6.12.1907.la più grande strage mineraria degli Stati Uniti d’America

6.12.1907 – 6.12.2011 – Per non dimenticare la più grande strage mineraria degli Stati Uniti d’America

CAMPOBASSO – Il Movimento Regionale dei Cristiano Sociali del Molise ha inteso promuovere un evento commemorativo per ricordare la più tragica strage mineraria della storia degli Stati Uniti d’America avvenuta il 6.12.1907 a Monongah in West Virginia.

I dati ufficiali parlano di 375 vittime di diverse nazionalità. Il tributo maggiore lo pagarono gli emigranti italiani con 171 caduti e tra questi i lutti più consistenti si determinarono tra i migranti del Molise con 87 vittime di 7 comuni molisani. In particolare, rimasero sepolti sotto la miniera di Monongah 36 lavoratori e ragazzi originari di Duronia, 7 di Pietracatella, 8 di Fossalto, 20 di Frosolone, 12 di Torella, 3 di Bagnoli del Trigno e 1 di Vastogirardi. 
Il Movimento dei Cristiano Sociali intende far vivere al nostro territorio quella tragica pagina di storia internazionale del lavoro per restituire onore alle vittime e menzionare l’encomiabile impegno del Console onorario di Pittsburgh (Pennsylvania) Joseph D’Andrea che ha dedicato 25 anni della sua vita per riportare alla luce la tragedia di Monongah attraverso una meticolosa ricerca fatta sia negli Stati Uniti che in Italia e nei comuni molisani interessati.
Il 6.12.2011 i Cristiano Sociali del Molise non vogliono fermarsi solo alla commemorazione ma intendono parlare al futuro con i giovani studenti dei licei e dell’Università che interverranno insieme ai rappresentanti istituzionali, alle associazioni e agli amministratori locali per acquisire coscienza e consapevolezza su temi di strettissima attualità quali sono l’immigrazione e la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Trascorsi 104 anni dalla strage di Monongah ancora oggi esistono ingiustizie, miserie e guerre che spingono milioni di esseri umani a fuggire dalla terra dove sono nati e spesso a trovare la morte nel canale di Sicilia o sulle coste europee e italiane.
Ancora oggi si muore di lavoro e ogni giorno in Italia si contano tre vittime che non fanno ritorno a casa per via di una insensibilità, di una scellerata ricerca del profitto a tutti i costi e di una violenta competizione che ha trasformato gli uomini in variabili indipendenti dall’affarismo più bieco.

di www.ecodelmolise.com

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