Guerra Mondiale, la morte di Gandhi, gli artisti più noti del momento).

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