Acceglio: “questione lupi”

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto queste bellissime foto, inviateci da Roberto Demichelis. Il nostro lettore le ha scattate in alta Valle Maira. Sono immagini di lupi. 

Come ci spiega, sono state scattate “ad Acceglio, dove il 31 ottobre avvistamento lupone ho avvistati due, uno giovane e uno adulto, nel vallone di Unerzio, poco distante da Chialvetta. Mi sono attrezzato di macchina foto con teleobiettivo sperando di rivederli, ed ecco il risultato: il 5 novembre avvisto femmina e maschio in zona Lausetto, che fotografo da 200 metri di distanza”.

Un’occasione, questa, che ci consente di tornare sulla “questione lupi”, di cui si è parlato molto qualche settimana fa, anche a seguito del brutto episodio di Venasca, dove uno di essi, probabilmente investito, è stato poi appeso, morto, ad un palo.

La “guerra” tra chi sostiene e difende i lupi e chi invece li ritiene un pericolo e causa di danni economici, è in corso da tempo. La Francia lo scorso ottobre ha autorizzato l’abbattimento di 36 esemplari, in un’area vasta che raggiunge le Alpi. In Italia per ora non è mai stata presa una decisione simile, anche se molte Regioni si stanno interrogando a riguardo.

I gesti, ovviamente dimostrativi, degli ultimi mesi, in primis il lupo sgozzato e appeso ad un cartello ad Ormea e l’episodio più recente a Venasca, rendono bene l’idea di come il clima sia esasperato.

Il comandante provinciale della Forestale, ingegner Paolo Salsotto, precisa che per ora non ci sono novità sulle indagini relative ai due episodi menzionati. Ricordiamo, infatti, che quanto accaduto ad Ormea si prefigura come un vero e proprio reato. “Ci sono alcune piste che stiamo seguendo, ma già sappiamo che non sarà facile risalire ai responsabili”, ci spiega.

Poi, tra le righe, fa capire come stia assumendo proporzioni preoccupanti il fenomeno delle “esche avvelenate” in montagna, di cui vittime designate sarebbero proprio i lupi, al punto che verrà presto organizzato un tavolo in Prefettura per capire come poter intervenire sul problema.

Da gennaio 2014 sono operativi, sul territorio cuneese, due cani addestrati a fiutare le esche velenose: il labrador Lana, insieme a un operatore del Parco naturale del Marguareis, e il pastore malinois Kira, in squadra con un agente del Corpo Forestale dello Stato. Ricordiamo che ogni anno, in Italia, sono centinaia gli animali selvatici e domestici che muoiono dopo lunghe sofferenze a causa proprio dell’ingestione di questi bocconi fatali.

targatocn.it

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